Il flygskam, il tågskryt e la salviettina umidificata

Il flygskam (termine svedese che significa “vergogna di volare”) è il “nuovo” movimento-ecologista-tormentone cui dichiarano di appartenere (con il solito sbrodolante orgoglio e l’immancabile sostegno di prezzemolo Gretina) coloro che – almeno nei tragitti brevi – hanno deciso di abbandonare l’aereo in favore del treno; non a caso al concetto di flygskam viene spesso affiancato quello di tågskryt (e non tagskryt come riportato da quasi tutti gli ignorantissimi copiaincollatori del pianeta), cioè il “vantarsi di prendere il treno”.

Bene, ma qual è l’impatto di tutto ciò? È presto detto: qui potete leggere il contributo del settore trasporti alle emissioni complessive di anidride carbonica (che sono solo una parte dei gas serra responsabili del riscaldamento globale). Qui, invece, potete leggere i dati relativi al contributo del trasporto aereo, rispetto al totale del settore trasporti, alle emissioni di gas serra.

Avrete già capito che se domani mattina il trasporto aereo scomparisse per chissà quale magia il guadagno che ne avremmo sarebbe quasi nullo.

Quindi, per farla breve, nulla in contrario ai sostenitori di flygskam e tågskryt, ma costoro siano realisticamente consapevoli che il loro contributo è equivalente a quello di chi, mentre stai bruciando nella tua stanza, ti omaggia di una salviettina umidificata.

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. shevathas
    Ago 17, 2019 @ 12:44:26

    come nel caso dei tizi con l’ape che volevano andare da greta, inquinando un sacco in più rispetto a prendere tutti un treno invece di girare con un convoglio di auto e rulotte al seguito, temo che molti siano convinti che bastino queste minchiatine per salvare il mondo.
    Il tuo esempio della salvietta è molto calzante, aggiungerei che spesso, oltre a tirar fuori la salvietta si lagnano di chi parla di idranti o estintori a CO2 perché antiecologici…
    Purtroppo l’ignoranza scientifica e la capacità di fare calcoli e bilanci, quanta CO2 risparmio, se la mia campagna ha successo quanta CO2 riusciremo a far risparmiare?

    PS
    Fermo restando che per tratte “brevi” o “medie” il treno ad alta velocità può essere concorrenziale rispetto all’aereo come tempo complessivo di viaggio (imbarco, trasporto, sbarco), non di certo con le “littorine” modello trenino verde della sardegna. (ottimo per turismo ma pessimo per viaggi “non panoramici”).

  2. shevathas
    Ago 17, 2019 @ 12:48:49

    ops il messaggio è partito senza la conclusione: “l’incapacità di fare conti ti fa credere a simili stupidaggini; prova che il bigiare la scuola per manifestare per l’ambiente è utile solo a creare “pecore” manipolabili facilmente con qualche parolona idealistica e qualche babau. Roba già vista con il nucleare.

  3. Nautilus
    Ago 18, 2019 @ 00:15:55

    @ shevathas

    Vedo che lo stare in mare aperto a bordo della Malizia II sta cominciando a far ragionare la Gretina nel modo giusto; recentemente ha dichiarato che “zero-emissions travel isn’t easy”. Eh, già. E sopratutto non è affatto facile risolvere il problema dei cambiamenti climatici. Ma se lo si vuole fare (e tutti noi lo vogliamo, ovviamente, a parte qualche idiota come Trump) la soluzione è quella di passare dalla scienza. Ad esempio c’è chi si sta domandando (fornendo risposte) se possiamo trasformare la CO2 che c’è in atmosfera in una fonte di energia. Quindi, o si va a manifestare in Cina, in India e in Russia oppure si dà il massimo sostegno alla ricerca scientifica. Il tempo è poco, le risorse altrettanto, e non è il caso di vendere illusioni in stile flygskam. Non è che noi di una certa età non abbiamo a cuore il problema, ce lo abbiamo eccome, se non altro per i nostri figli. Non ci esponiamo in modo diretto perché se lo facessimo saremmo ridicoli (il nostro futuro – a differenza di quello dei giovani – è quasi finito). Il nostro compito, piuttosto, è quello di stare nelle retrovie e dare i giusti consigli e il giusto indirizzo ai nostri figli.

    E fa parte dell’essere adulti dire molti no. Un viaggio in ape per l’Europa è una vaccata colossale, il flygskam idem.

    Se poniamo una domanda del tipo “ci sono più molecole d’acqua in un bicchiere o più bicchieri d’acqua in tutti gli oceani del globo?” quasi tutti penseranno che la risposta corretta sia la seconda; invece è la prima; è un problema di controintuitività di certi risultati quando non si governano i numeri; ecco, con i cambiamenti climatici è esattamente la stessa cosa: molti di noi hanno una buona conoscenza dell’Europa e pensano che l’Europa sia il mondo, ma la cruda realtà è che noi – in termini dimensionali – non contiamo quasi nulla. Possiamo essere virtuosi quanto vogliamo (e siamo messi certamente molto meglio di altri), ma presi tutti insieme contiamo ben poco in termini di effetto diretto sui cambiamenti climatici. Facciamo anche noi la nostra parte, va da sé, ma quello che va capito è che il nostro contributo è quasi marginale.
    Se casa mia si allaga magari mia figlia si fa la pipì addosso e contribuisce anche lei a bagnare il pavimento. Prima di preoccuparmi della pipì di mia figlia, però, è bene che io raggiunga il bagno e la cucina è chiuda l’acqua.

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