Lituomascherine

Mia moglie, di cui vado molto orgoglioso. Non si trovano le mascherine da nessuna parte? Mia moglie ha recuperato la macchina da cucire rotta di mia madre e l’ha aggiustata. Ha fatto una ricerca in internet, ha disfato* alcuni vecchi pantaloni di nostra figlia e ci ha tirato fuori delle mascherine multistrato, persino con una tasca interna per alloggiare un ulteriore strato di materiale diverso (es. carta da forno). Ne ha fatte di tre misure diverse, una per ciascuno di noi. E, non contenta, ha addirittura recuperato del fil di ferro da inserire all’interno per migliorarne la forma e l’aderenza al viso.

Le Baltiche sono così: tecnologicamente all’avanguardia, ma con in più le capacità manuali delle nostre nonne.

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* che vi piaccia o meno io non scriverò mai disfatto

Kalakut kalakut!

In questi giorni in cui siamo costretti in casa, con la cautela di non andare nemmeno in cortile per evitare di ammalarci (viste le temperature molto sotto media), mia figlia ha trovato il modo di scaricare la tensione e restare allegra: se ne va in giro per casa al grido di kalakut kalakut!

E allora facciamo un quizzino. La parola kalakut in realtà non esiste, ma è l’abbreviazione (creata da mia figlia) di quale parola lituana?

Il coronavirus secondo il lituocognato

Tutto un complotto, naturalmente.

Inga Linevičiūtė

Inga Linevičiūtė

Tauragė, la verde

Uno dei pochi posti della Lituania in cui non sono ancora stato. Al di là di quello che si dice in questo articolo devo ricordarmi di controllare se c’è qualcosa di interessante da vedere.

List of Catholic pilgrimage sites in Lithuania

Pagina Wikipedia in Inglese scovata dai miei Google alerts.

Pakruojo Dvaras

Circa 40 km a est di Šiauliai, lungo la strada 150, sorge l’anonima cittadina di Pakruojis (meno di 5.000 abitanti). Nel suo territorio si trova una delle residenze più belle di tutta la Lituania: il Pakruojo Dvaras. Nel nostro viaggio di rientro da Palanga a Švenčionys quest’anno abbiamo deciso di fermarci qui per una notte. E per fortuna l’esperienza ci ha abbondantemente ripagato dalla ben poco entusiasmante sosta dell’andata in quel del Grafo Zubovo di Bubiai.
Il Pakruojo Dvaras stupisce per la bellezza dell’area e per il suo esteso parco con sculture floreali visitabili sino a tarda sera. Anche se non è necessario trattenersi per la notte (ma dormire presso il vecchio mulino, uno dei due hotel della struttura, è stato molto piacevole) questo è uno dei luoghi che certamente merita una visita, specie se avete programmato di andare alla Collina delle Croci.
Tre ore sono sufficienti per vedere le attrazioni principali, ma nel fine settimana potrebbe essere necessaria una mezza giornata visto che vengono organizzati spettacoli e combattimenti medievali.
Un paio di cose che è bene tenere a mente prima della partenza: il ristorante (Traktierius) segue i tipici orari lituani (la cucina chiude alle 20:30, talvolta persino prima); se la giornata è particolarmente calda e decidete comunque di passare la notte presso il vecchio mulino sappiate che l’albergo non dispone di aria condizionata, quindi scegliete con cura l’orientamento della stanza.

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