C’era una volta la tara

Ricordate il concetto di tara che ci hanno insegnato alle elementari? Si parte dal peso lordo, si toglie la tara (ad esempio il peso del piatto della bilancia) e si arriva al peso netto, l’unico che realmente interessa. Bene, questo concetto, assieme a molte altre cose di buonsenso, deve essere stato abolito in quest’epoca di cosidetta emergenza sanitaria.

Ogni giorno ci riferiscono di “nuovi” positivi, ma da quei numeri non tolgono i casi di positività precedenti. Se parlo di nuovi positivi è come se stessi parlando di peso netto, invece loro ci danno il peso lordo, spacciandocelo per netto. Pratica che ha un nome ben preciso: truffa.
Prendiamo il famoso (recente) tweet di Ibrahimović; tutti si sono concentrati sulla seconda parte (“Covid had the courage to challenge me. Bad idea”) perché ben si adatta alla sbruffoneria del personaggio. E sulla prima parte (“I tested negative to Covid yesterday and positive today”), invece, nemmeno una riga. E invece la parte importante è proprio quella.
Ibrahimović ci sta dicendo che i giocatori di serie A fanno tamponi continuamente, probabilmente per davvero ogni giorno o quasi. E a maggior ragione quando risultano positivi. La ragione è semplice: una società sportiva di alto livello ha tutto l’interesse a sapere il prima possibile quando potrà nuovamente disporre dei suoi giocatori. Cosa che vale ovviamente nel calcio, ma anche in altri sport. Nei giorni successivi all’individuazione della positività siamo stati informati che “Ibrahimović è ancora positivo”. Bene, se è ancora positivo, dunque, non me lo dovete contare tra i nuovi positivi, perché non ha senso; è privo di logica.
Quanti sono i nuovi positivi che nuovi non sono? Ecco, mi piacerebbe conoscere questi numeri. La sensazione è che la percentuale non sia affatto trascurabile. Come mi piacerebbe sapere quanti sono, in percentuale, gli asintomatici. Mia moglie, per esempio, non si capacità del perché questo dato non venga mai comunicato. In Lituania queste informazioni vengono rese pubbliche ogni giorno.

Ecco, hanno abolito il concetto di tara, ma a molti di loro sono rimaste le tare mentali.

Dildoteca

C’è chi va in discoteca e c’è chi va in dildoteca.

Professione: razzista

Lavoro all’Acquario di Genova.

Maramao Tse-tung perché sei morto?

Canzone popolare immaginaria che avrebbe dovuto essere composta nel 1976.

Rgio Ttarella non si discute!

L’intoccabilità (secondo alcuni “senza se e senza ma”) del presidente della vicina repubblica italiana.

Negazionisti

5 Settembre 2020, Roma, cosidetta Italia. 1.000-1.500 persone si riuniscono in piazza senza mascherina e senza rispettare il distanziamento previsto dalla legge. Una manifestazione che si poteva fare? O che non si poteva fare? E se non si poteva fare perché – vista l’esiguità dei partecipanti – è stata autorizzata dalla questura? Davvero le persone oggi scese in piazza credono che il virus non esista?
Non saprei. Se pensiamo che il 2%-5% della popolazione di un qualunque Paese occidentale ha una qualche forma di disturbo psichiatrico ci rendiamo conto che siamo circondati da milioni di umani con idee strampalate e bizzarre. D’altra parte c’è chi crede che la Terra sia piatta, chi crede che sia cava e che noi viviamo all’interno, c’è chi crede alle scie chimiche, al complotto dell’11 Settembre. Chi, come il lituocognato, che il cancro sia un fungo o chi – come la lituosuocera – che un tempo siano esistiti i giganti.

Ma oggi è bastata un’etichetta – quella di negazionisti – per far sì che si bypassasero i contenuti e ogni discussione, e si archiviasse il tutto come un qualcosa a metà tra il fenomeno da baraccone e il comportamento criminale.

A Febbraio di quest’anno, invece, c’è chi come Zingaretti (oggi al governo e pontificatore di verità assolute più del Papa) il virus lo ha negato per davvero, sostenendo la necessità di abbracciare cinesi e fare aperitivi qui a Milano, per poi scoprire – sulla propria pelle – che il virus esiste per davvero e prenderselo non è necessariamente una passeggiata. Ovviamente senza nessun segno di pentimento o ravvedimento.

Veri negazionisti di ieri che danno dei negazionisti ai forse negazionisti di oggi. La cosidetta Italia è oggi il Paese europeo in cui, probabilmente più di ogni altro, hanno trovato quasi compiuta applicazione tutte le tecniche del sistema di disinformazione sovietico (che oggi continua a propagarsi, quasi identico, nella Federazione Russa). Il “quasi” sta nel fatto che manca ancora un piccolo tassello per rendere l’equivalenza perfetta: il tè (ma forse prima o poi sarà un caffè) al polonio.

Ramintola

Per due giorni sono stato al lago con mia figlia di otto anni e la sua amichetta Raminta di dodici. Rispetto all’anno scorso ho scoperto due cose: alla Raminta sono cresciute le tette, e le sono spuntate anche le maniglie dell’amore. Da qui l’idea di chiamarla Ramintola. Sembra barese, invece è un nome creato per assonanza con ravintola, che in Finlandese significa ristorante.

Di ottimo umore

Oggi la lituosuocera è stata di ottimo umore per tutto il giorno. Niente da dire, solo che uno vorrebbe anche sapere il perché!

Quelli di sinistra sono i buoni…

…a nulla.

Pandemic taught me…

…that, to my huge surprise, behind my ears there isn’t room enough to hold a face mask. Am I the only one?

Alter ego, variazioni

alter LeGo
alter nego
alter sego
alter frego
alter piego
alter prego
alter slego

Walter ego
scalter ego

Lupi

Da noi: lupus in fabula.
Altrove: lupus infibulat.

Non lo categorizzo nemmeno come “umorismo” perché c’è ben poco da ridere.

Barbunto, baffunto, capellunto

Aggettivi per (certi) uomini.

Il bivio che non avrebbe dovuto esserci

12 Maggio 2020, ore 9:30. L’aria è fresca e la vista del lago incantevole; adoro quando il cielo assume queste tinte di blu così intenso. Giornate rare, qui a Inverness, come ci dicono i locali…

Ecco, la cronaca del mio diciottomiladuecentosessantacinquesimo giorno avrebbe dovuto cominciare così. Invece…

Nemico fottutissimo

Per una pratica che devo fare mi serve un certificato di stato di famiglia, un analogo certificato di stato di famiglia per mia madre, uno per mia sorella e un certificato di matrimonio. Scopro che lo Stato italiano, il nemico fottutissimo, mi chiede comunque di pagare l’imposta di bollo: 16*4 = 64 euro, totalmente inutili, totalmente mafiosi, che noi spenderemmo di certo per beni di prima necessità (o anche per gli affari nostri, in piena libertà). Ora, l’emergenza coronavirus avrebbe dovuto rappresentare la giusta occasione di ravvedimento tardivo per abolire un’inutile pratica di stampo medievale, e invece no: lo Stato italiano, il fottutissimo nemico, persevera in queste richieste anacronistiche di purissima rapina che appunto nemmeno la mafia si sognerebbe di farmi. Possibile che solo io ho questa voglia incontenibile di impiccare qualcuno?

Storpiatura per storpiatura

Storpiatura per storpiatura tanto vale vederlo come un omaggio all’Ungheria il 25 Aprile. D’altra parte basta sdraiarsi sul divano così che la testa assume quella posizione a 90º rispetto alla verticale e così anche le bandiere acquistano il giusto senso.

Ho ricevuto i 600 euro

Questa mattina l’INPS ha accreditato sul mio conto corrente i “famosi” 600 euro. Venti giorni dopo che ne ho fatto domanda e circa altri venti dopo l’annuncio del provvedimento. Per fortuna sono tra quelli che non ne aveva bisogno.
Sono lì, a disposizione di chi voglia rovesciare il timido Fontana e proclamare l’indipendenza della Lombardia dalla cosidetta Italia.

Il prossimo errore è già dietro l’angolo

Permetteranno a noi genitori di tornare al lavoro.
Mentre i nostri figli resteranno a casa da asili e scuole elementari.
I nonni (laddove ci sono) non potranno curarli.
E non ci daranno alcunché per assumere delle tate.

Paesi Diversamente Alti

Com’è che a nessuno è ancora venuta in mente questa riforma della toponomastica?

L'(in)utilità delle mascherine

Avete presente quando, d’estate, cercate di rinfrescarvi creando un po’ di corrente d’aria in casa? Bene, aprite le finestre, ma se avete giù le zanzariere il flusso d’aria è di un certo tipo; se invece le alzate il flusso d’aria aumenta. Notato? Le zanzariere, cioè, non bloccano l’aria, ma ne ostacolano il passaggio.

Con le mascherine è un po’ la stessa cosa. A seconda dei tipi esse esercitano una barriera fisica. Il virus, dal punto di vista delle dimensioni, riesce a penetrare attraverso diversi modelli (forse persino tutti), ma le probabilità che lo faccia vengono diminuite, anche fortemente.

Ecco, ciò detto, non si capisce perché se un dispositivo di sicurezza non garantisce una protezione assoluta esso viene definito improvvisamente inutile.

Che cos’è questa ricerca di un assurdo assolutismo a tutti i costi? Se usciamo dall’ambito della matematica pura e facciamo un passo dentro la realtà ci accorgiamo che tutto ha senso in termini probabilistici (già a partire dal livello quantistico).
La cintura di sicurezza ci protegge in modo assoluto? No. Ma è meglio metterla. La polizia può reprimere tutti i crimini? No. Ma è meglio che le forze dell’ordine ci siano. La porta blindata ci protegge da ogni tipo di intrusione? No. Ma è meglio averla che lasciare tutto aperto. E possiamo andare avanti facendo milioni (ma veramente milioni) di altri esempi.

PS. Mi sono sentito anche un po’ cretino dopo aver scritto un post banale come questo. Come se dovessi spiegare a qualcuno che l’acqua è bagnata. Eppure la polemica del giorno è lo scontro sulle mascherine tra il mite Fontana (che stavolta ha ragione) e Borrelli. Scontro che, in realtà, con personaggi e nomi diversi va ormai avanti da oltre un mese.

Pandemic for dummies

E quindi è così che è andata. Il virus è arrivato in Lombardia nel Dicembre 2019.

A Dicembre e Gennaio ognuno di noi ha conosciuto qualcuno che ha avuto un’influenza molto più forte del normale, con sintomi strani e insoliti* (nel mio caso mia moglie** e mia figlia***). Quando mia moglie è stata dalla nostra dottoressa, questa le ha detto: non capisco cosa stia succedendo quest’anno, si stanno ammalando tutti, stanno venendo tutti qui.

Altri fatti strani sono capitati. Un bambino di otto anni, compagno di classe di mia figlia durante i tre anni della scuola materna, si è preso l’influenza ed è morto. Morto. Aveva qualche disturbo cardiaco, ma non lo sapeva nessuno. Giocava come tutti gli altri e come tutti gli altri aveva superato le precedenti influenze autunnali e invernali senza alcun problema. Questa volta no.

In questi giorni sono saltati fuori articoli di giornale che, a cavallo del nuovo anno, già parlavano di un incremento anomalo di polmoniti. Immagino li abbiate letti tutti, se non altro ne avrete sentito parlare.

Mentre ciò accadeva l’OMS non è stata in grado di intercettare il fenomeno. Aveva i dati dei casi di coronavirus in Cina, ma ha preso quei dati come se la Cina fosse un Paese affidabile e perfettamente isolato dal resto del mondo. Quindi nessun protocollo sanitario è entrato in vigore qui da noi e nessuna raccomandazione sulle modalità di spostamento delle persone è stata presa. Il risultato è che quelle strane polmoniti hanno diffuso il virus negli ospedali. I medici sono stati contagiati e, come loro, sono stati contagiati i parenti dei ricoverati recatisi a far visita ai loro congiunti. Mi sa che il virus ci ha persino mandato un messaggio di ringraziamento, ma evidentemente non siamo nemmeno stati in grado di decodificarlo.

Sulla scia dell’OMS si è mosso l’italico ISS, anch’esso incapace di capire, e quindi di agire. Poi c’è stato il caso Codogno, ma il ritardo accumulato sul virus a quel punto era ormai di due mesi.

OMS e ISS hanno rivelato la loro pochezza e inaffidabilità. È evidente che si tratta di due organismi-carrozzone altamente politicizzati, da cui è bene cominciare a prendere le distanze. Ne sono stata amara conferma le successive ambiguità e giravolte sull’utilità o inutilità delle mascherine. Ambiguità e giravolte che hanno poi riguardato l’utilità o inutilità dei tamponi ai non sintomatici e sintomatici lievi. Ambiguità e giravolte che oggi stanno riguardando l’utilità o inutilità dei test sierologici.

Perché proprio la Lombardia? L’inquinamento ha in qualche modo facilitato il virus, se non altro per il fatto che ha indebolito il nostro sistema respiratorio? Al momento non lo sappiamo. Ma vengano fatti degli studi, prima per far emergere le correlazioni tra le possibili variabili in gioco e poi per selezionare quelle legate tra loro da un rapporto di causa ed effetto.
In ogni caso, anche senza virus, non è che noi Lombardi andiamo matti per gli alti livelli di inquinamento delle nostre valli e pianure. Qualcuno studi la possibilità di fare comunque un buco attraverso le Alpi per favorire il ricircolo d’aria.

E vogliamo parlare del governo italiano? Praticamente come sparare sulla croce rossa. Non solo ha fatto una serie mostruosa di errori, ma si è persino convinto di essere divenuto un modello, anzi, “il” modello di riferimento per gli altri Paesi europei. In effetti è quello che io chiamo il modello “too little, too late, too slow” e che ora, in fase di superamento del picco dell’emergenza, rischia di trasformarsi nel modello “too much, too early, too fast”.
Eccolo il modello italiano: sempre un passo indietro rispetto al virus e tre passi indietro, ben distesi, rispetto alla crisi economica.

L’Unione Europea? Da radere al suolo e seppellire per sempre il prima possibile. Ci serve un’Europa dei popoli, senza Stati nazionali (chissà che prima o poi anche l’idiota Salvini si risvegli dal coma profondo in cui è precipitato anni fa). Se vogliamo creare un nuovo Rinascimento dobbiamo sopratutto ricreare le condizioni che hanno determinato quel nostro primo Rinascimento. E le condizioni sono tre: 1. tanti piccoli regni, 2. non in guerra, ma in sana competizione tra loro, 3. guidati da sovrani illuminati. Il terzo punto è particolarmente importante: c’è bisogno di gente saggia, con poche idee chiare, grandi poteri e capacità di prendere decisioni corrette in tempi ristretti.

Vogliamo parlare di Fontana? Fontana il mite, quello che si attiene “scrupolosamente” alle disposizioni dell’ISS. Fontana, ascolta un pirla: l’unica cosa che dovevi fare, proprio quando eravamo nel momento più buio della nostra crisi, era dichiarare l’indipendenza della Lombardia dall’Italia. Roma mandava i carri armati? Perfetto, ringraziavamo anche, perché avevamo giusto bisogno di militari che ci aiutassero (e con l’approssimarsi di Pasqua e Pasquetta ci servono ancora) a contenere i furbi che non riescono a stare in casa.
A crisi terminata dovrai andartene a casa anche tu, sia ben chiaro.

Ma, a circa un mese e mezzo dalla scoperta del paziente 1 (quindi a tre mesi e mezzo dalla diffusione del virus) si può sapere qual è la popolazione totale contagiata? Cioè, noi abbiamo un sistema demoscopico che con scarti minimi ti dice come hanno votato 40 milioni di persone partendo da un campione di mille o duemila unità, e non siamo stati in grado di utilizzare lo stesso metodo per fare mille o duemila tamponi su un campione casuale della popolazione del Paese? Ma davvero non ci arriva nessuno a fare una cosa del genere?

Vaccini. Per i vaccini ci vorranno tempi lunghi, perché servono procedure scientifiche rigorose per decretarne contemporaneamente efficacia e sicurezza. Un governo serio, tuttavia, già oggi (anzi, ieri) deve dire una cosa sola alle aziende impegnate nella ricerca: se il virus scomparirà all’inizio dell’estate (come è capitato con la SARS) voi dovete andare avanti lo stesso; tutto ciò che serve per finanziare le ricerche ce lo mettiamo noi, anche a fondo perduto (non gli otto milioni dati a mo’ di elemosina allo Spallanzani, ma due miliardi di euro). Ché poi a fondo perduto non è, perché se oggi ci troviamo in queste condizioni è anche perché la ricerca si è arrestata. E non certo perché gli scienziati si sono improvvisamente stancati di ricercare, ma perché qualcuno ha tagliato loro i finanziamenti.

Le cure. Sulle cure, invece, siamo indietrissimo. Siamo bravi contro i batteri, ma contro i virus siamo ancora alla preistoria. Con il supporto di massicce dosi di finanziamenti io qui mi aspetto un vero e proprio salto di qualità. Da questa crisi deve saltare fuori qualcosa di veramente nuovo e di epocale. Abbiamo genomica, proteinomica e intelligenza artificiale: dobbiamo dare all’umanità una rivoluzione simile a quella che gli antibiotici hanno rappresentato nei confronti della lotta alle infezioni batteriche.

Da ultimo c’è il tema della globalizzazione economica e finanziaria. Mi pare evidente che qualcosa non abbia funzionato e che il modello debba essere profondamente ripensato. Siamo tutti legati e interconnessi, come degli scalatori in cordata. Ma se uno cade non dovrebbe funzionare che gli altri ne impediscono la caduta? Qui invece mi sembra solo funzionare nell’unica direzione secondo cui se uno cade si tira dietro in caduta tutto il resto del gruppo. Non pare un gran bell’affarone, vero?
Chi tra cent’anni guarderà alla nostra epoca non potrà che giudicarci come dei cretini esemplari, come i pirla di inizio millennio.

Avrei voluto dedicare un ultimo paragrafo al tema delle bugie, ma visto che lo ha già fatto Barbara nella seconda parte del suo post di oggi vi rimando direttamente lì.

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* ad esempio l’incapacità di sentire il gusto di cibi e bevande

** l’influenza di mia moglie, a metà Gennaio, è stata così forte e prolungata che per più di una settimana io ho dormito nella stanza degli ospiti, restando lontano da lei, una cosa mai capitata prima

*** ci sono stati giorni in cui, a scuola, è risultata assente quasi metà della classe (una classe di 28 bambini); anche in questo caso una cosa mai capitata prima

Redefining friendship

In the area where I live, nearly each family knows at least someone who caught the infection and passed away shortly afterwards, or – even worse – has experienced all that in a direct way.
It’s now more than 40 days since the news started to talk about the coronavirus outbreak, showing pictures of sufferings in hospitals and rattling off the number of deaths tragically growing day after day, and some of you yet haven’t found the time to pick up the phone or – more easily – write an email to get to know how things are going on over here.
If this is a war, then everything is being redefined in war, friendship topping the list.
From now on we’ll go our separate ways.
I thank all the others, who perhaps seemed less close, but in times like these cared much more.

Too little, too late, too slow

Possiamo anche star qui a raccontarci che il “modello Italia”, quello messo in piedi dall’attuale governo per contrastare la diffusione dei contagi da coronavirus, è il migliore del mondo e viene copiato dagli altri Paesi europei. Oppure possiamo più semplicemente chiamarlo con il suo vero nome: too little, too late, too slow.

Distanzagliamento sociale

A modo suo, l’aglio aiuta sempre.

Suggerimenti per contenere il panico

Ve lo dico io che di attacchi di panico me ne intendo. Immagino che molti di voi in questi ultimi giorni avranno avuto problemi ad addormentarsi la sera o, magari svegliatisi nel cuore della notte, anche difficoltà a riaddormentarsi per un inconsueto senso di angoscia, forse mai provato prima.
La sensazione di trovarsi all’interno di un incubo da cui non c’è uscita, e che sopratutto incubo non è, è una cosa estremamente fastidiosa, che può rischiare di diventare un fenomeno totalizzante.
Tenete presente che la nostra mente è come una scatola: se la lasciate vuota essa verrà riempita all’istante da pensieri negativi; allo stesso tempo, e questa è la parte importante, se la riempite di pensieri positivi non vi sarà più spazio (o al limite pochissimo) per quelli di segno opposto.
Di seguito vi riporto qualche consiglio in ordine sparso. Nessuna pretesa di scientificità; vi racconto solo quello che faccio io.

1. lavatevi sempre i denti con attenzione
Questo eviterà che dobbiate ricorrere all’intervento di un dentista; non è questo il momento opportuno.

2. almeno un bicchiere di vino rosso al pasto
Aiuta a stemperare l’ansia e il panico, ma non esagerate; ricordate che quattro bicchieri di vino al giorno fanno già una bottiglia.

3. lavorate
Un ottimo modo di tenere la mente occupata

4. leggete
Un modo ancora migliore del precedente

5. ascoltate musica
Idem

6. guardate un documentario
Idem

7. aiutate i vostri figli con i compiti
Utile e anche molto divertente

8. leggete una favola ai vostri figli per aiutarli a prendere sonno
Valido se ovviamente avete figli nella giusta età per farlo

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