Sūrio Kelias

Nel distretto di Švenčionys c’è un piccolo villaggio chiamato Šventa. Piccolo e grande sono sempre concetti relativi, e in Lituania questo sembra valere più che altrove. Šventa non arriva a 200 abitanti, ma rispetto a Misiūnai, che è a un paio di km da lì ed è dove si trova la nostra casetta estiva, è un gigante. Già negli scorsi anni avevamo sentito dire che da quelle parti c’era un posto dove si producevano degli ottimi formaggi, ma non eravamo mai riusciti a localizzarlo, anche perché a Šventa di negozi e attività commerciali non ce ne sono. Quest’anno ci siamo impegnati di più, abbiamo chiesto un po’ in giro, e alla fine il Sūrio Kelias lo abbiamo trovato.

Sūrio Kelias significa “strada del formaggio”. C’è un sito internet (questo) e una pagina Facebook (questa). L’attività, che è totalmente casalinga, è gestita da Monika, dal marito Regimantas e dalla figlia di lei. Siamo entrati nella loro casa e siamo stati accolti da un calore quasi mediterraneo, specie da parte di Monika, che è persona solare e apertissima (non a caso ha subito legato con nostra figlia). Abbiamo acquistato un paio di formaggi (molto buoni, sebbene un po’ cari), abbiamo visitato il loro orto biologico e siamo andati a vedere da vicino l’allevamento di pecore. Poi, come se non bastasse, nostra figlia, all’età di quattro anni e mezzo, si è fatta il suo primo giro a cavallo (Monika è infatti istruttrice di lunga data). Sono quelle cose che non ti aspetti e che sorprendono sempre.

Il Sūrio Kelias sarà presto trasformato in fattoria didattica e non vediamo l’ora di tornarci. Per il momento non possiamo che consigliarlo. Se capitate dalla parti di Švenčionys mettete in conto una sosta. Una volta imboccata la strada per Šventa proseguite dritti per circa 600 metri; quando la strada svolta a destra noterete una casetta gialla sulla sinistra, proprio in corrispondenza della curva. Il Sūrio Kelias è lì.

Allo Žalia Smilga di Švenčionys

Dopo il Kavinė Arka (di cui ho parlato qui) e il Beržuvis (di cui ho parlato qui) questo è il terzo post che dedico ai ristoranti di Švenčionys. Lo Žalia Smilga è una specie di caffè ristorante aperto da poco più di un anno che propone poche cose, ma preparate con gran gusto. Lo abbiamo provato oggi per la prima volta e ci siamo trovati benissimo. La proprietaria, che mi ha accolto parlandomi in un Toscano più che discreto (ha vissuto per qualche tempo a Modena), si è rivelata persona molto gentile, disponibile e solare. Il locale è piccolissimo, ma allo stesso tempo accogliente e molto ben arredato. Se i prezzi dovessero sembrarvi troppo bassi sappiate che non è uno scherzo. Si può pagare con carta di credito e il bagno è pulitissimo, anzi, questo è il primo bagno tra i tanti visitati in vita mia, in cui la porta si apre e chiude ruotando la maniglia verso l’alto anziché verso il basso.

Una curiosità: “žalia” significa “verde”, mentre “smilga” è un genere di piante erbacee della famiglia delle Poaceae (meglio note come Graminacee). La cosa interessante è che questo termine (smilga) è tanto sconosciuto a noi quanto noto a ogni Lituano che abbia almeno trent’anni.

La residenza di Alanta (Alantos dvara)

Se capitate ad Alanta (contea di Utena, distretto municipale di Molėtai) non potete non fare una sosta presso la locale residenza neoclassica e il relativo parco. Dopo svariati restauri il complesso appare oggi in ottimo stato, ed è utilizzato per cerimonie civili ed esposizioni temporanee. Durante la nostra visita odierna erano in corso una mostra dedicata a Rembrandt e un banchetto nuziale. All’ultimo le cuoche sono riuscite a fermare quella diavolosa di mia figlia prima che mettesse le mani sugli antipasti ancora in preparazione.

Triušiukų Slėnis – la Valle dei Conigli

Lungo la strada 111 che collega Utena a Kaltanėnai*, nei pressi della cittadina di Saldutiškis**, si incontra il villaggio di Antalamėstė. Qui ha sede il Triušiukų Slėnis (espressione che, tradotta letteralmente, significa “valle dei conigli”), una sorta di collezione/esposizione/allevamento, appunto, di… conigli. Le razze presenti sono più di quaranta, con dimensioni che variano dal minuscolo al gigantesco. Non ne sono sicuro, ma credo che questo sia un luogo unico in Europa, e – come tale – meritevole di una visita. Ma al Triušiukų Slėnis non ci sono solo conigli: a far loro compagnia si possono trovare oche, anatre, cervi, pony, cavalli, struzzi, fagiani, tacchini, pavoni e altre specie ancora. L’unico elemento negativo è il prezzo: 3 euro per gli adulti e 2 euro per i bambini è decisamente troppo in Lituania.

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* contea di Vilnius, distretto municipale di Švenčionys

** contea di Utena, distretto municipale di Utena

Mirko di Via Baltica

Oggi è il quarantasettesimo giorno della mia permanenza in Lituania. Quest’estate 2016 verrà da me ricordata per tre motivi. Il primo è la pioggia; da quando sono qui non credo ci siano stati più di due o tre giorni senza nemmeno uno scroscio d’acqua dal cielo. Mi domando sovente: sono in Lituania o in Belgio? È anche la prima volta, in quasi dieci anni, che le condizioni meteo mi hanno impedito di fare il bagno nel Mar Baltico, e si noti che sono stato a Palanga per dodici giorni. Il secondo motivo è l’incontro con un serpente; l’episodio è sempre collegato alle abbondantissime precipitazioni di quest’anno che – dicono gli esperti – hanno favorito la riproduzione dei rettili. Le tre specie di serpenti presenti in Lituania non sono comunque pericolose per l’uomo. Infine la terza ragione. Ricorderò quest’estate per i numerosi e prestigiosi incontri. Sia quelli virtuali delle importanti personalità che ho via via menzionato in questo post (tra l’altro in continuo sviluppo e con degli spin-off che realizzerò in autunno), sia quelli reali, come il traduttore Algimantas Gudaitis o come il simpatico Daniele di Vilnius (di cui ho parlato qui).

Ma c’è anche Mirko, una delle menti dietro il sito Via Baltica. L’incontro è avvenuto presso il centro commerciale Akropolis di Klaipėda in un giorno (ma tu guarda!) di… pioggia. Di Mirko mi hanno colpito la pacatezza tipicamente genovese e una serie di posizioni che sono sostanzialmente identiche alle mie, anche se probabilmente siamo arrivati alle stesse conclusioni partendo da punti di vista diversi e seguendo percorsi altrettanto differenti, decisamente logico-matematico-scientifico il mio, molto più umanistico il suo. Tuttavia ci siamo trovati d’accordo su molte cose, dai rapporti tra Lituani e Russi a quanto di buono e meno buono si trova in Lituania. Ho anche apprezzato una frase di Mirko che dimostra un’indubbia capacità di saper leggere nel profondo e tenersi distante dalla superficialità di molti nostri connazionali: “non so cosa ne pensi della Lega Nord, ma essendo tu un indipendentista immagino non molto bene”. E già, perché sono in moltissimi a ritenere che la Lega Nord di oggi sia ancora (se mai lo è stata in passato) un partito secessionista. Davvero buffo.
Evidente che i rapporti con Mirko continueranno anche in futuro. La prossima estate ci troveremo al Pas Francesco di Klaipėda per assaggiare la sua famosa pizza napoletana.

Il maniero di Dimitravas

Dimitravas è un minuscolo villaggio situato tra Kretinga e Darbėnai. Lo si può raggiungere procedendo verso nord lungo la strada 218 e poi, dopo circa otto km, svoltando a sinistra sulla 2328. Qui si trova un maniero in condizioni non perfette ma, per quanto appaia abbandonato, non ancora del tutto in rovina. Un imprenditore con buon fiuto ne approfitterebbe per trasformarlo in una calda e accogliente taverna, o per lo meno questo è quel che farei io se avessi capitali adeguati.

Il maniero-cimitero-d’auto di Pryšmančiai

Pryšmančiai è un piccolo villaggio situato a meno di due km a ovest di Kretinga, centro da cui dipende dal punto di vista amministrativo. Lo si può raggiungere lungo la A11 che collega Kretinga a Palanga, ed è esattamente ciò che abbiamo fatto noi nella giornata di ieri. Il mio atlante stradale della Lituania – preziosissimo regalo della quasi novantenne “nonna” Milda – ci indicava in zona la presenza di un maniero. In effetti il pregio di questo corposo volume è il fatto che segnala quasi ogni pietra; il difetto è che non aggiunge alcuna indicazione sullo stato di conservazione dei vari monumenti o attrazioni che propone. E così, quello che pensavamo essere un edificio di pregio si è poi rivelato un rudere di cui sono rimasti in piedi solo i muri esterni (visibili qui). Ma la vera sorpresa è stato rendersi conto della destinazione odierna: un triste deposito di auto semi-demolite che provengono dall’antistante sfasciacarrozze. Le carcasse sono ovunque, tanto all’esterno quanto – incredibilmente – all’interno.

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