(Gli/le) manca una vite

Questo post nasce da qui, l’ultimo di una serie di gustosi articoli (per ora sono 16) dedicati da Mauro Venier ai “misteri” della lingua tedesca.
È interessante notare come il concetto, più o meno scherzoso, di perdita o mancanza di sanità mentale – che in Toscano viene reso con l’espressione “non avere tutte le rotelle (a posto)” – si ritrovi in altre lingue sempre con un qualche tipo di costrutto idiomatico.
Se, come appunto ci rivela Mauro, il Tedesco adotta una forma assai curiosa come “non avere tutte le tazze nella credenza” l’Inglese fa riferimento alle biglie (“to lose one’s marbles” o “not to have all one’s marbles”), mentre con il Lituano si torna all’analogia meccanica, che qui si esprime con l’idea dell’essere privi di una vite (trūksta vieno varžtelio).

Aggiornamento del 29 Marzo 2019:
Il concetto di rotelle che mancano è utilizzato anche in lingua rumena.

Aggiornamento del 30 Marzo 2019:
Pare che in Spagnolo non esista alcuna espressione idiomatica degna di nota. Così almeno mi ha confermato la moglie malagueña del mio amico Alessandro, con cui ci siamo visti a pranzo oggi in quel di Borgo Ticino, Pavia.

Aggiornamento del 31 Marzo 2019:
La forma estone (di cui ringrazio l’amica Liisa di Tartu) è praticamente identica all’inglese “to have a screw loose” solo al plurale: “tal kruvid logisevad” significa infatti “avere le viti allentate”. A questo punto sembrerebbe potersi ipotizzare l’esistenza di un substrato comune che va al di là della diversa natura di lingue europee con origini diversissime tra loro.

21 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Mauro
    Mar 27, 2019 @ 01:11:16

    Quindi, sotto questo punto di vista, il lituano è comunque più simile all’italiano di quanto siano tedesco e inglese, visto che si rifà anche lui al concetto di ingranaggio.

  2. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 27, 2019 @ 03:04:48

    To lose o not to have all one’s marbles è inglese americano, non britannico. Le biglie (marbles) pare non c’entrino, almeno non etimologicamente. Il detto, che è attestato fin dal 1927, farebbe riferimento al significato di marbles nello slang americano, che è “effetti personali, oggetti, beni”, che a sua volta sarebbe la traduzione storpiata del francese meubles, mobili. https://www.etymonline.com/word/marbles#etymonline_v_31695

    In inglese (BrE e AmE), fra le numerose locuzioni che esprimono questo concetto, esiste anche l’espressione “to have a screw loose”, letteralmente “avere una vite allentata”; in italiano diremmo “essere svitati”, anch’essa una metafora mutuata dalla meccanica, proprio come in lituano.

  3. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 27, 2019 @ 03:32:34

    Cito qui solo alcune delle tantissime espressioni idiomatiche inglesi che rendono l’idea di non essere sani di mente:

    – to be away with the fairies
    (essere assenti, volati via con le fate, ovvero con la testa molto fra le nuvole)

    – to go bananas
    (essere agitati, diventar matti, isterici)

    – to be a basket case
    (una persona il cui stato di stress o di agitazione mentale la rende incapace di affrontare una situazione)

    – to have bats in the belfry
    (lett. avere i pipistrelli nel campanile, si dice di una persona molto eccentrica o matta)

    – to go out of one’s mind
    (uscire di testa, diventare matti)

    – the lights are on, but no one is home
    (un modo ironico per descrivere una persona che manca di intelligenza o di sanità mentale, o anche semplicemente una persona che non sta prestando attenzione)

    – not to be all there
    (detto di qualcuno che a volte si comporta stranamente o sembra un po’ strambo)

    – not to be in one’s right mind
    (detto di qualcuno che non si comporta in modo logico o con buonsenso)

    – not playing with a full deck (of cards)
    (lett. non giocare con l’intero mazzo di carte; detto di qualcuno che manca di intelligenza o non è in pieno possesso delle sue facoltà mentali)

    – to go nuts
    (detto di qualcuno che è si comporta come se fosse matto, uscito di testa)

    – to be (as) nutty as a fruitcake
    (detto di qualcuno che è malato di mente o pazzo)

    – you’re off your rocker!
    (detto a qualcuno per dire che lo si ritiene completamente pazzo)

    – to have rats in the attic
    (lett. avere i topi nel solaio, detto di qualcuno per dire che è bizzarro, pazzo o ha un comportamento molto eccentrico)

    – stark raving mad
    (detto di qualcuno che è completamente pazzo)

    – to go stir crazy
    (detto di qualcuno che è molto agitato o nervoso perché è stato confinato in uno spazio ristretto troppo a lungo)

    – to take leave of one’s senses
    (si chiede a qualcuno che sta agendo in modo pazzo o sconsiderato)

    E ce ne sono tante altre…

  4. franconich
    Mar 27, 2019 @ 10:50:55

    In vecchio torinese si ha “avere il quinto piano da affittare” per dire testa vuota, incapace di ragionare.

  5. Nautilus
    Mar 27, 2019 @ 11:03:47

    @ Mauro

    Sì, anche in Lituano l’espressione è di chiara derivazione meccanica e – come ci fa notare la mamma di Odino – c’è qualcosa di simile anche in Inglese, in uno dei tantissimi modi presenti in quella lingua.

  6. Nautilus
    Mar 27, 2019 @ 11:21:03

    @ La mamma di Odino, gatto arancione

    Non sapevo che l’espressione da me citata fosse AM, d’altra parte non mi capita mai di usare forme diverse dal classico “you are crazy”. Certo che se la spiegazione etimologica che riporti è quella corretta il salto da meubles a marbles è davvero grande!

    Delle altre espressioni, invece, ne conoscevo solo alcune, quelle più “classiche” (ma, come detto, non mi è mai capitato di usarle); tra quelle più strane ho fatto la conoscenza tardiva di “to be a basket case” grazie alla canzone Basket Case dei Green Day, che immagino tutti conoscano o abbiano sentito almeno una volta.

    Ovviamente un grosso grazie per il tuo contributo enciclopedico!

  7. Nautilus
    Mar 27, 2019 @ 11:22:12

    @ franconich

    Ecco, state cominciando a fare quello che volevo chiedervi io 🙂

  8. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 27, 2019 @ 18:59:11

    @franconich
    “Avere il quinto piano da affittare” è bellissima! Da piemontese (delle Langhe, però) sinceramente non l’avevo mai sentita, ma forse, come dici, è solo torinese.

  9. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 27, 2019 @ 19:12:29

    @Nautilus: contribuire è stato un piacere!
    (per una volta che non parli di matematica e altre astrusità che mi escludono. 😉 😀 )

    Sì, “to lose / not to have all one’s marbles” è slang americano. Lo specifica chiaramente anche Etymonline alla voce marbles: “Meaning “mental faculties, common sense” (as in to lose or not have all one’s marbles) is by 1927, American English slang, perhaps [OED] from earlier slang marbles “furniture, personal effects, ‘the goods’ ” (1864, Hotten), a corrupt translation of French meubles (plural) “furniture” (see furniture).”.
    Quanto al significato di marbles, con un prudente “forse” lo riferisce dal significato più antico di marbles in slang come traduzione storpiata del francese meubles. E cita come fonte il prestigioso (e vastissimo e meraviglioso e dai tanti volumi!) Oxford English Dictionary. Che giri strani possono fare le parole, eh?

    Etymonline è un ottimo dizionario etimologico, una risorsa linguistica davvero preziosa e affidabile, che forse conoscevi già, e che consiglio a chiunque di mettere fra i preferiti per qualsiasi dubbio sull’etimologia di vocaboli inglesi: https://www.etymonline.com/.

  10. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 27, 2019 @ 19:13:38

    lo riferisce *dal significato -> lo riferisce al significato

  11. Nautilus
    Mar 27, 2019 @ 19:29:05

    @ La mamma di Odino, gatto arancione

    Concordo: Etymonline è davvero ottimo e mi capita di usarlo abbastanza spesso.

    Ho notato un fatto: i modi di dire “meccanici” che ho citato nel mio post, alcune espressioni inglesi come quella riferita a marbles e la forma “casalinga” del Tedesco hanno tutti la caratteristica di essere tutto sommato abbastanza recenti. Viene dunque da domandarsi (almeno a me) cosa succedesse prima: o non esistevano espressioni colorite per riferirsi agli stessi concetti oppure esistevano altre forme ormai cadute in disuso. E al momento non ho risposte.
    Però è significativo che una lingua antica come il Lituano (la più antica tra quelle europee), tra l’altro poco propensa a cambiamenti e contaminazioni, abbia anch’essa un’espressione che riconduce la sanità mentale a concetti che non sono precedenti al tardo Rinascimento. Questa cosa mi incuriosisce parecchio.
    Questa mattina ho scritto a una mia amica di Saku per avere l’equivalente in Estone. Vediamo cosa mi risponderà. Ma ci vuole pazienza: gli Estoni sono di una lentezza disarmante.

  12. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 27, 2019 @ 20:50:46

    @ Nautilus
    “Ho notato un fatto: i modi di dire “meccanici” che ho citato nel mio post, alcune espressioni inglesi come quella riferita a marbles e la forma “casalinga” del Tedesco hanno tutti la caratteristica di essere tutto sommato abbastanza recenti. Viene dunque da domandarsi (almeno a me) cosa succedesse prima: o non esistevano espressioni colorite per riferirsi agli stessi concetti oppure esistevano altre forme ormai cadute in disuso.”

    Quanto “recenti” esattamente? Quali sono le prime attestazioni documentali dei modi di dire che hai citato? Dove le hai trovate?
    E ti domandi cosa succedesse prima di “quando”?

    Il discorso è molto complesso, è materia per filologi e attiene all’evoluzione delle lingue. Prendiamo l’inglese e il tedesco, lingue germaniche.
    Dal 1350 al 1650 in Germania si parlava l’alto tedesco protomoderno; prima del 1350 l’alto tedesco medio e prima del 1050 l’alto tedesco antico.
    In inglese l’Early Modern English va dal Rinascimento, da Shakespeare (n. 1564) fino alla metà del Settecento. Prima la lingua inglese era il Middle English, da Chaucer fino a circa metà del Cinquecento. Prima ancora vi era l’inglese antico (Old English), quello del Beowulf (VIII secolo), e prima ancora l’anglosassone, dall’invasione della Britannia di Sassoni, Juti e angli nel V secolo d. C. fino alla seconda cristianizzazione dell’isola.
    Magari è possibile che le metafore per indicare la pazzia mutuate dal mondo della meccanica abbiano avuto un particolare impulso nel Rinascimento, quando si moltiplicarono le botteghe di fabbri e artigiani, ma i fabbri non mancavano in Europa neppure nel Medioevo, con la lavorazione di armature e armi da battaglia, e del resto anche nell’epoca della dominazione romana dell’europa non si batteva la fiacca, ma il ferro.

    Direi che il discorso è squisitamente filologico e attiene all’evoluzione delle lingue. Per esempio, per quanto riguarda l’espressione to have bats in the belfry, che non c’entra con la meccanica, non so a quando risalga esattamente questa locuzione in particolare, ma bat nel senso di pipistrello è attestato fin dal 1570 e belfry, campanile, fin dal 1400. Non farei un caso di specie solo per le metafore che ti colpiscono perché attinenti al mondo della meccanica (e per queste, casomai, farei un riferimento alla Rivoluzione industriale) ma piuttosto all’evoluzione delle lingue in particolare. Cosa ne sappiamo noi di come si diceva “sei matto” in protogermanico o in inglese antico (o in lituano prima del Rinascimento)?

    Andrebbe poi anche fatto un discorso a parte sul concetto di pazzia nei secoli passati, sull’abitudine linguistica e sulla possibilità sociale di scherzarvi su fino a creare dei modi di dire, e sui diversi parametri usati nell’antichità per giudicare una persona insana di mente. Certo il Rinascimento portò finalmente l’attenzione sull’uomo, sulle qualità intrinseche e sull’importanza del singolo individuo, rivoluzionando il sentire sociale e dunque il modo di esprimerlo col linguaggio.
    Ma qui entriamo nel campo dell’antropologia, della sociologia, della psicologia sociale e della psichiatria clinica. Il resto è materia per linguisti esperti e filologi di razza.

  13. franconich
    Mar 28, 2019 @ 10:03:38

    Alla lista della mamma di Odino, aggiungo una espressione molto recente, going postal.

  14. La mamma di Odino, gatto arancione
    Mar 28, 2019 @ 18:17:21

    @franconich
    Grazie, scopro che anche going postal è slang americano. Ecco perché non lo conoscevo (ho avuto lunghissimi trascorsi con un britannico e il mio inglese è totally British).
    Leggo che però ha un’accezione particolare: vuol dire essere colti da un’ira incontrollabile al punto da sfociare nella violenza, dar fuori di matto in modo violento. Deriva da una serie di incidenti avvenuti a partire dal 1986 in cui alcuni lavoratori delle poste statunitensi spararono e uccisero superiori, colleghi, poliziotti e persone a caso. https://en.wikipedia.org/wiki/Going_postal

  15. franconich
    Mar 28, 2019 @ 23:25:23

    Il mio inglese è tutto AmE, costa ovest. Going postal lo si usa pure quando uno sbotta violentemente o quando sta per esplodere, anche senza arrivare ad ammazzare qualcuno.

    L’espressione avere il quinto piano da affittare deriva dall’altezza dei palazzi a Torino che era di cinque piani. L’ultimo piano vuoto significava avere la testa vuota.

  16. Nautilus
    Mar 29, 2019 @ 11:21:24

    @ La mamma di Odino, gatto arancione

    Per quanto riguarda marbles ci viene in aiuto proprio Etymonline che propone il 1927 o – con l’ipotesi derivativa dal Francese – il 1864. Invece i detti che fanno riferimento a rotelle e viti – per deduzione logica abbastanza ovvia – non possono che risalire al periodo storico di costruzione dei primi dispositivi meccanici (in particolare gli orologi) e dunque all’epoca del tardo Medioevo e primo Rinascimento.

    Sposo il discorso della complessità che hai ben delineato nel tuo articolato intervento. Aggiungo anche un fatto: la produzione letteraria del passato era opera di individui che si collocavano al di sopra del volgo e che del volgo in genere non parlavano; insomma, la situazione era molto diversa da quella degli ultimi 100-150 anni. Questo può contribuire a spiegare perché abbiamo poche tracce di certi modi di dire precedenti. In ogni caso, noi non siamo degli esperti 🙂

  17. Nautilus
    Mar 31, 2019 @ 10:33:36

    @ Mauro

    Sembrerebbe che il concetto di vite allentata ci sia anche in Tedesco: “eine Schraube locker haben”. Ti risulta?

    In Genovese non c’è nulla di particolare?

  18. Mauro Venier
    Apr 03, 2019 @ 01:27:38

    @ Nautilus

    “eine Schraube locker haben” esiste nella letteratura (e nei dizionari), ma non nell’uso comune. Per questo non la ho presa in considerazione nel mio blog.
    In genovese (e per quel che so in generale in tutta la Liguria) non esistono espressioni idiomatiche particolari diffuse che esprimano questo concetto.

  19. Nautilus
    Apr 03, 2019 @ 10:42:17

    @ Mauro Venier

    Anche in Milanese non mi viene in mente nulla, ma temo dipenda dal fatto che sono troppo giovane per ricordarmi certe espressioni.

  20. Mauro Venier
    Apr 03, 2019 @ 21:15:30

    @ Nautilus

    Quando ti do del giovane io, ti lamenti e fai presente che la differenza di età tra noi è piccola.
    E ora ti dai del giovane da solo? No, non lo accetto: qui dico chiaro e tondo che sei vecchio! 😛

  21. Nautilus
    Apr 04, 2019 @ 10:04:53

    @ Mauro Venier

    Sono giovane in senso relativo e vecchio in senso assoluto 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...