No, stai parlando con un ologramma

Risposta da dare a quelli che ti incontrano appena sei rientrato dalle vacanze e ti dicono: sei tornato?

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Estoingauni

Con l’avanzare dell’età c’è chi diventa più tollerante e chi meno. Io appartengo decisamente alla seconda categoria. Tra le cose che non sopporto, specie dopo quasi un mese qui ad Albenga, c’è l’incredibile lentezza degli Ingauni, esibita in particolare nei negozi di alimentari e nei supermercati. È una flemma che si riscontra da entrambe le parti: quella della cassiera e quella dell’acquirente.
C’è persino chi dice che siano un po’ tutti i Liguri di mare a essere così, ma qui non ho elementi diretti per sbilanciarmi, dunque preferisco non espormi.

Sul tetto d’Europa

Quando qualcuno vince una competizione sportiva a carattere continentale e il giornalista di turno titola o scrive “sul tetto d’Europa” a me girano piuttosto vorticosamente. Un po’ di fantasia, perbacco, sono decenni che si usa quest’espressione!

Il re di questo, la regina di quello…

La stampa italo-padana di matematica non si occupa praticamente mai. Ieri lo ha fatto, mostrando il suo consueto provincialismo, in occasione dell’attribuzione ad Alessio Figalli della Medaglia Fields 2018. E come lo ha fatto? Appioppando al nostro una delle espressioni più idiote e insopportabili che io conosca: re della matematica.

Ira di X

Va di moda presso i giornalisti padanioti e italioti l’espressione “ira di X” per descrivere il risentimento (magari anche appena accennato) di un qualche esponente governativo nei confronti di un suo compagno di partito o di coalizione. E allora ecco che leggiamo “ira di Salvini”, “ira di Di Maio”, “ira di tizio”, “ira di caio”. Ma questa gente conosce il significato delle parole che usa? L’ira è un concetto ben definito, che credevo (almeno intuitivamente) fosse noto più o meno a tutti.
Di seguito la definizione riportata dal vocabolario Treccani:

Sentimento per lo più improvviso e violento, che, provocato dal comportamento di persone o da fatti, circostanze, avvenimenti, tende a sfogarsi con parole concitate, talvolta con offese, con atti di rabbia e di risentimento, con una punizione eccessiva o con la vendetta, contro chi, volontariamente o involontariamente, lo ha provocato.

Chi è più ricco deve pagare meno tasse

Quella riportata nel titolo è più o meno la frase detta da Salvini ieri; frase da cui è nata la solita inutile polemica politica e giornalistica. Fuori da qualunque contesto ci sono due modi di intendere il concetto espresso da Salvini: che i ricchi devono pagare meno tasse di quante ne pagano oggi e che i ricchi devono pagare meno tasse dei poveri. Dentro un qualunque contesto di sanità mentale solo la prima interpretazione è possibile. Nonostante ciò,  buona parte della sinistra e una certa parte della stampa hanno scelto – in modo evidentemente strumentale – la seconda. E pensano che noi siamo tutti scemi e ci beviamo una simile idiozia.

Elimina fino al 99,9% dei batteri

La frase riportata nel titolo si trova sulle etichette di molti prodotti igienizzanti ed è spesso ripresa dalle relative pubblicità.
Tuttavia, al di là dell’effetto “specchietto per le allodole”, un’informazione di questo tipo è scientificamente poco rilevante.
Se i batteri eliminati sono innocui o facilmente aggredibili dal nostro stesso organismo si capisce subito che il miracoloso potere sterilizzante, cui etichette e pubblicità ci inducono a pensare, si sgonfia in un attimo. Diciamo che il prodotto pulisce, ma nulla più; di certo non sterilizza. Anzi, c’è addirittura il rischio, molto concreto, che un eccesso isterico di pulizia favorisca lo sviluppo di allergie.
E il restante 0,01% 0,1% di batteri? Probabile che i “pochi” batteri che il prodotto non riesce a eliminare siano proprio quelli più pericolosi.
Ergo, ciò che veramente sarebbe utile sapere è su quali ceppi il prodotto agisce e sopratutto su quali non ha effetto.

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