Lavonmaišis (portacadaveri)

È così che la Indrė chiama le valigie di dimensioni extra. Da “lavonas” = cadavere e “maišas” = sacco.

Seguenza

Sequenza.

Mi dispiace, ma non ho proprio niente da dirle: io sono buona

Oggi a tavola parlavamo di religione e di come affrontare l’argomento quando nostra figlia sarà più grande. Mia moglie concepisce il senso di religiosità, ma non tollera la chiesa cattolica (e la Chiesa in genere). Io, invece, non concepisco nemmeno il primo. Non vedo l’ora quando con la piccola si potrà fare un po’ di matematica insieme (magari con i Pearl Jam o gli ultimi Europe in sottofondo). Poi la Indrė ha raccontato della sua prima confessione, con la frase che dà il titolo a questo post, e mi è sembrata tanto bella da parlarne qui. Mi ha fatto ricordare il parroco di paese che avevo io: gli raccontavamo i nostri peccati e lui ci prendeva a schiaffoni. Povero Don Alessandro Marmonti, a volte mi manca!

Per il pianeta va bene, ma per le mie mani?

Commento della Indrė dopo essere rientrata a casa con un detersivo bio alla spina per piatti.

Che cos’è il “mercato più comunale”?

Domanda postami da mia moglie intorno alle 9:00 di questa mattina. Ci trovavamo di fronte al mercato comunale di Piazza Wagner a Milano, mercato la cui scritta si compone delle parole “mercato” e “comunale” inframezzate dallo stemma della città meneghina con la tipica croce rossa su sfondo bianco. E con questa abbiamo toccato i livelli di Mike Bongiorno 😀

Telefonia segretaria

Segreteria telefonica.

Micropezzettino

Uno dei termini preferiti di mia moglie.

Istericare

“Istericare” (nel significato di “fare l’isterico/a”) è un neologismo creato dalla Indrė su ispirazione del verbo lituano “isterikuoti”.

Una briciola di sangue

L’espressione l’ha tirata fuori mia moglie questa sera, quasi per caso. Assurda, forse, oppure del tutto “rodariana”. A voi la scelta.

Depulisce l’aria

La Indrė: “Sono proprio contenta di questo ionizzatore che abbiamo comprato*: funziona molto bene e depulisce l’aria per davvero!” (depulisce = depura) 🙂

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* abbiamo comprato = Nautilus ha comprato (e pagato)

Caldezza

Poco fa mia moglie ha preparato un infuso. Sapendo che non sono un amante delle bevande eccessivamente calde, mi ha chiamato per dirmi: tieni in mano questa tazza e fammi sapere se la caldezza va bene! Pensavo che “caldezza” fosse un tipico “indrismo”, ma in realtà il termine, per quanto raro e desueto, esiste per davvero (questa la definizione del dizionario Hoepli).

Bar cavalla

Oggi al telegiornale stavamo guardando un servizio sui cavalli quando mia moglie mi ha chiesto lumi su… “quella vecchia canzone che parla del bar cavalla”. Cadendo dalle nuvole ho cercato di approfondire l’argomento… per poi scoprire che la Indrė si riferiva al brano “Fin Che La Barca Va” di Orietta Berti. Fin che la “bar ca va(l)la”sciala andare…

Un caso di mondegreen visto in prospettiva lituana (qui la pagina di Wikipedia e qui un interessante articolo di Silvia Pareschi apparso lo scorso Maggio 2012 sul suo blog Nine Hours of Separation).

Nota linguistica: il titolo del brano è “Fin Che La Barca Va” e non “Finché La Barca Va”.

Fabio Bashar Hafez al-Assad Fazio

Oggi al telegiornale è apparsa una foto di Bashar Hafez al-Assad. Mia moglie ha subito esclamato: guarda, fanno vedere quello di Che Tempo Che Fa!

Sonnellanza

Indrismo per “sonnolenza”.

Potrei mangiare tutti i salmoni

Quanto segue è la trascrizione della conversazione che io e mia moglie abbiamo avuto tra le sei e venticinque e le sei e ventisei di questa mattina. La frase finale (“tutti i salmoni”), da cui a mio avviso scaturisce l’effetto comico, significa in realtà “tutte le varietà/preparazioni di salmone”.

Indrė:
Non capisco cos’ho, non riesco a dormire

Nautilus:
Non ti preoccupare, anch’io sono sveglio dalle cinque. C’è la luna piena

Indrė:
Ma tu sei andato a letto presto, è normale

Nautilus:
Sono andato a letto presto?

Indrė:
Sì, alle dieci e venti, dieci e mezza

Nautilus:
Ah sì?

Indrė:
Sì, alle dieci e mezza stavi già dormendo, eri stanco. Io invece faccio dei pensieri

Nautilus:
Che pensieri?

Indrė:
Sto pensando al mercato del pesce

Nautilus:
Mercato del pesce?! Quale mercato del pesce?!

Indrė:
Il mercato del pesce in Norvegia dove siamo stati l’anno scorso

Nautilus:
Ma a quest’ora tu stai pensando al mercato del pesce di Bergen?!

Indrė:
Sì, adesso che non sono incinta potrei mangiare tutti i salmoni. Sarebbe bello comparire lì per un attimo, vero?

La buccia del pollo

Un’espressione come questa non poteva che essere una questione di tempo 🙂

Alberetti

Mentre guidavo su una strada sterrata, poco distante dalla “nostra” casa di campagna, la Indrė ha esclamato: “uh, ma come sono cresciute queste piante, mi ricordo ancora quando erano degli alberetti!”.

In effetti per uno straniero non è sempe facile districarsi tra diminutivi, vezzeggiativi e una loro combinazione. Per esempio all’inizio mia moglie non diceva “fiorellini” ma le veniva naturale dire “fiorini”.

Insistemente

Come la Indrė contrae l’avverbio “insistentemente”, a suo dire troppo lungo.

Svenisce

Ovvero “sviene”. Era un po’ che mia moglie non mi offriva contributi per questa rubrica 🙂

Accidenti, sono già le sei e mezza, ecco perché mi fanno così male le tette!

Tematiche di una neomamma in allattamento. Frase pronunciata questo pomeriggio dalla Indrė poco prima che rientrassimo da Agazzano (Piacenza).

Vedo gente sui cavalli che scavalca

Ovvero quando una piccola esse può fare una grande differenza!

Possessionato

Un indrismo a metà, nel senso che questa mattina la Indrė ha pronunciato la parola “ossessionato” e io ci ho capito “possessionato”. Ma mi pareva bello includerlo in questa categoria.

Progressare

Progredire.

Credo, credo… anche il tacchino credeva, prima di cadere nella pentola

Non aspettatevi una spiegazione, io non c’entro: la frase è di mia moglie.

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Sbuffa, cammina a pause, par di mota. Pare un tacchino quando fa la rota

Le sopracciglia di Brèžnev

Mia moglie domenica scorsa: “la gravidanza mi lascia così poco tempo che stamattina guardandomi allo specchio mi sembrava di avere le sopracciglia di Brèžnev!”.

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