Pakruojo Dvaras

Circa 40 km a est di Šiauliai, lungo la strada 150, sorge l’anonima cittadina di Pakruojis (meno di 5.000 abitanti). Nel suo territorio si trova una delle residenze più belle di tutta la Lituania: il Pakruojo Dvaras. Nel nostro viaggio di rientro da Palanga a Švenčionys quest’anno abbiamo deciso di fermarci qui per una notte. E per fortuna l’esperienza ci ha abbondantemente ripagato dalla ben poco entusiasmante sosta dell’andata in quel del Grafo Zubovo di Bubiai.
Il Pakruojo Dvaras stupisce per la bellezza dell’area e per il suo esteso parco con sculture floreali visitabili sino a tarda sera. Anche se non è necessario trattenersi per la notte (ma dormire presso il vecchio mulino, uno dei due hotel della struttura, è stato molto piacevole) questo è uno dei luoghi che certamente merita una visita, specie se avete programmato di andare alla Collina delle Croci.
Tre ore sono sufficienti per vedere le attrazioni principali, ma nel fine settimana potrebbe essere necessaria una mezza giornata visto che vengono organizzati spettacoli e combattimenti medievali.
Un paio di cose che è bene tenere a mente prima della partenza: il ristorante (Traktierius) segue i tipici orari lituani (la cucina chiude alle 20:30, talvolta persino prima); se la giornata è particolarmente calda e decidete comunque di passare la notte presso il vecchio mulino sappiate che l’albergo non dispone di aria condizionata, quindi scegliete con cura l’orientamento della stanza.

Šiauliai, la rinata

Negli ultimi 15 anni sono stato a Šiauliai quattro volte, ma quasi sempre si è trattato di un pretesto per visitare la vicina e spettacolare, per non dire unica, Kryžių Kalnas: la Collina delle Croci. La città in sé, invece, non ha mai attirato le mie simpatie e ancor meno quelle di mia moglie. Quest’anno ci siamo tornati con la medesima intenzione: mostrare la Kryžių Kalnas a nostra figlia. Poi le cose – in modo quasi casuale – hanno preso una piega un po’ diversa. Trovatici in zona intorno all’ora di pranzo, abbiamo deciso di fare una sosta in città per rifocillarci prima di proseguire il nostro itinerario. Ed è stata proprio in quell’occasione che abbiamo avuto la possibilità di ammirare una Šiauliai profondamente cambiata. Le periferie conservano ancora intatto il loro mesto e grigio aspetto sovietico, ma il centro è stato ampiamente rinnovato e rivitalizzato. Vilniaus Gatvė, in particolare, è adornata con piccole statue in stile ironico e moderno sparse un po’ ovunque, in alto come in basso, e la zona – ricca di ristoranti e caffè – trasuda brio e frizzantezza come fossimo in una cittadina universitaria posta ben più a ovest o a nord. Una vera sorpresa, insomma. Ed è nata in noi la voglia di ritornarci.

Per informazioni e approfondimenti si veda il sito del Centro Turistico.
Se non sapete dove cenare o pranzare il Leja è una delle scelte prioritarie.

Pizzata a Priekulė

Due martedì fa abbiamo ricevuto un invito per una pizzata a Priekulė (più esattamente nel villaggio di Gropiškiai), circa 23 km a sud di Klaipėda. Ora del ritrovo: 14:00. Ancor prima di partire sapevo con certezza matematica che quel giorno avrei saltato il pranzo. L’invito è giunto da un’amica-nemica* di mia moglie, tal Viktorija, appunto di Priekulė, che ormai da anni chiamo QPDV, acronimo che sta per Quella Primitiva Di Viktorija**.
Stante la tipica incapacità femminile di rispettare un appuntamento che sia uno, siamo giunti a destinazione alle 15:00, condendo il tutto con una delle scuse più banali che mia moglie potesse inventare (“il mio cellulare segnava erroneamente l’orario di Milano”).
Nonostante l’ora di ritardo, al nostro arrivo della pizza non c’era nemmeno l’ombra. Abbiamo invece trovato una serie di bambini di varia età e degli adulti che aperitizzavano attorno a un tavolo sotto un gazebo. Aperitivo alla lituana, ovviamente, con presenza contemporanea di elementi dolci e salati e il solito mischione di bevande (tra cui acqua, succhi di frutta, vino bianco e l’immancabile brandy di pessima qualità).
Verso le 16:00 QPDV ha deciso che era giunto il fatidico momento della pizza, così – aiutata da una sorella e una madre simpatiche come un’ispezione prostatica praticata da uno yeti – ha sommariamente ripulito la tavola (di lavarla con una spugnetta neanche a parlarne) e poco dopo vi ha piazzato sopra una zuppiera con il triplo della pasta per pizza necessaria a sfamare i presenti. A stretto giro sono arrivati alcuni altri piatti con del formaggio simil-mozzarella, pomodoro, peperoni, prosciuttaccio cotto ipergrasso e gli irrinunciabili würstel. QPDV ha staccato alcuni pezzi di pasta e li ha lanciati in varie zone del tavolo attorno al quale nel frattempo si erano radunati alcuni dei bambini presenti. Bambini che inizialmente hanno modellato la pasta a mani nude e più tardi l’hanno assottigliata con dei mattarelli in legno.
Notare che le mani dei bambini erano le stesse che, fino a poco prima, avevano toccato erba, terra, giocattoli di vario tipo; mani che terminavano con dita che erano state infilate nei nasi, nelle orecchie, tra le dita dei piedi e chissà dove altro.
Comunque, formate delle rudimentali pizze è poi venuto il momento della farcitura. Al termine i capolavori sono stati infilati in una specie di modernissimo e ipertecnologico barbecue a legna che QPDV si era a lungo impegnata a glorificare sui social network nei giorni precedenti. Il risultato è che il modernissimo e ipertecnologico barbecue a legna anziché cuocere le proto-pizze le ha letteralmente affumicate, rendendole di fatto immangiabili persino per i finissimi palati lituani (qualche giovanissimo Baltico in vena di eroismo ha tuttavia tentato l’assaggio). E così alle 16:30 – esattamente come previsto – mi sono ritrovato affamato come un lupo preistorico. Devo aver fatto così pena che qualcuno si è premurato di preparami al volo dei blinai fritti con carne e panna acida.

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* una cosa che caratterizza molte delle Lituane che conosco è che queste sembrano delle amicone quando si incontrano dal vivo, ma via internet non fanno altro che punzecchiarsi in continuazione

** serve per distinguerla da un’altra Viktorija, detta QLDV (ovvero Quella Lumaca Di Viktorija), una delle donne più flemmatiche che abbia mai incontrato in quasi dieci lustri

Grappa al lardo

Ieri sera, in quel di Pakruojis (di cui parlerò nei prossimi giorni), abbiamo fatto una degustazione di cinque distillati locali. Il secondo del lotto, qualunque cosa fosse, sapeva di lardo affumicato.

 

Palanga, le mode dell’estate 2019

Elenco qui di seguito, in ordine casuale, ciò che ho notato andare di moda quest’anno qui a Palanga.

1. tatuaggi ragazze
Ne ho parlato qui

2. treccine colorate
Acconciatura esibita sopratutto dalle ragazzine adolescenti (ma talvolta anche da alcune bambine); i colori in voga sono solo due: blu e rosa

3. monopattini elettrici
Li usano praticamente tutti; un buon prodotto costa intorno agli 800-900 euro, ma da queste parti prevale sopratutto la formula del noleggio a ore

4. jeans strappati
Portati sopratutto dalle ragazzine adolescenti; inguardabili, specie per via dell’enormità e della mancanza di stile negli strappi.

5. codino alto
Molti ragazzi lituani quest’anno hanno mantenuto i capelli laterali corti lasciando crescere quelli superiori, poi raccolti in un codino “alto” che raramente arriva ai 5 cm di lunghezza; anche in questo caso l’aggettivo giusto è “inguardabile” (ma è già un notevole passo avanti rispetto all’orripilante mullet germanico di qualche anno fa)

A-petit

Questa sera siamo stati a cena all’A-petit di Vytauto gatvė 112, Palanga. In pieno centro, ma allo stesso tempo fuori dal caos di Basanavičiaus gatvė.
Cucina francese (come è evidente anche dal nome e dal gioco di parole) con molti sconfinamenti in quella belga (specie per quanto riguarda i piatti a base di cozze e per l’apprezzabile selezione di birre).
Ambiente piacevolmente informale.
Ottimo il rapporto qualità/prezzo.
Personale di servizio con Inglese di livello discreto.
Senza dubbio consigliato.

L’implacabile confronto con un dentista lituano

Igiene orale.

Il mio dentista in provincia di Milano
Età: intorno ai 55 anni
Durata operazione: 10 minuti
Strumentazione: non recente
Esecuzione: routinaria, svogliata, poco attenta
Costo: 120 euro

La mia dentista a Palanga
Età: meno di 30 anni
Durata operazione: 50 minuti
Strumentazione: all’avanguardia
Esecuzione: meticolosa, professionale
Costo: 37,50 euro

Mia moglie ha sistemato due carie. Costo: 60 euro.
Mia figlia ha fatto una radiografia panoramica. Costo: 18,18 euro.
Mia figlia ha fatto la sigillatura dei denti posteriori. Costo: 24 euro.

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