La Russia perde il pelo ma non il vizio (del revisionismo storico)

Invito alla lettura.
Russia: Il revisionismo storico sull’occupazione sovietica dei paesi baltici

Inferno baltico

ellē (Lettone)
helvede (Danese)
helvete (Svedese)
helvetti (Finlandese)
hölle (Tedesco)
pekla (Samogiziano)
piekło (Polacco)
põrgu (Estone)
pragaras (Lituano)

I risultati della hackatona anti CoViD-19 in Lettonia

Potete leggere tutto qui. La soluzione di stampare le mascherine in 3D è senza dubbio la più interessante.

E se uno volesse farsi il tampone per il coronavirus privatamente?

Con 80 euro può andare al E. Gulbja laboratorija di Rīga.

Par Mūsu Mīlestību

Par Mūsu Mīlestību

Pēc mums vēl ilgi zeme skums

Pēc mums vēl ilgi zeme skums

Atzīšanās (Confessione)

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Cinque motivi (gustosi) per andare in Lettonia

Un articolo, questo, che ci parla delle ragioni per visitare la Lettonia da un punto di vista prettamente culinario.

Hip hop lettone

Se vi piace il genere (a me per nulla) vi segnalo una proposta interessante: quella del lettone Gatis Irbe, precedentemente noto al suo pubblico come Gacho.

Tas bij’ stulbi
Pēc Mums
Divas Pasaules
Vērtības
Durvis Vaļā
Mūžīgais Dzinējs
Mantra
Vēl Augstāk
Visu no jauna
Gana

La scuola di Kristaps Zaļais

Un articolo che segnalo volentieri.

Cesvaines pils

Non sono mai stato in visita al Castello di Cesvaine, anzi, prima d’ora non ne avevo nemmeno sentito parlare, nonostante nel 2013 – in occasione della mia sosta a Madona* – ci ero passato vicinissimo.
Poco fa ho scoperto che è proprio in questo castello che sono state girate molte scene del film horror The Sonata del 2018.

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* ne avevo parlato nei post Madona che silenzio c’è stasera e Un sabato sera della Madona

Zivju dzenītis

Questa piccola bestiola, che ha nomi diversissimi nelle varie lingue europee e da noi si chiama martin pescatore comune o martin pescatore europeo, è stata nominata uccello dell’anno per il 2020 dalla Latvijas Ornitoloģijas Biedrība (Società Ornitologica Lettone).

A Guide To The Things To Do In Latvia by Claudia Tavani

Poco fa ho scovato il blog My Adventures Across The World gestito dalla cagliaritana Claudia Tavani, che in questo post riferisce la sua recente esperienza in Lettonia. I miei lettori di lungo corso sanno fin troppo che per me, delle tre repubbliche baltiche, la Lettonia è quella meno interessante. Ma gli elementi di richiamo ci sono comunque. Più che consigliare un viaggio in Lettonia (meglio volare direttamente a Riga e lì restare per due o tre giorni) suggerisco di esplorare il Paese sconfinandovi qualora siate qui in Lituania o su in Estonia.

L’articolo in questione è in ogni caso condivisibile e vi sono citati molti dei luoghi che vale davvero la pena vedere (sebbene ne manchino alcuni importanti come Kuldīga, Ventspils, Talsi, Tukums); è inoltre molto ben scritto. Peccato per l’aver omesso la grafia corretta dei luoghi e dei nomi citati (Cesis al posto di Cēsis, Ligatne al posto di Līgatne, Babite al posto di Babīte, Purvu Brideji al posto di Purvu Bridēji, Zvartes al posto di Zvārtes, …).

Gagarin, capitale della Lettonia

Segnalo questo articolo che spero i miei lettori troveranno interessante.

Ecco, io ‘sto tizio l’ho anche conosciuto

Leggete qui. Imbarazzante. Un XP, naturalmente, ché un vero Varesotto si sarebbe adattato sùbito.

Do you want girls?

Oggi il Papa è arrivato in visita in Lettonia. Mi sono detto: chissà dove alloggerà? E mi è venuta in mente la mia seconda volta* a Riga, nel Maggio 2001. Arrivati al bancone del Tia Hotel il tizio alla reception si è premurato di accertarsi se avessimo bisogno di compagnia femminile. Lo ha fatto con un giro di parole molto discreto, sobrio ed educato, e con modi eleganti, colti e raffinati: do you want girls?

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* la prima volta, nel 2000, ero stato all’elegantissimo e centralissimo Hotel Roma, dove certe cose non succedono (e se succedono non si vedono)

Una torta offerta dai Lettoni per i 100 anni della prima indipendenza lituana ed estone

Aiva Rozenberga, direttrice del Latvijas Institūts, ha pensato bene di girare due video (qui e qui) per omaggiare i vicini lituani ed estoni in occasione dei 100 anni della prima indipendenza delle due repubbliche baltiche.
Idea carina, ma a ben guardare anche un po’ paracula perché, di fatto e nonostante le buone intenzioni, sembra tanto una scusa per mettere in mostra le bellezze architettoniche e paesaggistiche della Lettonia.

La prova del nove nei Paesi baltici

La scorsa settimana avrei voluto scrivere un post breve: come si dice prova del nove in Lituano, Lettone ed Estone. La prima a cui ho chiesto, ovviamente, è stata mia moglie. E lì è suonato il primo campanello d’allarme: del metodo di controllo solitamente applicato alle moltiplicazioni mia moglie non aveva mai sentito parlare. Decido di approfondire, così chiedo ad alcune amiche sparse per l’Estonia; anche lì risposta identica. Infine ho preso tutti i numeri di conoscenti lituani ed estoni della mia rubrica e ho mandato loro un messaggio via WhatsApp. Delle circa venti persone contattate nessuna ha mai sentito parlare di prova del nove, né è stata insegnata loro alle scuole primarie o in qualunque altra scuola. Se qualcuno volesse smentirmi è il benvenuto.

Vilnian(s), Rigan(s), Talliner(s)

I demonimi inglesi utilizzati per riferirsi agli abitanti di Vilnius, Riga e Tallinn.

Il video elettorale di Svetlana Lonska

Ecco il video di cui si sta parlando in Lettonia (in particolare a Daugavpils) in questi giorni.

Il lancio dronico di Ingus Augstkalns

Ingus Augstkalns è uno skydiver lettone. Lo scorso 12 Maggio 2017 è stato il primo uomo al mondo a lanciarsi con un paracadute da un drone in volo. Qui il video.

La Stampa parla delle Cascate di Venta, sbaglia nome e copia (male) da Wikipedia

Non dev’essere del tutto casuale se La Stampa di Torino è chiamata da sempre “la busiarda” (la bugiarda).
Il quotidiano piemontese oggi dedica un articolo di Noemi Penna – questo – alle cascate Venta di Kuldīga. Sorprendentemente nella prima parte del pezzo la giornalista le chiama Venta Rapid e cita alcuni dati “tecnici”. Date un’occhiata a questa pagina di Wikipedia. Mancando una pagina in lingua toscana Noemi Penna deve aver consultato la versione inglese, scordandosi però (fretta? superficialità? entrambe?) di riportare il nome lettone, che è Ventas* Rumba (nome corretto che la stessa giornalista riporta invece nella parte centrale del medesimo articolo).
Ma gli errori e le imprecisioni non finiscono qui. Si parla di “vicinanza con Kuldiga”. Innanzitutto le cascate non sono “nelle vicinanze”, ma proprio in città. In secondo luogo si scrive Kuldīga, non Kuldiga. Infine, Jacob, il duca di Curlandia citato nel pezzo, non è Jacob (che – ancora una volta – è una forma inglese), ma Jakob Kettler, che a Kuldīga ci è nato (nel 1610), ma quando la città si chiamava ancora Goldingen, oppure Jēkabs Ketlers, se si preferisce la forma lettone.

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* Ventas è il genitivo di Venta

Salvare il Livone non è da eccentrici e testardi, è un gesto d’amore

Poco fa mi sono imbattuto in questo articolo di tal LinkPop su Linkiesta. Un pessimo modo di fare giornalismo, o “citizen journalism”, come dicono loro. Uno scritto pieno di giudizi, prevalentemente negativi, in cui – tra l’altro – si afferma che (non è uno scherzo) il ceppo linguistico ugro-finnico “comprende ungherese, finlandese e lettone”. Complimenti per la chicca (imparate almeno a copiare!). Per non parlare del nazionalismo lettone che, secondo l’autore o l’autrice, a un certo punto della storia sarebbe “tornato di moda”. E dov’è l’articolo di Atlas Obscura? Lo si cita, lo si scopiazza un po’ (scambiando appunto lingua lettone ed estone), ma il link non c’è (lo trovate qui; inoltre – come quasi sempre accade – l’originale è ben più interessante della frettolosa e maldestra sintesi, oltre che essere impeccabile dal punto di vista dell’etica giornalistica). Il pezzo di Atlas Obscura cita anche il linguista Valts Ernštreits; basta guardarlo per capire che all’università di Tartu conta quello che sai e sai trasmettere nell’insegnamento, non il modo in cui ti presenti. La mia ex fidanzata estone ha studiato il Livone proprio a Tartu e, per quel che mi riguarda, quella livone è una lingua dalla musicalità molto accattivante, una specie di Estone più morbido, melodico e dolce.

Dietro Yngwie Malmsteen c’è Gidons Krēmers

Ogni serio appassionato di musica rock, in particolare di rock duro, conosce e stima il chitarrista svedese Yngwie J Malmsteen. E ogni serio appassionato di rock duro conosce la sconfinata ammirazione di Malmsteen per Niccolò Paganini e i suoi “capricci”. Pochi, invece, anzi pochissimi, conoscono l’origine di tutto ciò. A folgorare Malmsteen all’età di sette anni è stato il violinista lettone Gidons Krēmers (di cui ho parlato più volte su questo blog, per esempio qui). In questo video, tratto da un vecchio e apprezzato film del 1983 con Nastassja Kinski, potete gustarvi Krēmers che esegue Paganini. Ma, per chi ha voglia e tempo di navigare un po’, YouTube mette a disposizione moltissimo altro materiale di grande interesse.

Mischa Maisky

Misha Maisky è un violoncellista di origini lettoni (nome all’anagrafe: Miša Maiskis) naturalizzato israeliano. Se amate il violoncello e Rostropovič (di cui Maisky è stato allievo) vi consiglio di esplorare YouTube alla ricerca delle sue esecuzioni.

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