Il caro, vecchio metro a nastro

Lo conosciamo davvero fino in fondo? Guardate qui.

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Emargina l’astemio!

Frasetta distintiva scelta dal microbirrificio artigianale I Tri Bagai che ho visitato domenica.

El prim di d’ai

Nella vita dei propri pargoli i genitori vedono e ricordano alcune tappe fondamentali: la prima parolina, il primo dentino, la prima volta in piedi, la prima senza pannolino, ecc. ecc. Ieri, 5 Novembre 2017, mia figlia è riuscita per la prima volta ad apprezzare qualcosa a base di aglio. Nello specifico un’insalata di carote con noci, uvette e, appunto, salsa d’aglio e maionese.

Indovina indovinello, di chi è questo cammello?

Ieri mia figlia e io ci siamo divertiti a fare della variazioni sulla seconda parte di “indovina indovinello, chi fa l’uovo nel cestello?”.
Ne emerso quanto segue:

– mio il bue tuo l’agnello
– quante foglie ha l’alberello?
– dove va quell’asinello?
– perché piange il bambinello?
– dentro il lago c’è un battello
– di chi è questo cammello?
– chi ha suonato il campanello?
– c’è la spesa nel carrello
– quanto pesa il mio cervello?
– sputa fuoco il dragoncello
– dove prega il fraticello?
– per la mamma un bel gioiello
– voglio fare un gran macello
– chi di noi è il più monello?
– chi di noi è pazzerello?
– come è rosso il rapanello
– salta il pesce nel ruscello
– sulla spiaggia col secchiello

Referendum autonomisti e psichiatria

Ho detto più volte che i referendum per l’autonomia tenutisi in Lombardia e Veneto avevano poco senso;  sarebbe stato più opportuno (e utile) proporre un quesito in cui la scelta era tra autonomia e indipendenza. Sì sì, lo so, non sarebbero stati costituzionali e bla bla bla, ma – piaccia o non piaccia – quello all’indipendenza è un diritto naturale e, come tale, viene prima di qualunque costituzione.

Comunque la poca sensatezza di questi referendum consiste nel fatto che sono poco più che dei sondaggi a esito scontato. Chiedere se si è favorevoli a una maggiore autonomia è come chiedere a un lavoratore di una certa azienda se è favorevole a ricevere un aumento di stipendio. In casi come questi, dunque, è interessante concentrarsi su chi vota no, e capire se tali percentuali sono in linea con l’incidenza dei disturbi psichiatrici (chi non è favorevole a un aumento di stipendio non è proprio sano di mente). E allora vediamole le percentuali dei no: 3,9% in Lombardia e 1,9% in Veneto. Ergo direi che siamo in linea con l’incidenza delle patologie psichiatriche, anzi, siamo persino sotto media.

Test di Bechdel e Test di Finkbeiner contro il sessismo in letteratura e nel cinema

Leggete qui (Test di Bechdel) e qui (Test di Finkbeiner) e valutate voi a che punto di idiozia siamo arrivati.

Unionisti con l’aiutino

Ieri a Barcellona si è svolta una imponente manifestazione pro Spagna. Come sempre in casi come questi i numeri dei partecipanti sono soggetti a grandissima variabilità, tra l’altro tale da rasentare il ridicolo. Gli unionisti hanno parlato di un milione di persone, gli indipendentisti di 350.000. Probabile che il numero esatto sia compreso tra i due estremi.
La stampa spagnola ha dato grande risalto alla cosa e lo stesso è stato fatto dai mezzi di informazione nostrani. Questi ultimi, tuttavia, si sono scordati (almeno con riferimento ai telegiornali) di citare un piccolo particolare: molti degli unionisti che hanno sfilato non erano affatto Catalani, ma Spagnoli arrivati in città con centinaia di pullman sapientemente organizzati. Insomma, roba da Unione Sovietica più che da Europa.
Gli unionisti si sono anche scelti un testimonial d’eccezione: il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa. Come se per il fatto di essere stato insignito di quel premio il suo pensiero possa valere di più. Invece, sia ben chiaro, ha lo stesso peso di quello di un indipendentista scelto a caso.

E così, alla fine, anche lo scontro Spagna-Catalogna si è trasformato in una specie di sceneggiata napoletana. Sarebbe bastato far votare i cittadini al referendum del 1 Ottobre e lì si sarebbe potuto fare la conta. Invece oggi tutti a dire che gli unionisti di Catalogna sono la maggioranza silenziosa.
Che figuraccia. Potrebbe andare peggio a questo punto? A parte il fatto che potrebbe piovere (citazione celebre), potrebbe capitare che quanto fatto da Rajoy finisca addirittura per favorirlo alle prossime elezioni. Poi se gli Spagnoli vogliono tenersi un idiota del genere si accomodino pure.

Ecco invece come dovrebbero funzionare le cose in un mondo abitato da gente normale. In una costituzione seria un articolo come quello dell’indivisibilità dello Stato non dovrebbe nemmeno comparire perché in netto contrasto con la logica e con il diritto naturale all’autodeterminazione. La costituzione, invece, dovrebbe regolare l’eventuale richiesta di indipendenza di una parte. Come? Si dovrebbe stabilire che la forma corretta è il referendum, che a questo devono partecipare i soli abitanti del territorio che chiede la secessione (i quali saranno ragionevolmente divisi tra indipendentisti e unionisti), che in caso di vittoria degli unionisti dovranno passare almeno x anni (una cifra ragionevole, diciamo cinque) prima che il referendum possa essere ripetuto, ecc.
Purtroppo non ci troviamo in un mondo abitato da gente normale, specie in Spagna, dove hanno ancora un tizio che di professione fa il re.

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