La niguleta

Quando ero piccolo (5/6 anni) i miei nonni di tanto in tanto versavano una goccia di vino rosso nel mio bicchiere d’acqua; si formava una specie di nuvola che dava una colorazione rossastra al liquido, e io ero contento perché mi sembrava di poter fare quello che facevano i grandi. Quella procedura aveva preso il nome de “la nuvoletta”; così mi capitava di ritrovarmi a chiedere: nonno, dai, mi fai la nuvoletta?

Anni dopo mi è capitato di vedere un mio zio raffreddare la minestra versandole dentro un bicchiere di vino rosso.

In ogni caso, mai e poi mai il vino veniva allungato con qualcosa per diminuirne la gradazione; al contrario era il vino che, a volte, veniva usato per allungare qualcos’altro.

Qualcuno in questi giorni deve essersi sorpreso per l’ultima “geniale” trovata di Bruxelles: quella di allungare il vino con l’acqua in modo da abbassarne la gradazione alcolica e preservare la salute di noi Europei. Io non mi sono sorpreso affatto, invece: se metti degli idioti in qualche commissione è molto probabile che ne escano idee idiote.

Volete preservare la nostra salute? Bene. Vi do due suggerimenti. Il primo è quello di investire in campagne di informazione ed educazione al bere buono, sano e moderato; qui sappiate in anticipo che ci sono dei tempi non brevi, come del resto per tutte le iniziative di questo genere. Il secondo è quello di investire in ricerca in modo da sviluppare delle sostante (penso a pastiglie di integratori, come quelle utilizzate per abbassare i livelli di colesterolo*) che, nel momento in cui è presente nel sangue un certo tasso alcolico, inducano la persona a non sentire il bisogno di bere oltre; naturalmente parlo di integratori da assumere su base volontaria.

Per il momento allungare il vino con l’acqua porterà a un unico risultato: far bere più vino, ma di qualità inferiore; un po’ come quando ci regoliamo sapendo che, se beviamo x bicchieri di vino al pasto, allora possiamo bere – in alternativa e in media – 2x bicchieri di birra e 0,25x bicchieri di whisky.

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* io, ad esempio, uso il Sincrolipid, che – a differenza dei tanto pubblicizzati yogurtuni – funziona per davvero e bene

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