La sodyba Saulėtekis di Ignalina

Chi volesse mangiare a Ignalina ha solo due opzioni: lo Žuvėdra e il Romnesa, con il secondo indubbiamente superiore al primo. In dieci anni lo abbiamo chiesto a destra e a manca, a dozzine di persone diverse (persino all’ufficio turistico!), ma le risposte si sono sempre e unicamente indirizzate sui due nomi ricordati sopra.
In realtà da poco tempo esiste una terza possibilità: la sodyba Saulėtekis. Esiste da un paio d’anni e si fa pubblicità da uno. Noi l’abbiamo provata oggi. Risultato? Non si mangia male, ma nemmeno bene. La conduzione è eccessivamente familiare, i piatti pochi e poco elaborati, le porzioni insufficienti. Il personale (mamma cuoca e figlia cameriera) si è rivelato molto simpatico, ma è chiaro che questo non può bastare.
Mi auguro grossi cambiamenti a breve, o a Ignalina gli unici due posti dove poter consumare un pasto decente resteranno sempre e solo lo Žuvėdra e il Romnesa.

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Pilialaukis, un ristorante da evitare

Se da Vilnius vi recate in auto a Trakai a un certo punto, più o meno a metà strada, non potete non notare sulla sinistra il grosso edificio in legno scuro con persiane rosso bruno che ospita il ristorante Pilialaukis. Negli ultimi anni ci è balenata più volte l’idea di provarlo, poi abbiamo sempre optato per Trakai. Quest’anno invece ci siamo fermati, per fare più che altro una sosta tecnica; lo scorso venerdì, di rientro da Druskininkai, prima di venire qui in campagna. Ebbene, avremmo fatto meglio a proseguire per un’altra decina di chilometri fino a Vilnius perché uno stop qui si può tranquillamente evitare. Scarsa varietà e qualità del cibo, servizio, gira e birre locali non all’altezza.

La lista minima

Oggi mi va di commentare con i miei lettori l’elenco minimo di cibi che non manca mai e non potrebbe mai mancare da casa mia. Sono curioso di vedere, se ci saranno, quali sono le vostre opinioni.
In ordine alfabetico:

aglio
mais in scatola (cotto al vapore)
merluzzo (filetti surgelati)
olio d’oliva
pomodori e/o pomodorini
riso
vino rosso*

L’acqua è data per scontata (anche perché sgorga dal rubinetto), mentre il sale non è una dimenticanza: lo uso solo quando ci sono mia moglie e mia figlia, quindi sei volte su dieci.

Ovviamente a casa mia ci sono sempre altri cibi, ma i sette sopra sono quelli di cui non mi priverei mai.
In una lista B, che estende la precedente, nel mio caso ci sono:

aceto
banane
basilico
birra belga
bresaola
capperi
cipolla
fagioli in scatola (cotti al vapore)
fagiolini
grana
limone
mozzarella
noci
origano
pane
pasta
patate
peperoncino
pollo
zucchine

_____
* trentino, sudtirolese, veneto, friulano

Netikras zuikis (falsa lepre)

In questo suo post recente Mauro, che vive in Baviera, riferiva di un polpettone di carne trita chiamato Falscher Hase (falsa lepre). Ebbene, lo stesso piatto esiste anche in Lituania ed è chiamato “netikras zuikis”, cioè appunto “falsa lepre”. Qui se ne possono ammirare alcune preparazioni.

Legendinis Sūris Džiugas

Una delle sorprese di queste festività natalizie è stata per me la scoperta del formaggio Džiugas.
Prodotto a partire dal 1924 è oggi disponibile nelle versioni a 12 (mild), 18 (piquant), 24 (delicate), 36 (gourmet) e 48 mesi (luxury). Quello provato da me è il luxury, un formaggio di qualità altissima.
L’azienda produttrice può contare su una distribuzione affidata a sei negozi proprietari: tre a Vilnius, due a Klaipėda e uno a Telšiai. Di tutti quest’ultimo sembra il più interessante, e l’estete prossima – dal momento che abbiamo in programma di trascorrere una notte proprio a Telšiai – ne approfitteremo per una visita con ricca degustazione.
Lo Džiugas è attualmente in attesa di certificazione da parte dell’Unione Europea.
Anche il sito internet è ben curato, di navigazione semplice e intuitiva, e con una cura maniacale per la veste grafica.

Allo Žalia Smilga di Švenčionys

Dopo il Kavinė Arka (di cui ho parlato qui) e il Beržuvis (di cui ho parlato qui) questo è il terzo post che dedico ai ristoranti di Švenčionys. Lo Žalia Smilga è una specie di caffè ristorante aperto da poco più di un anno che propone poche cose, ma preparate con gran gusto. Lo abbiamo provato oggi per la prima volta e ci siamo trovati benissimo. La proprietaria, che mi ha accolto parlandomi in un Toscano più che discreto (ha vissuto per qualche tempo a Modena), si è rivelata persona molto gentile, disponibile e solare. Il locale è piccolissimo, ma allo stesso tempo accogliente e molto ben arredato. Se i prezzi dovessero sembrarvi troppo bassi sappiate che non è uno scherzo. Si può pagare con carta di credito e il bagno è pulitissimo, anzi, questo è il primo bagno tra i tanti visitati in vita mia, in cui la porta si apre e chiude ruotando la maniglia verso l’alto anziché verso il basso.

Una curiosità: “žalia” significa “verde”, mentre “smilga” è un genere di piante erbacee della famiglia delle Poaceae (meglio note come Graminacee). La cosa interessante è che questo termine (smilga) è tanto sconosciuto a noi quanto noto a ogni Lituano che abbia almeno trent’anni.

Il pessimo ristorante del Meguva Resort di Žibininkai

Il Meguva Resort è un gigantesco complesso che si trova a una manciata di km da Palanga. Dopo circa due anni di lavori a intermittenza è stato finalmente completato. Ospita un hotel, un ristorante, un bar (forse anche più di uno), diverse piscine (alcune delle quali all’aperto), una spa con più aree sauna e un buon numero di bungalow.
Un paio di giorni fa abbiamo deciso di farci un salto per pranzo. Ebbene, il ristorante è semplicemente imbarazzante: carente in termini di varietà, qualità e presentazione del cibo, e ancor più deficitario per quanto concerne il livello del servizio.
Se volete un consiglio: saltate a piè pari e anche a piè dispari. Questo è un posto perfetto per matrimoni e riunioni aziendali, dunque un luogo da cui tenersi a rigorosissima distanza di sicurezza.

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