Quella roba del virus che resta ore/giorni sulle superfici

Tanto vale leggere lo studio originale: eccolo qui.

Coronavirus: pensiamo piuttosto agli antivirali

Hopes rise over experimental drug’s effectiveness against coronavirus.

Coronavirus: lasciamo stare il vaccino

“Lasciamo stare il vaccino” significa che in questo momento è inutile pensare al vaccino in termini di soluzione a breve. Molto meglio focalizzarsi, da un lato, sulla necessità di sviluppare una cura (gli antivirali) e, dall’altro, un test che si possa comprare in farmacia (o anche su Amazon) per fare – seriamente – autodiagnosi. Ciascuna di queste tre soluzioni, che ovviamente devono viaggiare in parallelo, necessita di un massiccio supporto statale, in particolare da noi. Io azienda farò ricerca per vaccini, antivirali e test solo se ne ho una convenienza economica. Quindi, se il virus mi sparisce per magia a Giugno e ho comunque già investito un sacco di denari, voglio sentire che lo Stato mi dica: OK, non devi preoccuparti perché quanto hai tirato fuori fin qui te lo copro io.

Però, se vogliamo parlare di vaccini cominciamo da questo articolo.

La mappa europea dei contagi da coronavirus

Mappa

Cresce il numero dei morti. Ma va?

Da quando siamo in emergenza coronavirus cinese la frase “cresce il numero dei morti” è una delle più usate dai giornalisti nostrani.
Sia ben chiaro che il concetto opposto (“cala il numero di morti”) non ha alcun senso (espressione che, nota la proverbiale intelligenza dei nostri scribacchini, non significa affatto che non potrà mai essere pronunciata).
Il numero di morti è infatti una grandezza cumulata e – come tale – essa può solo crescere o al più restare stabile. Ad esempio il numero di morti per influenza è sempre crescente, mentre il numero di morti per vaiolo si è fermato con la scomparsa (eradicazione) della malattia*.
Quello che invece può calare è il numero di morti per unità di tempo (giorno, settimana, mese, anno, …). Se così è allora la crescita continua a esserci, ma va rallentando (e qui, come già detto sopra, potrebbe accadere che essa si fermi o rallenti fino a un livello trascurabile).

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* non è chiaro se attualmente vi siano scorte di vaiolo conservate a scopo di ricerca, ma è probabile (per non dire certo) che ve ne siano (in USA e Russia); è comunque stato dimostrato che, anche in assenza di scorte, il virus può essere ricreato dagli scienziati; in caso qualcosa vada storto potrebbe dunque accadere che il numero di morti per vaiolo torni a crescere in futuro (per esempio in caso di incidente presso le sedi di stoccaggio o – peggio – in caso di utilizzo ai fini di una guerra biologica)

Possibile, probabile, certo

Quando un potere enorme, come quello della magistratura, agisce sulla base di un’ignoranza enorme allora si possono avere sentenze aberranti come questa. Capita, cioè, che sia la magistratura e non la scienza a stabilire l’esistenza di un rapporto di causa-effetto tra uso o abuso dei cellulari e tumore. E solo la magistratura potrebbe farlo* perché per la comunità scientifica questo rapporto non è dimostrato. Va da sé che finché non è dimostrato esso è solo possibile, ma non è né probabile né certo.

Per alcuni questa invasione di campo dei magistrati potrebbe apparire ridicola, ma la cosa – al contrario – è terribilmente seria. Perché le sentenze non sono scritte nell’aria: le sentenze producono conseguenze gravi per chi le subisce e benefici non dovuti per la parte che ne trae vantaggio (in questo caso la parte lesa è l’INAIL, che dovrà corrispondere a un ex dipendente Telecom Italia una rendita vitalizia da malattia professionale).

Eppure per produrre una sentenza corretta sarebbe bastato conoscere il significato di aggettivi come possibile, probabile e certo.

Possibile è un evento che può verificarsi, cioè per il quale non esiste una dimostrazione di impossibilità. Da un punto di vista strettamente tecnico un evento è possibile indipendentemente dal grado di probabilità che gli è associato. Ma nel gergo comune, anche scientifico, un evento possibile è un evento con bassa probabilità di accadimento o per il quale non esistono prove sufficienti a determinare tale probabilità.
Se compro un biglietto della lotteria nazionale il fatto che io vinca è un evento possibile (il fatto che tirando due dadi standard mi esca una somma dei due esiti pari a 13 è invece un evento impossibile); che l’uso del cellulare possa causare il cancro è un evento possibile, ma per il quale non ho evidenze sufficienti per stabilirne il grado di probabilità.

In senso tecnico un evento è probabile quando è possibile associarvi un grado di probabilità di accadimento (indipendentemente dal fatto che tale probabilità sia alta o bassa). Nel linguaggio comune, anche scientifico, un evento probabile è tale se ha un’elevata probabilità di accadimento.
Il fatto che, dopo aver comprato il biglietto della lotteria nazionale, io non vinca è un evento probabile. Il dimetilsolfato è una sostanza indicata come probabile cancerogeno umano.

Infine un evento è certo quando la sua probabilità di accadimento è 1.
Se compro tutti i biglietti della lotteria di quartiere è certo che io vinca. L’amianto è una sostanza riconosciuta come cancerogeno umano senza ombra di dubbio.

Si noti che molte delle agenzie che si occupano di stilare liste di probabili cancerogeni umani e di cancerogeni umani certi (come la IARC) evitano di diffondere ai non addetti ai lavori liste di cancerogeni umani che sono solo possibili.

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* gli avvocati Stefano Bertone e Renato Ambrosio, dall’alto del loro delirio di onnipotenza, sono arrivati a sostenere che basta usare il cellulare trenta minuti al giorno per otto anni per essere a rischio

Alluminio e birra

Cosa accomuna tra loro l’alluminio e la birra?

 

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