GMail ass-saving mode on

Nel mio lavoro uno dei rischi maggiori è quello di inviare per errore a un certo cliente dati sensibili di un altro cliente laddove tra i due esiste una palese situazione di competizione commerciale.

Fondamentalmente mi occupo di reportistica e analisi dati, e in particolare della loro automatizzazione tramite VBA.
Supponiamo che abbia pronta un’analisi per Mario Bianchi della ditta Azienda 1 SRL. Se anziché spedire il mio file a mario.bianchi@azienda1srl.it lo invio a mario.rossi@azienda2srl.it non c’è santo in paradiso che possa tutelarmi dal fare una mastodontica figura di palta (figura che magari ha anche una probabilità non trascurabile di compromettere le mie entrate future o le relazioni stesse con il cliente). Tuttavia se la mia mail contiene anche altri indirizzi le cose sono fortunatamente diverse. Se infatti tra una serie di destinatari (anche uno solo) con indirizzo mail il cui dominio è @azienda1srl.it ne infilo uno con dominio diverso (es. @azienda2srl.it), e se ciò non è un fatto abituale ma avviene per la prima volta, GMail se ne accorge e fa apparire un popup del tipo “did you mean…” che mi avvisa del possibile errore.
È esattamente ciò che – per la prima volta in oltre sei anni di attività – mi è capitato giusto ieri. Avevo fatto una serie di lavori per tal Giorgio X, titolare dell’azienda Pinko A, e poco dopo ho preparato un importante report per l’azienda Pinko B, dove figura un altro Giorgio, Giorgio Y, diverso dal precedente. Nell’inviare quest’ultima mail ho inavvertitamente inserito l’indirizzo di Giorgio X al posto di quello di Giorgio Y. I dati oggetto del lavoro erano particolarmente sensibili (di fatto l’intero parco clienti, con partite IVA, dati di fatturato e altro). Fortunatamente il sistema ha “fiutato” la stranezza e mi ha avvisato con il messaggio “did you mean giorgio.y@pinkob.it?” consentendomi in tal modo (e sopratutto per tempo) di correggere la grave svista prima di premere il tasto di invio.

Ecco, questi sono i casi in cui sono particolarmente grato alla tecnologia, perché quella illustrata poco sopra è certamente una funzione di grande utilità e talvolta di vitale importanza.

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