t+x(7)=y(8)

Dalla ricusazione alla grande esultanza.

Per capirci, se avessi scritto c+x(4)=y(5) e avvessi dato il suggerimento “da plantigradi ad abitanti di Ajaccio” la soluzione sarebbe stata c+orsi=corsi. Avrei potuto rendere le cose più difficili e scrivere x(1)+y(4)=z(5), senza cioè fornire l’aiuto x=c.

Yevgeny Alexeyevich Fyodorov

Qui potete leggere il “curriculum” dell’uomo politico (deputato della Duma, eletto nelle liste di Russia Unita, il partito di Putin) che il 9 Giugno scorso ha presentato un disegno di legge (questo) finalizzato ad annullare il riconoscimento dell’indipendenza lituana. In questo contesto i Lituani (ma anche Lettoni ed Estoni) vedono il loro presente come un incubo – quello della perdità della loro indipendenza e libertà – che non sembra avere mai fine. Pensare ai primi film della serie Nightmare può rendere l’idea di come si sente un Lituano oggi.

Coda di film/libro/… -20% (6, 8)

Il -20% è solo un esempio, avrei potuto mettere -15%, -32%, ecc.

Carpæ dies

L’avranno fatta in tanti come battuta, ma scritta così nessuno (credo).

Taylor in zero, Taylor in zero, Taylor in zero, … (5, 2, 9)

Facile, niente aiuti.

Nomen omen: variazioni sul tema

Pronomen omen

Prestanomen omen

Soprannomen omen

Prenomen omen

Cognomen omen

(7, 6) = (2, 5, 2, 4)

Dovesse dire il falso la manderemmo in terapia.

Esistenze immortali (4, 5, 4)

Cilindretto rotante con scanalatura elicoidale.

La vecchia crepa puntini puntini

Nel post precedente “vecchia crepa” è un esempio di frase bisenso. Nel primo significato “vecchia” è sostantivo e “crepa” verbo, nel secondo “vecchia” è aggettivo e “crepa” sostantivo.

Ora vi lancio una sfida: aggiungere un terzo termine, anch’esso un bisenso, che possa congiungersi a “vecchia crepa” (dopo, ma anche prima) per ampliare la lunghezza della frase. Non è necessario che il terzo termine svolga anche funzioni grammaticali diverse; per esempio potrebbe essere un sostantivo polisemico del tipo pèsca/pésca, riso/riso, miglio/miglio. Libero anche l’uso di eventuali preposizioni o altri connettivi per agganciare il nuovo termine al binomio originale.

Donna anziana muore (3, 7, 5)

Quella fessura che è lì da tanto tempo.

Cerchi cerchi?

Sì, cerchio cerchi.

Sì, cerco cerchi.

L’importanza di non scrivere mai tutto maiuscolo

Tromba marina in pieno giorno vicino alla spiaggia. Il racconto di due testimoni oculari ancora sotto shock.

Problemi aperti

Primo: la calvizie.

Secondo: fare in modo che i capelli non si annodino.

In mezzo ai due corni

Vivo all’ultimo piano di un palazzo molto alto, al centro di una terrazza panoramica che offre una visuale invidiabile, a 360°. Davanti a me un’arena. Dentro, degli agguerriti contendenti non sempre facili da distinguere si sfidano in feroci duelli mortali; due fazioni contrapposte di spettatori, questi sì perfettamente distinguibili, si infervorano, si insultano, fanno il tifo e si entusiamano chi per l’una e chi per l’altra parte.

Gli altri tre lati del palazzo si affacciano su una distesa verde, punteggiata da laghetti dalle acque incontamninate che ospitano splendidi cigni e placidi germani reali; sùbito dietro, un ampio rettangolo irregolare di risaie; maestose montagne innevate si stagliano in lontanza. The Dark Side of the Moon e The Secret Society si alternano in sottofondo perpetuo. È là che quasi sempre è diretto il mio sguardo.

Purtroppo dal pur spazioso balcone del mio appartamento al terzo piano, provincia sud di Milano, non ho il conforto di una simile vista. L’incipit un po’ romanzato di questo post è solo un modo per darvi un’idea della mia posizione sulla guerra. Non ne so abbastanza, quasi nessuno lo sa, per sapere cosa davvero sta accadendo e ne so a sufficienza, se non altro per l’esperienza delle numerose e recenti guerre pregresse, per sapere che nulla è come ci viene descritto e raccontato. Vale per noi, vale per i Russi. La verità, anch’essa molto parziale, emergerà solo tra diversi anni, e anche questa sarà piegata e sapientemente adattata al gusto edulcorato dei palati di chi dovrà riceverla.

Quindi? Quindi, come era solita dire la mia amica Sussi Långfors di Kristinestad (o Kristiinankaupunki, come la chiama la sparutissima minoranza finlandese di quell’angolo di Ostrobotnia): life is hard and then you die.

Distrattamente ho sentito parlare in questi giorni di putiniani d’Italia. Notizie apprese a pezzi, un po’ dai telegiornali, un po’ dai cosidetti programmi di cosidetto approfondimento, mentre suovano un piano elettrico che non so suonare, anche se mi piace farlo.

Come ho detto più volte, la realtà dell’informazione che ci circonda offre di continuo esempi ed elementi talmente copiosi da poter imbastire un corso universitario, anche distribuito su più anni, incentrato per intero sul concetto di fallacie logiche. I putiniani d’Italia è uno dei tanti esempi cui mi riferisco. Dunque tratterò di questo.

Siamo di fronte a un caso classico di “fallacia del falso dilemma”. Nello specifico l’argomentazione si compone di due premesse (una maggiore, l’altra minore) e di una conclusione. La fallacia della premessa maggiore porta inevitabilmente a una concusione errata.

Illustro il funzionamento con un esempio personale.

Interlocutore: vedo che stai sudando terribilmente…

Nautilus: eh sì, io odio il caldo

Interlocutore: ah, a te piace il freddo!

Riformuliamo il tutto in modo formalmente e logicamente corretto:

Pmag.: o ti piace il caldo o ti piace il freddo

Pmin.: non è vero che ti piace il caldo

C.: quindi è vero che ti piace il freddo

L’errore consiste nel ridurre lo spettro termico ai suoi due estremi opposti (freddo/caldo), ignorando la gamma delle possibilità intermedie. Come detto, non sopporto il caldo, ma ciò non si ignifica che ami il freddo, e infatti non lo amo. Gradisco quelle situazioni in cui la temperatura massima oscilla tra i 18°C e i 22°C e quella minima tra i 4°C e gli 8°C. La creazione di un falso dilemma è dunque un errore di modellizzazione della realtà. Gli esempi di questo tipo sono tantissimi e altrettanto frequenti; se dite di non amare il nero non significa che amiate il bianco, se dite di gradire la pasta non significa che detestiate il riso, se dite di non essere cristiani non significa che siate adoratori di Satana, ecc.

Ora vediamo lo schema che sottende il caso dei putiniani d’Italia o, più in generale, dei putiniani o filoputiniani:

Pmag.: o sostieni Zelensky o sostieni Putin

Pmin.: non è vero che sostieni Zelensky

C.: quindi è vero che sostieni Putin

Non mi sono nemmeno preso la briga di approfondire chi fossero i putiniani d’Italia, e nemmeno lo farò (come detto: life is hard and then…); quello che mi interessa è far emergere la fallacia logica dietro questo modus (s)ragionadi.

Se non siete ancora convinti della fallacia del falso dilemma ve ne darò una rappresentazione matematica:

Pmag.: o 2+2=5 o 2+2=37

Pmin.: non è vero che 2+2=37

C.: quindi è vero che 2+2=5

L’esempio di cui sopra fa intuire che è sempre possibile modellizzare la realtà in termini dicotomici; nel caso in esame: o 2+2=4 o 2+2≠4. La realtà in cui viviamo è piena di coppie dicotomiche: vivo/morto, incinta/non incinta, vaccinato/non vaccinato, … . Il tipo di fallacia logica di cui stiamo discutendo entra in gioco nel momento in cui una realtà complessa viene ridotta, erroneamente, a una dicotomia.

Ci si può chiedere se tale riduzione è fatta consciamente o inconsciamente. Fermo restando il fatto che il risultato finale non cambia, è ragionevole pensare che alcuni soggetti siano consapevoli della forzatura che stanno commettendo (di certo Putin, Lavrov, Biden, Draghi, …) e altri, molti altri, si limitino a subirne le conseguenze.

Quello che davvero conta è saper riconoscere le fallacie logiche (questa come le moltissime altre) e prendere le conseguenti contromosse. Se parliamo di fallacia del falso dilemma la contromossa da attuare è tanto elementare quanto evidente: rifiutare di cadere nella trappola che porta alla scelta di uno dei due corni del dilemma; entrambi i corni vanno rifiutati o – come dice qualcuno – bisogna passarci in mezzo.

Difetti dei dirigibili (5, 5, 8)

Preparale delle specialità gastronomiche lituane.

Pony (7, 5)

Niente aiuti.

I l co rp oum a no d o po l am o rt e (14, 2, 8)

Anche qui è questione di pura velocità.

Att or e, c ond ut t or e te lev is iv o, r egis ta e s ce negg i ato re l ivor n ese (13, 2, 7).

Vediamo chi è il più veloce.

Fr a ttu r a

Frattura scomposta.

(Patrono d’Irlanda)^12

Linda Ann XXX

nte^9 (7)

Facile. Niente aiuti.

Rosette × h + branzini × k (2, 15, 3, 4, 1, 3, 5)

Facilissima, solo aggiornata alle latitudini padane.

È incline agli anglicismi (5, 3′, 7)

Riparano dal sole.

nza e nza (5, 2, 1, 5, 2)

Ve la butto lì, vediamo se la trovate facile o difficile.

9 (3, 1, 5, 2, 3)

In che posizione ti trovi?

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