Kui hr. Kull Soome läheb (quando il signor Falco va in Finlandia)

Capita a volte che tra due lingue simili come Estone e Finlandese possa nascere qualche simpatico “incidente diplomatico”.
Mettiamo che voi siate il signor Falco (Kull in Estone) e decidiate di andare in Finlandia. Al sentire il vostro nome qualcuno potrebbe faticare a trattenere una risatina. Kull, infatti, ricorda il vocabolo finlandese “kulli”, che ha un significato equivalente a quello di cock, dick, prick in Inglese.
Un po’ imbarazzante, no? Non a caso si narra che quando un Estone in Finlandia ci si deve trasferire preferisca cambiare il suo cognome in Kotkas (aquila).

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La Neve sotto la Neve

La scorsa estate la pubblicazione de “Il Treno per Tallinn” di Arno Saar aveva suscitato un notevole interesse. Dopo pochi giorni ne parlavano quasi tutti i siti e i blog specializzati in recensioni di gialli, thriller, noir, ecc.
La stessa cosa, invece, non si può dire per il seguito (“La Neve sotto la Neve”). Con l’aggravante che Arno Saar ora ha un nome, tra l’altro di prestigio: Alessandro Perissinotto.
Della seconda indagine del commissario Marko Kurismaa, per il momento, sembra non parlare nessuno.

Nell’ultimo anno hanno provato in molti a dare un’identità al misterioso scrittore dallo pseudonimo estone, ma i tentativi sono stati vani. Chi segue questo blog sa bene come sono andate le cose e conosce questo post. Se i giornalisti fossero meno superficiali e un filo meno supponenti di quello che in realtà sono, da quelle righe il nome di Perissinotto lo avrebbero estratto subito.

Tuttavia, dopo qualche mese, anche l’interesse per Arno Saar è andato scemando. Lo scorso Luglio il quotidiano La Stampa annuncia un incontro pubblico in quel di Torino con la presenza contemporanea di Alessandro Perissinotto e Arno Saar (ne ho parlato qui), ma dell’esito di quella serata non v’è traccia. E il 29 Agosto 2017 Perissinotto rilascia questa intervistaIl Fatto Quotidiano in cui rivela di essere Arno Saar (con una punta polemica di cui ho riferito in questo breve post). Intervista che, però, stranamente nessun altro riprende.

Peccato, perché “La Neve sotto la Neve” è un lavoro nettamente superiore al suo acclamato esordio; è più omogeneo, più equilibrato, scritto molto meglio e con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi. Tutte cose in cui l’autore – quando si prende i tempi giusti (senza inseguire le tecniche di scrittura di Simenon) – riesce benissimo.
Manca anche quell’eccesso di citazioni colte che – a mio giudizio – avevano costituito una stonatura ne “Il Treno per Tallinn”.
E se la prima indagine di Kurismaa aveva avuto il merito di far conoscere al grande pubblico la tragedia dell’affondamento del traghetto Estonia, qui Perissinotto ci parla con coraggio del campo di concentramento di Klooga.
“La Neve sotto la Neve” è anche una specie di piccola miniera d’oro per gli appassionati, come me, di musica estone. Perissinotto ha seminato un po’ ovunque riferimenti espliciti (e in parte velati) a diversi autori estoni, sopratutto in ambito jazz.

Fin qui le luci; ci sono però anche alcune ombre. Prime fra tutte la scarsa solidità della trama e la sua ordinarietà. Viste le abilità dello scrittore, in vista del terzo episodio, Perissinotto dovrebbe puntare sopratutto sulla ricerca di una storia forte (non nel senso di cruenta, ma di valida) e originale.
Poi dopo due romanzi ambientati entrambi in inverno ed entrambi con sviluppi sulla direttrice Tallinn-Narva è il caso di guardare altrove, climaticamente e geograficamente.
Anche qualche sentimentalismo in meno non guasterebbe, altrimenti si ha l’impressione di trovarsi di fronte più a un prodotto per casalinghe che a un giallo vero e proprio.
Infine, mancano alcuni degli elementi portanti di un vero giallo; qui possiamo essere più indulgenti perché Perissinotto – nonostante lo sterminato amore per Simenon – ha dimostrato di essere più a suo agio con altri generi. Quello che infatti servirebbe è una minore linearità nel racconto degli avvenimenti e, per contro, maggiore tensione. Il lettore di gialli ha bisogno di essere depistato, stupito (meglio senza iperbolici eccessi a la Jo Nesbø), coinvolto. Il lettore deve sentirsi partecipe, identificarsi con il buono o con il cattivo, non essere spettatore. Su questi fronti ci sono sicuramente margini di miglioramento. E a proposito di buoni e cattivi, mi pare di poter dire che – sin qui – Perissinotto si sia dimostrato più abile con la descrizione dei primi.

Klooga koonduslaager

Ho da poco iniziato la lettura de “La Neve sotto la Neve” di Alessandro Perissinotto – Arno Saar. Oltre a essere scritto molto meglio dell’esordio “Il Treno per Tallinn”, questo libro ha il merito di menzionare in più di un’occasione il campo di concentramento di Klooga, di cui alle nostre latitudini ben pochi sanno. E allora chi volesse approfondire può cominciare da queste pagine in Toscano e Inglese che Wikipedia dedica all’argomento.

Vilnian(s), Rigan(s), Talliner(s)

I demonimi inglesi utilizzati per riferirsi agli abitanti di Vilnius, Riga e Tallinn.

Perissinotto: sono io Arno Saar; in Padania è impossibile tenere un segreto

In questa intervista a Camilla Tagliabue (giornalista de Il Fatto QuotidianoAlessandro Perissinotto ha svelato (ma lo aveva già fatto prima) di essere il (non più) misterioso Arno Saar. Ha anche aggiunto che lo avrebbe fatto perché “in Italia è impossibile tenere un segreto”.

Errore. In Italia, vedi il caso Elena Ferrante, i segreti si riescono a mantenere benissimo. Caso mai il problema è qui in Padania, dove Perissinotto vive. In effetti qualcosa deve essere andato storto, visto che già a fine Giugno 2016, quando ho iniziato la mia indagine (qui e qui) per scoprire chi si nascondesse dietro lo pseudonimo estone dello scrittore piemontese, un sito internet (www.unilibro.it) aveva messo online (anche se solo per qualche ora) la curiosa associazione Arno Saar – Alessandro Perissinotto.

Detta così (“in Italia è impossibile tenere un segreto”) sembra che sia colpa degli altri. Invece penso che la colpa questa volta sia di Perissinotto, che forse avrebbe dovuto tutelare meglio il suo anonimato. E si noti che, come promesso allo stesso Perissinotto, io l’associazione esplicita tra lui e Saar non l’ho mai fatta. Né ho trovato in giro giornalisti sufficientemente svegli da dedurla dal mio post, dove – dietro le righe – era tutto molto chiaro.

La Neve sotto la Neve. Alessandro Perissinotto sotto Arno Saar

Per buona parte della scorsa estate, da svariati luoghi della Lituania, mi sono occupato del “caso” Arno Saar, lo pseudonimo estone scelto dall’autore del romanzo giallo “Il Treno per Tallinn”.

Da quell’esperienza sono nati due post: “Aga kes on Arno Saar?” (in cui, passo dopo passo e in rigorosa sequenza cronologica, ho raccontato gli eventi che mi hanno permesso di giungere alla soluzione dell’enigma) e “Autointervista. Come ho scoperto chi è Arno Saar“.
In quest’ultimo davo anche conto della scelta di non svelare in modo esplicito il nome dello scrittore.

Lo scorso 15 Maggio 2017 in questo breve post spiegavo invece come alcuni siti, tramite i quali era possibile pre-ordinare il seguito de “Il Treno per Tallinn”, rivelavano il vero nome dell’autore.

L’ultimo tassello è stato un articolo pubblicato da La Stampa il 5 Luglio 2017 in cui si annunciava (per martedì 11 Luglio, ore 20:30, Corso Francia 192, Torino) quanto segue: “…Nell’ambito del festival Evergreeen Alessandro Perissinotto e Arno Saar presentano le inchieste del commissario Kurismaa della polizia di Tallinn…”.

E poi ci sono siti come questo che, nel presentare il secondo episodio della serie incentrata sul commissario Marko Kurismaa, scrivono espressamente: “Alessandro Perissinotto, dopo essersi nascosto dietro il misterioso Arno Saar per raccontare la prima indagine del commissario Kurismaa, in questo secondo volume della sua serie estone esce allo scoperto, accompagnandoci, con scrittura elegante e avvolgente, nell’intrico di un giallo ad alta tensione, ma anche nella complessa psicologia di un commissario brillante e ruvido, dall’animo gentile ma pieno di spigoli…”.

Il nuovo “La Neve sotto la Neve”, che dovrebbe uscire il 31 Agosto 2017, ha 252 pagine. Spero che ciò si di buon auspicio, perché “Il Treno per Tallinn”, che di pagine ne aveva poco meno di 170, con il suo tentativo poco riuscito di ispirarsi alla tecnica di scrittura di Simenon, mi aveva lasciato con molto amaro in bocca. Mi auguro dunque che il nuovo lavoro sia più ragionato, meno frettoloso e di maggior spessore. In ogni caso sono sopratutto in attesa del terzo episodio, visto che lo stesso Perissinotto nel Settembre dello scorso anno mi ha rivelato che sarà ambientato non lontano da dove gli avevo suggerito di ambientarlo.

L’Estonia crea (in Lussemburgo) la prima “data embassy” del mondo

Chi conosce la storia recente di questo Paese non si stupirà nemmeno di fronte a una notizia del genere.

Che cos’è un’ambasciata delle informazioni digitali e a cosa serve?
La giornalista britannica Aliide Naylor lo spiega in questo articolo pubblicato poco fa su New Eastern Europe.

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