Il giorno di Santa Estonia

Poco fa una mia amica estone mi ha ricordato che l’altro ieri era la giornata mondiale della lentezza.

Non doveste capire la battuta al volo controllate che nel vostro albero genealogico non abbiate una qualche più o meno remota origine estone.

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Cosa ha visto Tauri-Ambrogio e qual è il significato dei numeri rossi?

Tauri-Ambrogio è un bambino esto-milanese di dieci anni in visita con i suoi genitori al KuMu di Tallinn. Al terzo piano si imbatte in una strana opera progettata da un certo Nautilus. Quello che Tauri-Ambrogio vede appeso al soffitto nel centro della stanza è un oggetto a lui ben noto. Ciò che però non capisce sono i numeri rossi che tale oggetto proietta su una delle pareti. Nel corso della giornata Tauri-Ambrogio passerà più volte da quella stanza. Ecco le cifre che vede nei diversi momenti.

(h 08:40) 20,0
(h 09:45) 22,5
(h 10:50) 25,0
(h 11:48) 66,0
(h 14:41) 165,5
(h 15:10) 35,0

Si annota i numeri sul suo quadernetto sperando di riuscire a venirne a capo una volta in albergo o nei giorni successivi quando rientrato a casa. Tuttavia la sera stessa, a cena all’Olde Hansa, incontra proprio Nautilus che gli rivelerà il perché di quei numeri.

Tauri-Ambrogio era troppo piccolo per giungere da solo alla soluzione. Voi ci riuscite? Ah, e non scordate di dirmi qual è l’oggetto che pende dal soffitto.

Contravvengo al suggerimento di Mauro di pubblicare un solo quiz al giorno e, nella giornata del pi greco, dedico questo post alla mia città europea preferita, sperando di invogliare qualcuno dei miei lettori a visitarla.

Nota: questo non è un quiz semplice, specie se non vi viene subito una certa idea.

Una torta offerta dai Lettoni per i 100 anni della prima indipendenza lituana ed estone

Aiva Rozenberga, direttrice del Latvijas Institūts, ha pensato bene di girare due video (qui e qui) per omaggiare i vicini lituani ed estoni in occasione dei 100 anni della prima indipendenza delle due repubbliche baltiche.
Idea carina, ma a ben guardare anche un po’ paracula perché, di fatto e nonostante le buone intenzioni, sembra tanto una scusa per mettere in mostra le bellezze architettoniche e paesaggistiche della Lettonia.

La prova del nove nei Paesi baltici

La scorsa settimana avrei voluto scrivere un post breve: come si dice prova del nove in Lituano, Lettone ed Estone. La prima a cui ho chiesto, ovviamente, è stata mia moglie. E lì è suonato il primo campanello d’allarme: del metodo di controllo solitamente applicato alle moltiplicazioni mia moglie non aveva mai sentito parlare. Decido di approfondire, così chiedo ad alcune amiche sparse per l’Estonia; anche lì risposta identica. Infine ho preso tutti i numeri di conoscenti lituani ed estoni della mia rubrica e ho mandato loro un messaggio via WhatsApp. Delle circa venti persone contattate nessuna ha mai sentito parlare di prova del nove, né è stata insegnata loro alle scuole primarie o in qualunque altra scuola. Se qualcuno volesse smentirmi è il benvenuto.

Kui hr. Kull Soome läheb (quando il signor Falco va in Finlandia)

Capita a volte che tra due lingue simili come Estone e Finlandese possa nascere qualche simpatico “incidente diplomatico”.
Mettiamo che voi siate il signor Falco (Kull in Estone) e decidiate di andare in Finlandia. Al sentire il vostro nome qualcuno potrebbe faticare a trattenere una risatina. Kull, infatti, ricorda il vocabolo finlandese “kulli”, che ha un significato equivalente a quello di cock, dick, prick in Inglese.
Un po’ imbarazzante, no? Non a caso si narra che quando un Estone in Finlandia ci si deve trasferire preferisca cambiare il suo cognome in Kotkas (aquila).

La Neve sotto la Neve

La scorsa estate la pubblicazione de “Il Treno per Tallinn” di Arno Saar aveva suscitato un notevole interesse. Dopo pochi giorni ne parlavano quasi tutti i siti e i blog specializzati in recensioni di gialli, thriller, noir, ecc.
La stessa cosa, invece, non si può dire per il seguito (“La Neve sotto la Neve”). Con l’aggravante che Arno Saar ora ha un nome, tra l’altro di prestigio: Alessandro Perissinotto.
Della seconda indagine del commissario Marko Kurismaa, per il momento, sembra non parlare nessuno.

Nell’ultimo anno hanno provato in molti a dare un’identità al misterioso scrittore dallo pseudonimo estone, ma i tentativi sono stati vani. Chi segue questo blog sa bene come sono andate le cose e conosce questo post. Se i giornalisti fossero meno superficiali e un filo meno supponenti di quello che in realtà sono, da quelle righe il nome di Perissinotto lo avrebbero estratto subito.

Tuttavia, dopo qualche mese, anche l’interesse per Arno Saar è andato scemando. Lo scorso Luglio il quotidiano La Stampa annuncia un incontro pubblico in quel di Torino con la presenza contemporanea di Alessandro Perissinotto e Arno Saar (ne ho parlato qui), ma dell’esito di quella serata non v’è traccia. E il 29 Agosto 2017 Perissinotto rilascia questa intervistaIl Fatto Quotidiano in cui rivela di essere Arno Saar (con una punta polemica di cui ho riferito in questo breve post). Intervista che, però, stranamente nessun altro riprende.

Peccato, perché “La Neve sotto la Neve” è un lavoro nettamente superiore al suo acclamato esordio; è più omogeneo, più equilibrato, scritto molto meglio e con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi. Tutte cose in cui l’autore – quando si prende i tempi giusti (senza inseguire le tecniche di scrittura di Simenon) – riesce benissimo.
Manca anche quell’eccesso di citazioni colte che – a mio giudizio – avevano costituito una stonatura ne “Il Treno per Tallinn”.
E se la prima indagine di Kurismaa aveva avuto il merito di far conoscere al grande pubblico la tragedia dell’affondamento del traghetto Estonia, qui Perissinotto ci parla con coraggio del campo di concentramento di Klooga.
“La Neve sotto la Neve” è anche una specie di piccola miniera d’oro per gli appassionati, come me, di musica estone. Perissinotto ha seminato un po’ ovunque riferimenti espliciti (e in parte velati) a diversi autori estoni, sopratutto in ambito jazz.

Fin qui le luci; ci sono però anche alcune ombre. Prime fra tutte la scarsa solidità della trama e la sua ordinarietà. Viste le abilità dello scrittore, in vista del terzo episodio, Perissinotto dovrebbe puntare sopratutto sulla ricerca di una storia forte (non nel senso di cruenta, ma di valida) e originale.
Poi dopo due romanzi ambientati entrambi in inverno ed entrambi con sviluppi sulla direttrice Tallinn-Narva è il caso di guardare altrove, climaticamente e geograficamente.
Anche qualche sentimentalismo in meno non guasterebbe, altrimenti si ha l’impressione di trovarsi di fronte più a un prodotto per casalinghe che a un giallo vero e proprio.
Infine, mancano alcuni degli elementi portanti di un vero giallo; qui possiamo essere più indulgenti perché Perissinotto – nonostante lo sterminato amore per Simenon – ha dimostrato di essere più a suo agio con altri generi. Quello che infatti servirebbe è una minore linearità nel racconto degli avvenimenti e, per contro, maggiore tensione. Il lettore di gialli ha bisogno di essere depistato, stupito (meglio senza iperbolici eccessi a la Jo Nesbø), coinvolto. Il lettore deve sentirsi partecipe, identificarsi con il buono o con il cattivo, non essere spettatore. Su questi fronti ci sono sicuramente margini di miglioramento. E a proposito di buoni e cattivi, mi pare di poter dire che – sin qui – Perissinotto si sia dimostrato più abile con la descrizione dei primi.

Klooga koonduslaager

Ho da poco iniziato la lettura de “La Neve sotto la Neve” di Alessandro Perissinotto – Arno Saar. Oltre a essere scritto molto meglio dell’esordio “Il Treno per Tallinn”, questo libro ha il merito di menzionare in più di un’occasione il campo di concentramento di Klooga, di cui alle nostre latitudini ben pochi sanno. E allora chi volesse approfondire può cominciare da queste pagine in Toscano e Inglese che Wikipedia dedica all’argomento.

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