Come inserire un link nei commenti di un post e farli aprire in una nuova pagina

La sintassi è molto semplice:

<a title=”lituopadania: a mix of lithuanian and padanian flavours” href=”http//lituopadania.wordpress.com/” target=”_blank”>lituopadania</a>

Attenzione: tra “http” e “//” vanno inseriti i due punti che in questa sede ho volutamente omesso per evitare la generazione di un errore nel post.

Questo tipo di codice si compone, nell’ordine, delle seguenti quattro parti: (1) descrizione (quella che si ottiene passando il mouse sopra il link), (2) indirizzo URL della pagina, (3) comando per l’apertura in un’altra pagina (se si vuole l’apertura nella stessa pagina è sufficiente rimuovere target=”_blank”), (4) il testo a cui applicare il link.

Nel commento qui sotto viene realizzata una prova.

Xi fe li sen, tipico modo di dire estone…

Due giorni fa (8 Febbraio 2013) mi sono imbattuto in un articolo intitolato Estonia’s Revolution. Sin da sùbito la mediocrità dei contenuti mi è apparsa in netto contrasto con il prestigio della firma: quella del notissimo e influente Thomas Lauren Friedman, editorialista del New York Times specializzato in fatti di politica estera. A colpirmi è stata sopratutto la citazione finale: la frase “xi fe li sen”, spacciata per «a local saying that means roughly “cultivate money and you grow rich, cultivate mind and you raise culture”». Non superando la cinquantina tra parole e frasi, la mia conoscenza della lingua estone si può tranquillamente definire ridicola; tuttavia non così ridicola da scambiare quel “xi fe li sen” per qualcosa dal sapore ugrofinnico. Ho così deciso di ricercare la stringa direttamente all’interno di Google, e da qui la sorpresa: la stessa citazione era presente in oltre una sessantina di articoli del tutto simili all’originale da cui ero partito io ma riguardanti Paesi diversi (klik qui). Alla fine il mistero ha trovato soluzione: l’articolo in cui mi ero imbattuto non è che uno dei tanti generati in automatico da un opportuno software. Per i dettagli e le motivazioni dietro a un simile progetto si veda questo link… molto esplicativo.

In Lituania Google Street View sarà utilizzato contro chi tenta di ingannare il catasto

In Lituania questa funzionalità, che da noi è disponibile ormai da molto tempo, è stata lanciata solo pochi giorni fa una volta risolte alcune questioni connesse alla privacy. Nel Paese baltico, tuttavia, a usare l’utilissima applicazione sviluppata dall’azienda californiana non saranno soltanto i comuni cittadini, ma anche le istituzioni; le autorità fiscali lituane hanno infatti dichiarato che utilizzeranno Google Street View con un duplice intento: monitorare attraverso le immagini eventuali discordanze tra il valore dichiarato di un immobile e quello reale, e stanare immobili che dovessero risultare del tutto ignoti al catasto.

SMiShing

L’edizione odierna del TG5 delle 13:00 ha dedicato un breve servizio al fenomeno dello SMiShing, termine nato dall’unione di SMS e phishing. Per chi volesse approfondire l’argomento suggerisco di partire da questa pagina di Wikipedia. Ho l’impressione che, come per il phishing, questo neologismo, per fortuna, ci disturberà molto poco.

Il codice ASCII si pronuncia asci o aski?

ASCII è l’acronimo di American Standard Code for Information Interchange (Codice Standard Statunitense per lo Scambio di Informazioni) e rappresenta uno dei sistemi di codifica dei caratteri più noti al mondo (le sue radici affondano nell’informaticamente lontanissimo 1960).
Contrariamente a quanto si pensa ASCII non si pronuncia “asci”, ma non si pronuncia nemmeno “aski” (come vorrebbe farci credere qualche italico saccente dalla scarsa dimestichezza con l’Inglese): la forma corretta è “æski”*.

Pronuncia a parte, lo sviluppo di questo sistema è stato tale da sfiorare il campo dell’arte; a riprova di ciò vi invito a consultare questa pagina di Wikipedia.

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* nella pagina inglese di Wikipedia (vedi qui) la pronuncia ASCII è resa con la forma “ass-key” (!) secondo un sistema di trascrizione ortografico detto “pronunciation respelling key

Fottuto gallo!

Nel post Lo zoo di Indrė di questa mattina ho fatto riferimento al termine “gaidys” (gallo). Memore di quel che mi era capitato un po’ di tempo fa con l’estone “kukk” (qui), ho tentato un esperimento simile inserendo “gaidys” nel Traduttore di Google, ma il risultato non è cambiato: date un occhio qui.

Selenologia sì, selenologo no

Se si cerca in Google Italia “selenologia” tutto funziona correttamente e il motore di ricerca fornisce in qualche frazione di secondo proprio i contenuti che ci si aspetta di trovare. Non così, invece, se la ricerca riguarda il termine “selenologo” (lo studioso di selenologia); in questo caso Google passa a proporre unicamente pagine che riguardano la sinologia (tutta un’altra storia, naturalmente), a meno che non si abbia l’intuizione di racchiudere il termine tra virgolette.
Eppure “selenologo” mi pare un termine quasi comune, addirittura un ottimo candidato per un quiz televisivo o per le parole crociate. Ho l’impressione che qualcosa non quadri. La discussione è ufficialmente aperta.

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