Ozzy, the Brummie

Il post precedente mi ha portato a scoprire alcuni demonimi inglesi di città di cui ignoravo totalmente l’esistenza.

Aberdonians (Aberdeen)
Amsterdammers (Amsterdam)
Austinites (Austin)
Bathonians (Bath)
Bucharesters (Bucharest)
Budapesters (Budapest)
Brummies (Birmingham)
Cairenes (Cairo)
Cantabrigians (Cambridge)
Corkonians (Cork)
Dallasites (Dallas)
Denverites (Denver)
Glaswegians/Weegies (Glasgow)
Haligonians (Halifax)
Hannoveraners (Hannover)
Istanbulites (Istanbul)
Jerusalemites (Jerusalem)
Leopolitans (Lviv)
Liverpudlians (Liverpool)
Loiners/Leodensians/Leodiensians (Leeds)
Mancunians (Manchester)
Mentonasques (Menton)
Montrealers (Montreal)
Novocastrians (Newcastle)
Odessites (Odessa)
Oxonians (Oxford)
Readingites (Reading)
Rotterdammers (Rotterdam)
Seattleites (Seattle)
Tokyoites (Tokyo)
Vancouverite (Vancouver)
Warsovians (Warsaw)
Waterluvians (Waterloo, Canada)

Annunci

Vilnian(s), Rigan(s), Talliner(s)

I demonimi inglesi utilizzati per riferirsi agli abitanti di Vilnius, Riga e Tallinn.

Ultracrepidarian

Dai non scherziamo, questo post di Licia era impossibile da non linkare. E già che ci siete leggete anche i commenti. Ultracrepidarian suona un po’ come il nome di uno dei periodi in cui vengono suddivise le ere geologiche (proterozoico, cambriano, ordoviciano, giurassico, ecc.), ma è un termine stupendo. E tra l’altro utillimo!

Omicidio negligente

A proposito del caso Kim Wall (di cui ho parlato nel post precedente), molti quotidiani di lingua inglese hanno usato le locuzioni “involuntary manslaughter” (per esempio il New York Times qui) e “negligent homicide” (per esempio news.com.au qui) per descrivere l’iniziale imputazione a carico di Peter Madsen (capo di imputazione che verrà certamente aggravato).

L’unico e possibile equivalente toscano è “omicidio colposo”. Mi auguro che nessun giornalista arrivi mai a scrivere “omicidio negligente”.

Torso senza testa (headless torso)

Tra ieri e oggi mi ha molto colpito la vicenda della giornalista svedese Kim Wall, il cui corpo – privo di testa, braccia e gambe – è stato ritrovato nei pressi dell’isola di Amager, a sud di Copenhagen (si veda, tra i tanti, questo articolo pubblicato oggi dall’Independent).

Al di là degli aspetti tragici e sopratutto macabri di un simile evento non ho potuto fare a meno di osservare la superficialità con cui la stampa nostrana (sia padana che italiana) e quella britannica si sono occupate della cosa.

C’è chi, stando sul generico, ha parlato di “corpo mutilato”, ma in molti casi si è scritto di “corpo decapitato” (lasciando intendere che a mancare fosse solo la testa) oppure di “torso senza testa” o di “headless torso”. Si noti che nell’articolo citato sopra “headless torso” è presente addirittura nel titolo.
Mi sono chiesto se entrambe queste espressioni (headless torso e la traduzione torso senza testa) avessero un senso, dal momento che, a mia memoria, un torso è “già” privo di testa. Così ho fatto qualche ricerca sui principali dizionari di lingua toscana e su quelli di lingua inglese, per scoprire che i miei ricordi erano corretti.

Ecco le definizioni.

Sabatini-Coletti e Garzanti: “parte del corpo umano compresa tra il collo e il bacino; sinonimi: tronco, busto”. Treccani: “lo stesso che tronco o busto per indicare la parte del corpo umano dal collo alla cintura […]; si usa più spesso con riferimento a statue che siano prive del capo, delle braccia e delle gambe”. Hoepli: “parte del corpo umano comprendente il torace, l’addome e il bacino; sinonimo: busto […]; statua a cui manchino capo, braccia e gambe”.
Cambridge: “the human body considered without head, arms, or* legs, or a statue representing this”. Oxford: “the trunk of the human body; the trunk of a statue without, or considered independently of, the head and limbs”. Collins: “the trunk of the human body; a statue of a nude human trunk, esp. without the head or* limbs”. Macmillan: “the upper part of your body, not including your head or* arms”. Longman: “your body, not including your head, arms, or* legs; a statue of a torso”. Merriam-Webster: “the human trunk; a sculptured representation of the trunk of a human body”.

Ci sarebbe anche da dire che in Toscano il vocabolo torso è poco usato al di fuori della locuzione “a torso nudo”, quindi l’averlo impiegato in questo contesto sembra solo un’azione di frettolosa copiatura dagli articoli pubblicati dai quotidiani inglesi.

_____
* in Inglese quando “or” è introdotto da una negazione o da una frase con senso negativo (come in “without the head or limbs”) la negazione si estende a entrambi gli elementi separati dal connettivo logico; quindi, nel nostro caso, “without the head or limbs” non significa “o senza testa o senza arti”, ma “senza testa e senza arti”

Chicken medium

Poco fa ho scoperto che se inseriamo nel traduttore di Google la voce “media del pollo” e scegliamo Inglese come lingua di destinazione si ottiene “chicken medium”.

C’ho il funnel vuoto

Nel mondo delle aziende di telefonia (e non solo) esiste un certo lasso di tempo* tra l’istante in cui una pratica (un contratto) viene caricata a sistema e l’istante in cui il prodotto/servizio diviene attivo per il cliente finale.
È abbastanza comune riferirsi alle pratiche già caricate ma non ancora evase come al contenuto del “tubo”.

La parola tubo ci fa venire in mente una conduttura cilindrica cava a sezione costante, che in questo caso specifico non è però l’esempio più adatto; questo perché non tutte le pratiche in ingresso riescono poi a uscire dal cosidetto tubo; problemi di errata documentazione, problemi tecnici, verifiche del credito negative, ecc. fanno sì che tra l’ingresso e l’uscita vi sia una certa “caduta” fisiologica**.

Di fatto il tubo in questione è più simile a un imbuto. Imbuto è però un vocabolo poco attraente, tanto che non lo utilizza praticamente nessuno. In tempi recenti, tuttavia, c’è chi ha pensato bene di ripescarlo previa una riverniciatina d’Inglese. Ed ecco che si comincia a sentir parlare di “funnel”. Che a mio avviso, però, è altrettanto brutto.

_____
* può essere di minuti, ore, giorni, settimane e dipende dal tipo di prodotto/servizio, dalla complessità del contratto, dallo stato di saturazione dei sistemi informatici aziendali o da una combinazione delle tre casistiche precedenti

** cui potrebbe aggiungersi una quota non fisiologica nel caso, ad esempio, di un malfunzionamento dei sistemi informativi aziendali o di errore umano

Voci precedenti più vecchie