L’arte di cuocere i libri

L’espressione inglese “to cook the books” significa truccare/falsificare i bilanci. L’uso di books è uguale a quello che si ha da noi (libri è abbreviazione di libri contabili), mentre il concetto di cottura è legato a un significato secondario (ora scomparso) del verbo “to cook” che, sopratutto nel 1600, indicava alterazione/trasformazione.

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Deludente come un calamaro umido

Per descrivere un’esperienza di tipo deludente l’Inglese britannico dispone di un’espressione molto curiosa: damp squib (talvolta assimilabile al nostro “né carne né pesce). Il termine “squib” indica il petardo o il mortaretto. Petardi e mortaretti umidicci hanno elevate probabilità di non funzionare, da qui la delusione rispetto alle attese (si pensi ai fuochi d’artificio). E il calamaro? Entra in gioco per il fatto che gli stessi anglofoni tendono a confondere squib con squid (e ovviamente quest’ultimo non c’entra nulla).

Più buchi del formaggio svizzero

In Inglese l’espressione “more holes than Swiss cheese” indica che un qualcosa (un progetto, un’idea, un lavoro, un documento, ecc.) è così lacunoso da essere del tutto insoddisfacente e molto lontano da ciò che ci si aspetterebbe.
La nostra lingua non possiede un vero e proprio equivalente; forse il concetto più prossimo è quello di “fare acqua da tutte le parti”.

Excuse the francesism

Quando, in contesti non troppo formali, vogliamo preparare chi ci ascolta all’uso (da parte nostra) di un’espressione un po’ volgare diciamo spesso “scusa/scusate il francesismo”. Ebbene, una forma quasi identica esiste anche in Inglese: (if you’ll) pardon/excuse my French.

C’ho i diti prugnosi

Ho scoperto per caso che in Inglese la condizione di dita con pelle dei polpastrelli raggrinzita a seguito di una prolungata immersione in acqua è detta “pruney fingers”*.
La prugna è detta “plum”, mentre con “prune” si indica più che altro la prugna essicata** (dried plum).

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* anche nella grafia pruny fingers

** sì sì, lo so che si dovrebbe scrivere “essiccata”, ma a me quella doppia “c” suona proprio male

Recruiting & actraction

La multinazionale delle telecomunicazioni presso cui ho lavorato per dodici anni ieri ha rilasciato un documento ufficiale relativo a un progetto chiamato recruiting & actraction. Così scrivo via WhatsApp a una delle persone legate all’ideona.
Di seguito lo scambio di messaggi: Lo asciugo un po’, ma il contenuto è invariato.

io: carino il gioco di parole, davvero molto fine
lei: eh?
io: actraction
lei: embé? [la tizia è di Roma]
io: il gioco di parole
lei: ma che gioco di parole?
io: actraction = action + traction oppure action + attraction
lei: ma guarda non c’è nessun gioco di parole

Cioè, questi che ti infilano termini inglesi dappertutto, che ti dicono “mi printeresti il documento?”, “ma ‘sta tabella che m’hai mandato non è sortata!”, “nel pomeriggio dobbiamo discutere di compensation”, “il mese prossimo si entra in calibration”, ecc. ecc. poi non sanno nemmeno scrivere attraction?

Inavvelenabile, parte 2

Se avessi proposto lo stesso quiz in Inglese a un pubblico anglofono arrivare alla soluzione per loro sarebbe stato di gran lunga più semplice. Perché?

Suggerimento: guardare le categorie in cui ho archiviato questo post.

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