Molino San Giuseppe, Soncino

La mia recensione su TripAdvisor.

Titolo: Vita brevis, Cantarelli longus
Punteggio: 5/5

Siamo stati al Molino San Giuseppe la prima domenica di Aprile 2016. Tornando a Milano da un fine settimana a Valeggio Sul Mincio abbiamo pensato di fermarci a metà strada per una rilassante veduta del castello di Soncino e sopratutto per un pranzo che potesse chiudere nella giusta maniera il nostro breve soggiorno di inizio primavera.

Mia moglie, lituana, ha scelto questo locale dopo un’attenta lettura delle varie strutture presenti in loco. Entrambi siamo stati magneticamente attirati dall’idea di provare il “famoso” Cantarelli. E così abbiamo fatto.

Pur non avendo prenotato siamo stati fatti accomodare all’istante e poco dopo ci è stato servito del pane, ottimo sia per gusto che per presentazione. L’accoglienza è stata esemplare e la persona che ci ha assistito (una delle proprietarie, come ho compreso successivamente) è stata estremamente gentile e disponibile, specie nei confronti della nostra figlioletta di quattro anni che si trova nella classica fase “sono timida i primi cinque secondi e poi comincio a fare domande a raffica, specie a chi non conosco”.

Anche per esigenze di tempo, la nostra scelta è caduta sul menù fisso che, oltre il Cantarelli, comprendeva un primo (ovviamente a testa) e due calici di vino. Il tutto a 50 euro (complessivi, non a persona). Ne abbiamo aggiunti altri sette per un dolce al pistacchio davvero squisito.

Che dire? Il Cantarelli si è rivelato magnifico, dai salumi al baccalà. Una scelta ricercata, con sperimentazioni fortunatamente ardite, ma riuscitissime. Le quantità sono assolutamente giuste (voglio poter uscire da un ristorante senza sentirmi appesantito e assonnato, né voglio immaginare che nel 2016, qui nella nostra benestante Europa, ci sia del cibo inutilmente sprecato). Da notare che, non appena servito in tavola, ogni elemento del tagliere ci è stato descritto con pazienza ed entusiasmo.

Si notano la passione, l’impegno, la competenza, la ricerca di ingredienti e prodotti eccellenti e mai banali. Ma, ancor prima, si vedono (per chi sa vedere, si capisce) la capacità di pianificazione e di visione, perché è evidente che un’offerta culinaria di questo tipo e livello non può essere frutto del caso o dell’improvvisazione, ma di un progetto attentamente ragionato.
Tra l’altro il nostro tavolo si trovava in posizione separata rispetto alle sale principali e molto vicino all’ingresso della cucina. All’apertura della porta ci è stato possibile carpire qualche elemento di quel che avveniva “dietro le quinte”. E quello che abbiamo compreso è che in cucina c’era affiatamento, lavoro di squadra, professionalità, precisione e consapevolezza di quel che doveva essere fatto, come e in che tempi. Istruttivo e interessante, perché non è qualcosa che capita tutti i giorni.

La presentazione dei piatti. Molto curata e utilizzata non per mascherare pecche relative a ingredienti e preparazione, ma per esaltare le portate. Il bel vestito che fa risaltare il giusto fisico, se mi è concesso il paragone.

Il prezzo. Mi hanno molto sorpreso le recensioni che lamentavano prezzi troppo elevati. Occupandomi di analisi matematiche e statistiche so per certo che non è così, e ne spiego il motivo. Il consumatore finale è sensibile solo al livello assoluto di prezzo, e – per contro – ha scarsissime capacità di ragionare in termini relativi (ergo, è facilissimo fregarlo). Alle casse dei supermercati troviamo prodotti (non a caso classificati “di impulso”) che costano pochi euro (e per questo li compriamo), ma – ecco il dato nascosto – caratterizzati da margini elevatissimi; due euro per un pacchetto di caramelle che probabilmente costa pochi centesimi. In altri termini, quando i prezzi assoluti sono relativamente bassi – torniamo al mondo della ristorazione – i locali hanno la possibilità di realizzare margini molto elevati; una combinazione di eventi “maleficamente perfetta”: il proprietario offre una qualità modesta, che ha costi bassi, ma che genera margini alti e non scontenta il cliente. Quando invece le scelte puntano su qualità e prodotti di livello i costi di base sono intrinsecamente più elevati; ne segue che il ristoratore ha meno possibilità di incidere sul valore finale, semplicemente perché non può permettersi di formare un prezzo assoluto troppo alto; in caso contrario il cliente ne sarebbe scontento e si genererebbe il rischio (fondato) di innescare un passaparola negativo, specie sul medio e lungo periodo.

In conclusione, non appena possibile torneremo al Molino San Giuseppe per provare il menù completo. E sicuramente porteremo con noi qualche amico.

Lo Stappo, Valeggio Sul Mincio

La mia recensione su TripAdvisor.

Titolo: Da provare almeno una volta nella vita
Punteggio: 4/5

Sono tornato in questo locale a distanza di cinque anni. Mia moglie e io abbiamo optato per un antipasto a base di mozzarella di bufala e per un risotto al vino rosso. Antipasto nella media, sebbene servito in quantità troppo scarsa in relazione al prezzo; risotto ottimo.
Il servizio è buono, ma andrebbe perfezionato in alcuni aspetti; in particolare ho riscontrato un inutile eccesso di zelo e di gentilezza che trasmettono l’idea di un clima artefatto e non genuino.
La precedente gestione era senza dubbio migliore, tuttavia stiamo parlando di un locale di buon livello e assolutamente da consigliare, sia per il cibo che per l’incantevole posizione sull’acqua, di fatto unica.
Oltre al vino si possono degustare alcune ottime birre artigianali del territorio.

Trattoria dei Colli, Olfino di Monzambano

5La mia recensione pubblicata su TripAdvisor.

Titolo: Gradevole
Punteggio: 3/5

Ho pranzato in questo locale all’inizio di Aprile 2016. Antipasto e primo sia per me che per mia moglie. La scelta di una sola portata non mi consente di formulare un giudizio completo e significativo. In ogni caso abbiamo mangiato in modo discreto, per quanto nulla che si lasci davvero ricordare. La cameriera in servizio ha mostrato una notevole competenza in fatto di birre, suggerendomi un prodotto artigianale del territorio che mi ha piacevolmente sorpreso per ricercatezza e qualità.

Agriturismo La Quercia, Valeggio Sul Mincio

La mia recensione pubblicata su TripAdvisor.

Titolo: Agriturismo ottimo, ristorazione da migliorare
Punteggio: 3/5

Mia moglie, nostra figlia e io abbiamo soggiornato in questa struttura all’inizio di Aprile 2016. Il nostro giudizio è complessivamente positivo, ma ritengo doveroso, e sopratutto corretto, operare una distinzione tra l’agriturismo vero e proprio (inteso come pernottamento) e il ristorante.

Innanzitutto la mia valutazione è di 3,5 e non di 3, ma – come noto – TripAdvisor obbliga a dare voti pieni.

L’appartamento che ci è stato assegnato è quanto di meglio ci si possa aspettare. Ben al di là delle nostre attese e arredato con gusto, materiali, accessori, rifiniture e dettagli davvero notevoli. Impossibile non complimentarsi con i proprietari per queste scelte, che evidentemente e saggiamente sono improntate a un’ottica (intelligente e lungimirante) di qualità.
Allo stesso tempo non è pensabile, oggi, non disporre di un servizio di wifi all’altezza della situazione. Spero che si possa provvedere quanto prima perché questi sono elementi che possono condizionare negativamente i giudizi degli ospiti, specie stranieri.

Non soddisfacente , invece, il mio giudizio sulla ristorazione. Non abbiamo mangiato male, sia ben chiaro, ma non abbiamo trovato elementi degni di essere ricordati. A mio parere è necessario investire su un ampliamento non tanto del numero delle portate quanto della loro varietà. Più fantasia per quanto riguarda gli antipasti, più spazio ai primi a base di riso e più secondi di tipo diverso.

Suggerisco di appoggiarsi anche a qualche produttore di birra della zona in modo da completare l’offerta delle bevande.

Infine una nota sul servizio: l’idea è quella che, al di là delle buone intenzioni, ci sia un po’ troppa improvvisazione e mancanza di programmazione.

In definitiva questo agriturismo ha tutte le potenzialità per puntare all’eccellenza e l’obbiettivo ha il vantaggio di poter essere conseguito con sforzi davvero minimi.

Se non ci ritorno è perché nel frattempo sono morto

La mia recensione su TripAdvisor della Cascina Guastalla di Noviglio.

Bordona Farm

A Valera Fratta, in quell’area di Lombardia che è punto di incontro delle province di Lodi, Milano e Pavia, c’è un’azienda agricola che non posso non segnalare. Si tratta della Bordona Farm o, come era nota ai tempi della mia infanzia, Cascina Bordona.
Qui si producono principalmente carne bovina e riso. In particolare l’azienda (che punta moltissimo sugli aspetti etici) si caratterizza per l’alto livello di attenzione dedicata alla cura degli animali, lasciati sempre liberi di pascolare all’aperto.
Lo spaccio, avviato da quasi tre anni, è pulitissimo, ben curato, moderno e accogliente; cosa non trascurabile, è possibile il pagamento con carta di credito.
Le raccomandazioni sanitarie internazionali suggeriscono – saggiamente – di ridurre il consumo di carni rosse e di evitare prodotti lavorati ed eccessivamente trasformati. Se si vuole mangiare carne rossa, dunque, meglio consumare di meno e puntare sulla qualità. Se poi siete amanti dei risotti, come me, alla Bordona Farm troverete un riso Carnaroli di qualità eccellente.
Per chi ha bimbi piccoli è anche l’occasione per portarli a respirare un po’ di aria fresca e farli familiarizzare con vacche e vitellini (in questo caso di razza bovina Limousine).
Da segnalare, infine, che la Bordona Farm è affiliata a Cortilia.

La salatissima Antica Osteria Bargiggia di Ponte Carate (San Genesio e Uniti)

Siamo stati all’Osteria Bargiggia domenica 20 Settembre 2015 di ritorno da una visita alla vicina Oasi di Sant’Alessio.

Ci siamo accomodati fuori (quattro adulti e due bambini) e abbiamo ordinato un antipasto di salumi con gnocco fritto, un antipasto di funghi porcini, due risotti con funghi, tagliolini dell’osteria, una tagliata, un’anatra e un polpo.
Vino della casa (una discreta Barbera da un litro) e acqua naturale.
Cameriere molto gentile, ma servizio un po’ lento. Pagamento con carta di credito e bagni pulitissimi.

A parte l’anatra che si sono scordati di portarci e due mosche, una per piatto, ben mantecate nei risotti (ma può capitare in giornate afose) abbiamo mangiato bene.

Questa trattoria ha però due problemi che invito il titolare a prendere in seria considerazione. Da un lato la scelta di alcuni salumi eccessivamente grassi, in particolare il prosciutto. Dall’altro, sopratutto, un uso smodatissimo del sale. Gnocco fritto (davvero buono e consistente), risotti e tagliolini avevano tutti un contenuto di sale non più accettabile ai giorni nostri e totalmente al di là di ogni raccomandazione medica.
Invito inoltre il titolare, se vuole tenere delle birre (e io dico che è il caso), a cimentarsi con un’offerta di prodotti locali di qualità medio alta (magari servendosi presso alcuni microbirrifici della zona) e, di conseguenza, a eliminare la Moretti chiara da 66 cl.

Mia moglie (lituana) e la nostra amica (anche lei lituana) pensano che questo posto non sia da consigliare (ha pesato la questione delle mosche, la dimenticanza dell’anatra e il fatto che qui da noi non si usa marinare la carne), io invece mi sento di sostenere il contrario. L’Osteria Bargiggia è un luogo piacevole che ha solo bisogno di imboccare una strada più consapevole. Le potenzialità io ce le vedo tutte. Ma bisogna innanzitutto dimezzare (e forse più) il contenuto di sale. La varietà dei piatti, da alcuni criticata, è secondo me persino troppo ampia. In posti come questi ci si aspetta giovialità e poche cose ma fatte in modo divino. E oggi anche attenzione a qualità delle bevande (vedi birra e vino), aspetti salutistici e marketing (impensabile non avere un sito internet).

Per quanto riguarda i prezzi direi che qui si va sul sicuro.

Voci precedenti più vecchie