Salvare il Livone non è da eccentrici e testardi, è un gesto d’amore

Poco fa mi sono imbattuto in questo articolo di tal LinkPop su Linkiesta. Un pessimo modo di fare giornalismo, o “citizen journalism”, come dicono loro. Uno scritto pieno di giudizi, prevalentemente negativi, in cui – tra l’altro – si afferma che (non è uno scherzo) il ceppo linguistico ugro-finnico “comprende ungherese, finlandese e lettone”. Complimenti per la chicca (imparate almeno a copiare!). Per non parlare del nazionalismo lettone che, secondo l’autore o l’autrice, a un certo punto della storia sarebbe “tornato di moda”. E dov’è l’articolo di Atlas Obscura? Lo si cita, lo si scopiazza un po’ (scambiando appunto lingua lettone ed estone), ma il link non c’è (lo trovate qui; inoltre – come quasi sempre accade – l’originale è ben più interessante della frettolosa e maldestra sintesi, oltre che essere impeccabile dal punto di vista dell’etica giornalistica). Il pezzo di Atlas Obscura cita anche il linguista Valts Ernštreits; basta guardarlo per capire che all’università di Tartu conta quello che sai e sai trasmettere nell’insegnamento, non il modo in cui ti presenti. La mia ex fidanzata estone ha studiato il Livone proprio a Tartu e, per quel che mi riguarda, quella livone è una lingua dalla musicalità molto accattivante, una specie di Estone più morbido, melodico e dolce.

Dietro Yngwie Malmsteen c’è Gidons Krēmers

Ogni serio appassionato di musica rock, in particolare di rock duro, conosce e stima il chitarrista svedese Yngwie J Malmsteen. E ogni serio appassionato di rock duro conosce la sconfinata ammirazione di Malmsteen per Niccolò Paganini e i suoi “capricci”. Pochi, invece, anzi pochissimi, conoscono l’origine di tutto ciò. A folgorare Malmsteen all’età di sette anni è stato il violinista lettone Gidons Krēmers (di cui ho parlato più volte su questo blog, per esempio qui). In questo video, tratto da un vecchio e apprezzato film del 1983 con Nastassja Kinski, potete gustarvi Krēmers che esegue Paganini. Ma, per chi ha voglia e tempo di navigare un po’, YouTube mette a disposizione moltissimo altro materiale di grande interesse.

Mischa Maisky

Misha Maisky è un violoncellista di origini lettoni (nome all’anagrafe: Miša Maiskis) naturalizzato israeliano. Se amate il violoncello e Rostropovič (di cui Maisky è stato allievo) vi consiglio di esplorare YouTube alla ricerca delle sue esecuzioni.

Droneboarding in Latvia

In Lettonia hanno la neve, ma non le montagne. Sciare dunque, se si esclude il fondo, non è impresa facile. A sopperire a tutto ciò ci hanno pensato alcuni giovani ingegneri dell’azienda Aerones. Guardate qui. Geniale, no?

L’ONU fa migrare gli Stati baltici dall’Europa orientale a quella settentrionale

L’ultima revisione della codifica ONU risale al 26 Settembre 2016 ed è consultabile a questo link. Come prevedibile, se si escludono le locali minoranze russe (che in taluni luoghi sono maggioranze), la quasi totalità di Lituani, Lettoni ed Estoni ha accolto la cosa in termini estremamente positivi. Va da sé che non basta cucirsi addosso un’etichetta da fennoscandinavo per essere tale.

Alvis Hermanis, il regista lettone della Madama Butterfly che va in scena questa sera alla Scala

Alla prima della Scala di questa sera ci sarà anche un significativo pezzo di Lettonia, per l’occasione rappresentata da Alvis Hermanis, che della Madama Butterfly è appunto il regista.

Ten fascinating facts about Latvia

Ne parla il Telegraph in questo articolo di oggi.

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