Leonardo come la lituosuocera?

Nell’ultima settimana la notizia ha ricevuto una diffusione piuttosto ampia: il professor Marco Catani del dipartimento di psichiatria, psicologia e neuroscienze del King’s College di Londra ha ipotizzato che Leonardo da Vinci soffrisse di ADHD.
Resta il fatto che quando accosto la figura di Leonardo a quella di mia suocera c’è qualcosa che stona leggerissimamente.

Simona

Qual è la mia professione se nella rubrica del mio cellulare il nome della mia amante, Simona, è codificato come 14-42-11?

L’unica cosa veramente virale è l’ignoranza di certi umani

La storia la conosciamo (quasi) tutti, tanto che non è nemmeno il caso che vi riporti dei link di approfondimento: il materiale disponibile su internet è talmente ampio da permettere a tutti di leggere per interi mesi; pertanto mi limiterò qui a una sintesi davvero essenziale.

Il nesso di causalità tra vaccini e autismo è una bufala, probabilmente la più vasta e la più nota di tutti i tempi. Essa trae origine dalla pubblicazione su Lancet, nel 1998, di uno pseudo-studio dell’ex medico britannico Andrew Wakefield.
Grazie all’indagine avviata nel 2004 da Brian Deer, giornalista d’inchiesta (con le contro-palle) del Sunday Times, alla fine la verità è venuta a galla. Come ovvio che fosse.
E tra il 2004 e il 2010 ecco le conseguenze: studio ritirato e medico radiato. Ma, c’è un ma. Come ben sapete, ancora oggi c’è chi cita il lavoro di Wakefield e persiste nel sostenere che i vaccini causano l’autismo.
Ci si domanda: come è possibile che a inizio 2019, quando tutto è perfettamente chiaro, c’è ancora chi (e sono tanti) sostiene tesi dimostrate false? La gente di cui parlo è in mezzo a noi, è intorno a noi. Non vengono da Marte: sono i genitori di alcuni compagni d’asilo e di scuola dei nostri figli; li incontriamo tutti i giorni.
Ecco, quello che voglio dire in questo post è che non c’è nulla di cui sorprendersi. Chi si stupisce non conosce l’ignoranza e la stupidità umana, due qualità che si propagano in modo virale.

Perché non mi sorprendo? Perché se un lasso di tempo come quello tra il 2018 e il 2010 (e siamo anche di manica larga a non ampliarlo) non è stato sufficiente a far evaporare la bufala dei vaccini che causano l’autismo c’è un caso, probabilmente meno noto, ancora più eclatante: quello dell’Uomo di Piltdown. Bufala architettata nel 1912, smascherata definitivamente nel 1953, eppure ancora oggi sostenuta dai creazionisti. Non ci credete? Leggetevi tutta la storia qui.

-23° 27′

L’asse terrestre è inclinato di 23° 27′ rispetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica. Cosa succederebbe in una città come Berlino, a parità di altre condizioni, se l’inclinazione fosse di -23° 27′?

Nominativo o accusativo?

Stavo riflettendo sul fatto che quando si tratta di introdurre in lingua inglese dei termini specialistici di origine latina si tende a preferire il nominativo all’accusativo. Quest’ultimo è invece il caso di riferimento per la versione toscana degli stessi termini. Almeno questo è quanto mi sento di sostenere per molti vocaboli che finiscono in “x”.
Qui di seguito elenco quelli che mi sono venuti in mente durante la scrittura di questo post. Di sicuro ne esistono altri.

anthrax
apex
appendix
carapax
cervix
cicatrix
crux
hallux
index
matrix
pax
radix
thorax
vertex
vortex

Sotto il Summasjärvi

Questa recente scoperta dovuta a un progetto congiunto tra Finlandia ed Estonia mi ha fatto venire voglia di tornare in Finlandia, Paese che una ventina d’anni fa ho avuto modo di girare in lungo e in largo.
Ma cosa succede sotto il Summasjärvi (o Lago Summanen)? Date un’occhiata qui.

C’è abbastanza materiale per scriverci un film o un libro dagli sviluppi horror-fantascientifici.

La mia farmacia è differente

La farmacia del mio paese ogni tanto mi manda degli SMS informativi. Vi riporto quello che ho ricevuto alle 9:32 di questa mattina: «l’omeopatia può aiutarvi a prevenire e combattere sindromi influenzali e simil-influenzali, virosi in genere (otiti, rino-faringiti, herpes). Fate prevenzione!».

Che poi il testo non era mica scritto così, l’ho sistemato io per decenza e nel rispetto di chi mi legge. Il messaggio originale era tutto in maiuscolo, con gli apostrofi al posto degli accenti, senza i giusti spazi tra le parole, con una punteggiatura traballante.

Ho scritto loro una mail in cui ho chiesto la cancellazione del servizio, specificando inoltre che – dipendesse da me – una farmacia che fa cose di questo genere verrebbe chiusa.

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