Chilometrimucca

Una volta ho conosciuto una tipa che di cognome faceva Migliavacca, ma siccome non le piaceva se l’è fatto cambiare in Chilometrimucca. L’ho rivista di recente in compagnia di un tizio di Minsk ignorante come una capra, praticamente un Belorusso.

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Esagerato? Di più!

Eptagerato.

V(e)icolo c)i(eco

Škoda.

Il cucchiaio da portata

Su mia suocera e la sua leggendaria incapacità di usare le posate da portata devo aver parlato non poco in questi anni; eppure pochi giorni fa è riuscita a stupirmi ancora (in negativo, si capisce).
Verso la fine della scorsa settimana, prima di rientrare a Milano, abbiamo fatto un pranzo un po’ più ricco del solito, a base di aringa. Tra i contorni c’erano anche le patate bollite.
Ora immaginatevi la scena. Tavola con al centro un’insalatiera piena di patate tra le quali, in perfetta evidenza, è adagiato il relativo cucchiaio da portata. Immancabilmente mia suocera lo ignora e allunga la sua forchetta sbausciata apprestandosi a infilzare uno dei tuberi. Poi, all’improvviso, quello che nessuno si aspetta. Quando i rebbi della forchetta giungono a meno di un centimetro dalla patata prescelta mia suocera si arresta in un impensabile autofreeze, emette un piccolo grugnito di sorpresa, ritrae l’attrezzo, lo posa a bordo piatto (in modo ovviamente errato, cioè con le punte all’insù) e carica la patata sul cucchiaio da portata. Neanche il tempo di gioire e gridare (mutamente, dentro di me) al miracolo che la triste realtà è tornata ad affacciarsi con altrettanta cruda sorpresa. Mia suocera ha sì utilizzato il cucchiaio da portata, ma anziché adoperare lo stesso per riporre la pietanza nel suo piatto si è aiutata con la sopra menzionata forchetta sbausciata (in pratica con la forchetta svuotava e – non contenta – puliva il cucchiaio). E mica una volta sola, ma di continuo. Alla fine ogni speranza è andata persa. Lo sbausciamento ha solo cambiato forma.

Kretinettinga

Piccolo quartiere periferico di Kretinga.

Il PresiNiente del Consiglio

Sarebbe piaciuto a me creare dal nulla questa battuta, invece ci ha pensato Mauro in questo post.

Summer Camp Lithuania, Day 12

Colazione. A un certo punto mia figlia, risentita, si sposta dalla cucina, dove siamo riuniti, alla mia stanza. Dialogo tra me e mia suocera:

Nautilus: come mai è andata di là?
suocera: è arrabbiata con te
figlia (dalla stanza): non sono arrabbiata con il papà, sono arrabbiata con te!

Tjè!

Comunque oggi è l’ultimo giorno di tortura (domattina arriverà mia moglie e, tempo di fare le valige, partiremo per il mare), ma si è concluso nel peggiore dei modi, ovvero con una megalitigata tra me e mia suocera. Motivo? Un insieme di piccole gocce che alla fine hanno fatto traboccare il vaso. Già oggi ha cominciato a dire che ci darà della verdura del suo orto così a Palanga potremo cucinare e fare tante buone zuppine per la piccola. Ora, non c’è nulla di male a portar via qualche zucchina, qualche carota e dell’aglio, il fatto è che mia suocera ha la tendenza ad appiopparti addosso un quintale di roba; inoltre, non contenta, pretende addirittura di essere lei a ficcarti quella roba nel baule dell’auto, e questo a me non va. Non sopporto la sua invasività, la sua primitività e la sua maleducazione. Lo farà anche a fin di bene, ma a me dà terribilmente fastidio. Così come non sopporto il suo continuo bombardare mia figlia quando siamo a tavola (e ovviamente non solo a tavola); e mangia questo e mangia quello, e mangia le verdure che c’hanno le vitamine e i sali minerali, e non bere troppa acqua che ti fa male, e non guardare la pubblicità, e metti su la panna acida, e metti le bacche. Non a caso quest’anno mia figlia ha cominciato a ribellarsi e a risponderle veramente male. Poi il sangue mi va alla testa quando comincia a imboccarla, infilando una forchettata o una cucchiaiata dietro l’altra tanto che mia figlia a volte sembra un pesce palla.
A un certo punto ho persino lasciato la sala e me ne sono andato fuori in giardino, tale era l’irritazione (mi tremavano persino le mani per il nervoso).

È quasi finita, ancora una decina di ore e poi totale libertà per una settimana.

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