Erik Sorga

Vediamo quanto ci vorrà prima che qualcuno provi a portarlo alle nostre latitudini.

Heartsong

Heartsong

Mia e Robin

Dei 13.897 bambini nati nel 2019 in Estonia i nomi femminili e maschili più diffusi sono stati rispettivamente Mia e Robin.
In nomi più utilizzati dopo Mia sono stati: Sofia, Emily, Lenna, Marta, Hanna, Alice, Elise, Maria, Saskia.
I nomi più utilizzati dopo Robin sono stati: Sebastian, Hugo, Oliver, Mattias, Rasmus, Kristofer, Mark, Oskar, Martin, Robert.
Mi sembra un’Estonia sempre meno estone, questa.

Nahkhiir

Il pipistrello è stato nominato animale dell’anno dell’Estonia per il 2020.
Il nome nahkhiir, che è composto da nahk (non significa notte, ma pelle o cuoio) e hiir (topo), fa riferimento alla struttura alare del piccolo mammifero.

Per farvi capire quanto sono avanti in Estonia

Leggete qui.

Lituani ghiaccettini

Una cosa che fa molto ridere i Lituani è il fatto che in Estone “Lituano” si dice “Leedukas”, parola che, come quasi tutte quelle che terminano in -as, è di probabilissima derivazione baltica, quindi lituana o lettone. Ora, in Lituano “Leedukas” è quasi identico a “ledukas”, diminutivo di “ledas” (ghiaccio). Quindi, per ricapitolare, è come se gli Estoni chiamassero i Lituani “piccoli pezzi di ghiaccio” o ghiaccettini.

Andiamo a sciare a Ultima Tul

Qualche giorno fa Simona Branchetti*, una nota giornalista del TG5, nel dare la notizia dell’avvicinamento della sonda New Horizons a Ultima Thule ha pronunciato il nome di quest’ultimo Ultima Tul. Che così, su due piedi, mi ha fatto pensare a una qualche località sciistica della Valdaosta o dell’Alta Savoia.
Sostengo da sempre che ai giornalisti della TV dovrebbero scrivere tra parentesi le pronunce esatte di molti termini.

Comunque, approfitto di questo post per dirvi che gli Ultima Thule (da non confondere con un’omonima formazione svedese) sono uno dei miei gruppi preferiti di rock estone; se volete avvicinarvi allo loro musica vi consiglio il doppio antologico Kogutud Teosed 1987–2002.
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* qualche anno fa questa donna mi ispirava sesso sfrenato; ora mi capita di domandarmi piuttosto di frequente come potessi aver mai pensato una cosa del genere

e-Pope

Molto prevedibilmente la presidente dell’Estonia Kersti Kaljulaid ha concesso la e-residenza a Papa Francesco in occasione della visita di quest’ultimo a Tallinn. Mi domando cosa diavolo se ne faccia un Papa di una roba del genere.

Cerco Lauren Villmann, trovo Salvini

Cioè, leggo che Tanel Padar, uno dei miei musicisti estoni preferiti, in questi giorni è a Bellagio con la nuova fidanzata Lauren Villmann, così decido di cercare qualche immagine della giovane fanciulla bionda. Eh? Metto Lauren Villmann in Google Images e tra le foto me ne compare una di Salvini. Basta!

Sotto il Summasjärvi

Questa recente scoperta dovuta a un progetto congiunto tra Finlandia ed Estonia mi ha fatto venire voglia di tornare in Finlandia, Paese che una ventina d’anni fa ho avuto modo di girare in lungo e in largo.
Ma cosa succede sotto il Summasjärvi (o Lago Summanen)? Date un’occhiata qui.

C’è abbastanza materiale per scriverci un film o un libro dagli sviluppi horror-fantascientifici.

Toh, Mari Kalkun (mi) è diventata famosa!

Oggi mi sono imbattuto per caso in questo articolo del Guardian su Mari Kalkun. Una volta fatto klik sul link e vista la sua foto mi sono reso conto che si trattava della stessa Mari Kalkun che una dozzina di anni fa avevo ospitato a casa mia per una notte. Non ricordo quasi nulla della serata: solo che le avevo preparato una cena mediterranea e che avevamo chiacchierato a lungo del più e del meno (di sicuro di Estonia e di musica estone). Aveva con sé una chitarra e aveva suonato qualche cosa. Ma se non ricordo nulla è perché il genere non mi aveva impressionato. Non a caso è diventata una cantante folk, e il folk (se non non in rari casi) non fa per me. In ogni caso sono contento per il suo successo.

Il giorno di Santa Estonia

Poco fa una mia amica estone mi ha ricordato che l’altro ieri era la giornata mondiale della lentezza.

Non doveste capire la battuta al volo controllate che nel vostro albero genealogico non abbiate una qualche più o meno remota origine estone.

Cosa ha visto Tauri-Ambrogio e qual è il significato dei numeri rossi?

Tauri-Ambrogio è un bambino esto-milanese di dieci anni in visita con i suoi genitori al KuMu di Tallinn. Al terzo piano si imbatte in una strana opera progettata da un certo Nautilus. Quello che Tauri-Ambrogio vede appeso al soffitto nel centro della stanza è un oggetto a lui ben noto. Ciò che però non capisce sono i numeri rossi che tale oggetto proietta su una delle pareti. Nel corso della giornata Tauri-Ambrogio passerà più volte da quella stanza. Ecco le cifre che vede nei diversi momenti.

(h 08:40) 20,0
(h 09:45) 22,5
(h 10:50) 25,0
(h 11:48) 66,0
(h 14:41) 165,5
(h 15:10) 35,0

Si annota i numeri sul suo quadernetto sperando di riuscire a venirne a capo una volta in albergo o nei giorni successivi quando rientrato a casa. Tuttavia la sera stessa, a cena all’Olde Hansa, incontra proprio Nautilus che gli rivelerà il perché di quei numeri.

Tauri-Ambrogio era troppo piccolo per giungere da solo alla soluzione. Voi ci riuscite? Ah, e non scordate di dirmi qual è l’oggetto che pende dal soffitto.

Contravvengo al suggerimento di Mauro di pubblicare un solo quiz al giorno e, nella giornata del pi greco, dedico questo post alla mia città europea preferita, sperando di invogliare qualcuno dei miei lettori a visitarla.

Nota: questo non è un quiz semplice, specie se non vi viene subito una certa idea.

Una torta offerta dai Lettoni per i 100 anni della prima indipendenza lituana ed estone

Aiva Rozenberga, direttrice del Latvijas Institūts, ha pensato bene di girare due video (qui e qui) per omaggiare i vicini lituani ed estoni in occasione dei 100 anni della prima indipendenza delle due repubbliche baltiche.
Idea carina, ma a ben guardare anche un po’ paracula perché, di fatto e nonostante le buone intenzioni, sembra tanto una scusa per mettere in mostra le bellezze architettoniche e paesaggistiche della Lettonia.

La prova del nove nei Paesi baltici

La scorsa settimana avrei voluto scrivere un post breve: come si dice prova del nove in Lituano, Lettone ed Estone. La prima a cui ho chiesto, ovviamente, è stata mia moglie. E lì è suonato il primo campanello d’allarme: del metodo di controllo solitamente applicato alle moltiplicazioni mia moglie non aveva mai sentito parlare. Decido di approfondire, così chiedo ad alcune amiche sparse per l’Estonia; anche lì risposta identica. Infine ho preso tutti i numeri di conoscenti lituani ed estoni della mia rubrica e ho mandato loro un messaggio via WhatsApp. Delle circa venti persone contattate nessuna ha mai sentito parlare di prova del nove, né è stata insegnata loro alle scuole primarie o in qualunque altra scuola. Se qualcuno volesse smentirmi è il benvenuto.

Kui hr. Kull Soome läheb (quando il signor Falco va in Finlandia)

Capita a volte che tra due lingue simili come Estone e Finlandese possa nascere qualche simpatico “incidente diplomatico”.
Mettiamo che voi siate il signor Falco (Kull in Estone) e decidiate di andare in Finlandia. Al sentire il vostro nome qualcuno potrebbe faticare a trattenere una risatina. Kull, infatti, ricorda il vocabolo finlandese “kulli”, che ha un significato equivalente a quello di cock, dick, prick in Inglese.
Un po’ imbarazzante, no? Non a caso si narra che quando un Estone in Finlandia ci si deve trasferire preferisca cambiare il suo cognome in Kotkas (aquila).

La Neve sotto la Neve

La scorsa estate la pubblicazione de “Il Treno per Tallinn” di Arno Saar aveva suscitato un notevole interesse. Dopo pochi giorni ne parlavano quasi tutti i siti e i blog specializzati in recensioni di gialli, thriller, noir, ecc.
La stessa cosa, invece, non si può dire per il seguito (“La Neve sotto la Neve”). Con l’aggravante che Arno Saar ora ha un nome, tra l’altro di prestigio: Alessandro Perissinotto.
Della seconda indagine del commissario Marko Kurismaa, per il momento, sembra non parlare nessuno.

Nell’ultimo anno hanno provato in molti a dare un’identità al misterioso scrittore dallo pseudonimo estone, ma i tentativi sono stati vani. Chi segue questo blog sa bene come sono andate le cose e conosce questo post. Se i giornalisti fossero meno superficiali e un filo meno supponenti di quello che in realtà sono, da quelle righe il nome di Perissinotto lo avrebbero estratto subito.

Tuttavia, dopo qualche mese, anche l’interesse per Arno Saar è andato scemando. Lo scorso Luglio il quotidiano La Stampa annuncia un incontro pubblico in quel di Torino con la presenza contemporanea di Alessandro Perissinotto e Arno Saar (ne ho parlato qui), ma dell’esito di quella serata non v’è traccia. E il 29 Agosto 2017 Perissinotto rilascia questa intervistaIl Fatto Quotidiano in cui rivela di essere Arno Saar (con una punta polemica di cui ho riferito in questo breve post). Intervista che, però, stranamente nessun altro riprende.

Peccato, perché “La Neve sotto la Neve” è un lavoro nettamente superiore al suo acclamato esordio; è più omogeneo, più equilibrato, scritto molto meglio e con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi. Tutte cose in cui l’autore – quando si prende i tempi giusti (senza inseguire le tecniche di scrittura di Simenon) – riesce benissimo.
Manca anche quell’eccesso di citazioni colte che – a mio giudizio – avevano costituito una stonatura ne “Il Treno per Tallinn”.
E se la prima indagine di Kurismaa aveva avuto il merito di far conoscere al grande pubblico la tragedia dell’affondamento del traghetto Estonia, qui Perissinotto ci parla con coraggio del campo di concentramento di Klooga.
“La Neve sotto la Neve” è anche una specie di piccola miniera d’oro per gli appassionati, come me, di musica estone. Perissinotto ha seminato un po’ ovunque riferimenti espliciti (e in parte velati) a diversi autori estoni, sopratutto in ambito jazz.

Fin qui le luci; ci sono però anche alcune ombre. Prime fra tutte la scarsa solidità della trama e la sua ordinarietà. Viste le abilità dello scrittore, in vista del terzo episodio, Perissinotto dovrebbe puntare sopratutto sulla ricerca di una storia forte (non nel senso di cruenta, ma di valida) e originale.
Poi dopo due romanzi ambientati entrambi in inverno ed entrambi con sviluppi sulla direttrice Tallinn-Narva è il caso di guardare altrove, climaticamente e geograficamente.
Anche qualche sentimentalismo in meno non guasterebbe, altrimenti si ha l’impressione di trovarsi di fronte più a un prodotto per casalinghe che a un giallo vero e proprio.
Infine, mancano alcuni degli elementi portanti di un vero giallo; qui possiamo essere più indulgenti perché Perissinotto – nonostante lo sterminato amore per Simenon – ha dimostrato di essere più a suo agio con altri generi. Quello che infatti servirebbe è una minore linearità nel racconto degli avvenimenti e, per contro, maggiore tensione. Il lettore di gialli ha bisogno di essere depistato, stupito (meglio senza iperbolici eccessi a la Jo Nesbø), coinvolto. Il lettore deve sentirsi partecipe, identificarsi con il buono o con il cattivo, non essere spettatore. Su questi fronti ci sono sicuramente margini di miglioramento. E a proposito di buoni e cattivi, mi pare di poter dire che – sin qui – Perissinotto si sia dimostrato più abile con la descrizione dei primi.

Klooga koonduslaager

Ho da poco iniziato la lettura de “La Neve sotto la Neve” di Alessandro Perissinotto – Arno Saar. Oltre a essere scritto molto meglio dell’esordio “Il Treno per Tallinn”, questo libro ha il merito di menzionare in più di un’occasione il campo di concentramento di Klooga, di cui alle nostre latitudini ben pochi sanno. E allora chi volesse approfondire può cominciare da queste pagine in Toscano e Inglese che Wikipedia dedica all’argomento.

Vilnian(s), Rigan(s), Talliner(s)

I demonimi inglesi utilizzati per riferirsi agli abitanti di Vilnius, Riga e Tallinn.

Perissinotto: sono io Arno Saar; in Padania è impossibile tenere un segreto

In questa intervista a Camilla Tagliabue (giornalista de Il Fatto QuotidianoAlessandro Perissinotto ha svelato (ma lo aveva già fatto prima) di essere il (non più) misterioso Arno Saar. Ha anche aggiunto che lo avrebbe fatto perché “in Italia è impossibile tenere un segreto”.

Errore. In Italia, vedi il caso Elena Ferrante, i segreti si riescono a mantenere benissimo. Caso mai il problema è qui in Padania, dove Perissinotto vive. In effetti qualcosa deve essere andato storto, visto che già a fine Giugno 2016, quando ho iniziato la mia indagine (qui e qui) per scoprire chi si nascondesse dietro lo pseudonimo estone dello scrittore piemontese, un sito internet (www.unilibro.it) aveva messo online (anche se solo per qualche ora) la curiosa associazione Arno Saar – Alessandro Perissinotto.

Detta così (“in Italia è impossibile tenere un segreto”) sembra che sia colpa degli altri. Invece penso che la colpa questa volta sia di Perissinotto, che forse avrebbe dovuto tutelare meglio il suo anonimato. E si noti che, come promesso allo stesso Perissinotto, io l’associazione esplicita tra lui e Saar non l’ho mai fatta. Né ho trovato in giro giornalisti sufficientemente svegli da dedurla dal mio post, dove – dietro le righe – era tutto molto chiaro.

La Neve sotto la Neve. Alessandro Perissinotto sotto Arno Saar

Per buona parte della scorsa estate, da svariati luoghi della Lituania, mi sono occupato del “caso” Arno Saar, lo pseudonimo estone scelto dall’autore del romanzo giallo “Il Treno per Tallinn”.

Da quell’esperienza sono nati due post: “Aga kes on Arno Saar?” (in cui, passo dopo passo e in rigorosa sequenza cronologica, ho raccontato gli eventi che mi hanno permesso di giungere alla soluzione dell’enigma) e “Autointervista. Come ho scoperto chi è Arno Saar“.
In quest’ultimo davo anche conto della scelta di non svelare in modo esplicito il nome dello scrittore.

Lo scorso 15 Maggio 2017 in questo breve post spiegavo invece come alcuni siti, tramite i quali era possibile pre-ordinare il seguito de “Il Treno per Tallinn”, rivelavano il vero nome dell’autore.

L’ultimo tassello è stato un articolo pubblicato da La Stampa il 5 Luglio 2017 in cui si annunciava (per martedì 11 Luglio, ore 20:30, Corso Francia 192, Torino) quanto segue: “…Nell’ambito del festival Evergreeen Alessandro Perissinotto e Arno Saar presentano le inchieste del commissario Kurismaa della polizia di Tallinn…”.

E poi ci sono siti come questo che, nel presentare il secondo episodio della serie incentrata sul commissario Marko Kurismaa, scrivono espressamente: “Alessandro Perissinotto, dopo essersi nascosto dietro il misterioso Arno Saar per raccontare la prima indagine del commissario Kurismaa, in questo secondo volume della sua serie estone esce allo scoperto, accompagnandoci, con scrittura elegante e avvolgente, nell’intrico di un giallo ad alta tensione, ma anche nella complessa psicologia di un commissario brillante e ruvido, dall’animo gentile ma pieno di spigoli…”.

Il nuovo “La Neve sotto la Neve”, che dovrebbe uscire il 31 Agosto 2017, ha 252 pagine. Spero che ciò si di buon auspicio, perché “Il Treno per Tallinn”, che di pagine ne aveva poco meno di 170, con il suo tentativo poco riuscito di ispirarsi alla tecnica di scrittura di Simenon, mi aveva lasciato con molto amaro in bocca. Mi auguro dunque che il nuovo lavoro sia più ragionato, meno frettoloso e di maggior spessore. In ogni caso sono sopratutto in attesa del terzo episodio, visto che lo stesso Perissinotto nel Settembre dello scorso anno mi ha rivelato che sarà ambientato non lontano da dove gli avevo suggerito di ambientarlo.

L’Estonia crea (in Lussemburgo) la prima “data embassy” del mondo

Chi conosce la storia recente di questo Paese non si stupirà nemmeno di fronte a una notizia del genere.

Che cos’è un’ambasciata delle informazioni digitali e a cosa serve?
La giornalista britannica Aliide Naylor lo spiega in questo articolo pubblicato poco fa su New Eastern Europe.

La festa pagana estone che celebra l’inizio dell’estate

Segnalo questo articolo di Lorenzo Di Stasi e Jessica Valisa apparso oggi su East Journal.

The Sinking of the Estonia: The CIA Knew

Segnalo la recente uscita di “The Sinking of the Estonia: The CIA Knew”, nuovo libro di Hugh Hammond, un insegnante di Inglese ora in pensione che all’epoca dell’affondamento dell’Estonia era in forze proprio nel Paese baltico. Anzi, come egli stesso ha raccontato, è stata proprio la morte di due dei suoi studenti (che quella notte si trovavano sul traghetto in viaggio da Tallinn a Stoccolma), a spingerlo a pubblicare questo lavoro.

Si tratta di una ricostruzione dichiaratamente romanzata degli avvenimenti del 1994 con il preciso intento di evidenziare i tentativi di insabbiamento operati dalle autorità inquirenti di diversi Paesi (Estonia, Svezia, Finlandia), nonché mettere in luce il ruolo della mafia russa che, infiltrata dal basso nella polizia e nelle istituzioni estoni, era interessata a portare avanti uno dei business più redditizi di sempre: la tratta di giovani ragazze da avviare alla prostituzione.

EV100 kuumaõhupall

Per le celebrazioni del centesimo anniversario della fondazione della sua repubblica l’Estonia, a partire dal prossimo Luglio, offrirà la possibilità di volare su mongolfiere decorate con il tricolore blu-nero-bianco e la scritta Eesti 100. Qui per approfondimenti.

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