L’anno del riscatto

Quello in cui ti rapiranno.

The ace in the Channel

L’asso nella Manica.

Imbattibilità

Chiunque sia il mio avversario, quando gioco a scacchi perdo sempre. In questo non mi batte nessuno.

Campane tialfane

La versione imperfetta di quelle tibetane.

Il bar dei carcerati svedesi

Barabba

Tutto e ottut

Tutto e il contrario di tutto.

Dati giornalieri o settimanali?

Dunque, ricapitoliamo. Oggi i dati della pandemia vengono forniti con frequenza giornaliera. Si tratta di dati parzialmente non corretti (ad esempio, i tamponi positivi del giorno x non indicano i nuovi contagiati del giorno x, ma solo una parte, per quanto maggioritaria) e sopratutto privi del giusto livello di disaggregazione (non conosciamo la ripartizione tra asintomatici, paucisintomatici e sintomatici). Dal momento che abbiamo numeri molto alti qualcuno si è fatto avanti e ha proposto di fornire gli stessi in modo diverso. Due le ideone.

Il primo colpo di genio è quello di chi ha provato a spingere per passare da una frequenza giornaliera a una settimanale. Cosa che sposta solo la scala temporale, ma non migliora la qualità dei dati.

Il secondo colpo di genio è quello di chi vorrebbe escludere dal computo i contagiati asintomatici. Cosa priva di logica perché nasconde una parte dell’informazione.

Quello che serve, invece, è avere più dati e dati più corretti. Chi li presenta, poi, e penso all’informazione mainstream, farebbe bene ad astenersi da ogni commento.

La precondizione

Il dibattito politico in corso da qualche tempo su Berlusconi presidente della repubblica italiana mi sembra roba da dementi. Tutto ciò che viene detto a proposito dell’opportunità o non opportunità della sua candidatura non tiene conto di due elementi imprescindibili: età e stato di salute. Berlusconi ha 85 anni e non appare affatto in condizioni brillanti. Candidarlo, col rischio elevato che non arrivi a fine mandato causa morte o ricovero, mi pare cosa del tutto priva di senso. Il resto viene dopo.

Ars è un buon nome per una polizza anti-incendio?

Purché a sceglierlo non siano quelli della Aviva.

Non fermiamoci a lucifero

Lucifers, lucituli, lucilatum, luciferre.

E voi come dividete?

Nella classe di mia figlia hanno tutti una certa difficoltà a fare le divisioni con due cifre al divisore. Cercando di aiutarla, ho scoperto che l’insegnante utilizza un metodo di cui ignoravo l’esistenza (e dire che una trentina d’anni fa ho anche insegnato matematica in un liceo), un metodo che ho deciso di ribattezzare MSP, cioè Milano-Stoccolma-Pavia. Si contrappone al metodo MP (Milano-Pavia), noto come “metodo dei multipli”, quello che ho appreso io.

L’insegnante sostiene che il metodo MSP aiuti i bambini a ragionare. Scemenza colossale. Quel metodo semplicemente insegna ai bambini una meccanica più complessa di quella che adotterebbero con il metodo MP. Ma si tratta sempre di meccanica. Più passaggi portano alla soluzione in modo meno elegante, in più tempo e sopratutto aumentano la probabilità di commettere errori.

Vi chiedo di dare un’occhiata in rete alla prima tecnica (quella in cui si confronta la cifra delle decine del divisore con la cifra delle decine del dividendo, poi idem con le rispettive cifre delle unità) e di dirmi cosa ne pensate.

Inizialmente ho immaginato un cambio recente nella metodologia di insegnamento; ieri, invece, ho parlato con genitori più o meno della mia età scoprendo che alcuni di loro hanno appreso quel metodo già una quarantina di anni fa.

_____

Aggiornamento: vi metto i link, va…

Metodo MP

Metodo MSP

La penso all’antica

Sono un tipo veterodosso.

Varianti della omicron

agronomicron, anatomicron, antiatomicron, antieconomicron, antinomicron, astronomicron, atomicron, capocomicron, comicron, cromicron, cromosomicron, dicotomicron, economicron, enogastronomicron, ergonomicron, fisiognomicron, gastronomicron, genomicron, macroeconomicron, microeconomicron, palindromicron, prodromicron, randomicron, subatomicron, tassonomicron, tragicomicron.

La schwa? Io sono favorevolissimo!

Quando noi parliamo, se una parola finisce per a, e, i, o, u lo si capisce perfettamente. Quando, invece, parla qualcuno che vive o proviene da quell’area geografica che abbraccia più o meno quasi tutta la Campania e sopratutto la Puglia, capiamo se una parola finisce per i o per u, ma se la terminazione è a, e, o non riusciamo a intenderlo. Cioè, lo capisci se conosci già il vocabolo, ma se il termine è dialettale non hai la più pallida idea della vocale che chiude la parola. Si percepisce solo un vago mischione vocalitico in cui ciascuno dei tre suoni è del tutto plausibile.
Quindi bene a riscrivere le regole del Toscano (o Italiano, come vi ostinate a chiamarlo). Se proprio non riuscite a imparare il nostro idioma modificate il vostro. Una schwa di chiusura mi sembra perfetta!

Misery Multiplication

(Se esiste un aldilà) la band che Ian Curtis ha fondato nell’aldilà.

Tengo conferenze di educazione sessuale

Faccio la divulvatrice.

Neve*n

Neve perenne.

Lo sono i salumi del Sudtirolo

Specktacolari

Acqua potabile

Da piccoli facevamo periodicamente il giro delle fontanelle del paese. Il mio amico teneva premuto il pulsante e io tagliavo il getto con delle forbici da giardiniere. Verificavamo che l’acqua fosse potabile.

Vai e chiedile di uscire

Ho fatto come hai detto tu, ma mi è andata male: mi sono avvicinato a quella ragazza super carina e le ho chiesto se voleva uscire, ma mi ha risposto che preferiva restare in casa fino alla fine della festa.

L’amica psicologa sarda

Ho un’amica sarda che fa la psicologa. Si chiama Diana Freu.

Di chi o di cosa ridono?

Ridondante, ridondare, ridondasse, ridondassi, ridondaste, ridondasti, ridondava, ridondavi, ridondavo.

Ridono dello sfintere rettale

Ridondano

S’era…

S’EraTina… S’EraFica… S’EraFicaMente…

Tre molitori

Tremoli tori.

Voci precedenti più vecchie