Esempi di volgarizzazione del marchio

Chi come me è stato adolescente nei primissimi anni ’80 ha probabilmente avuto un Sony Walkman con cui ascoltare le proprie (musi)cassette preferite. Un dispositivo portatile che ha segnato una rivoluzione profonda (e sopratutto irreversibile) nell’ambito della fruizione di contenuti musicali.

Per quanto i marchi che all’epoca producevano apparecchi di quel tipo fossero piuttosto numerosi non c’è dubbio che tutti noi si era soliti parlare quasi unicamente di Walkman, o addirittura di Sony (mi presti il tuo Sony quando torniamo a casa in pullman?).

Un singolo modello e una sola azienda che – per meritate ragioni pionieristiche – divengono in brevissimo tempo il punto di riferimento di un’intera generazione di giovani.
La parte per il tutto. Tecnicamente si tratta di una sineddoche, ma in un caso come questo si parla più specificamente di “volgarizzazione del marchio”.

Quello che intendo fare qui non è affrontare la materia dal punto di vista del diritto industriale*, ma proporre un elenco il più possibile esteso di quei marchionimi** che, nel corso degli anni, si sono affermati emergendo da un contesto di decine di migliaia di altre proposte.
Alcuni dei nomi sotto sono più forti di altri; in taluni casi, poi (come per walkman e ipod), c’è una forte caratterizzazione temporale.

I lettori abituali, come quelli di passaggio, sono invitati a dare il loro contributo.

– alcantara****
– after eight
– aspirina
– attak
– bikini
– biro
– borotalco
– canadair
– candeggina
– cellophane
– cornetto
– eternit
– fòrmica
– gommapiuma
– ipod
– jacuzzi
– jeep
– kleenex
– k-way
– lego
– lemonsoda
– liebig
– linoleum
– mercurocromo
– mottarello
– nutella
– nylon
– pennarello
– piumone
– plastilina
– plexiglas
– polaroid
– pongo
– post-it
– pullman***
– rimmel
– salvavita
– scolorina
– scotch
– scottex
– sottiletta
– tabasco
– tampax
– tartan
– teflon
– termocoperta
– tetrapak
– thermos
– tomtom
– valium
– vaselina
– velcro
– vinavil
– walkman
– zip

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* la volgarizzazione del marchio è materia regolata da un apposito sistema di norme, con differenze (anche notevoli) da Paese a Paese

** il marchionimo è il nome commerciale di un determinato prodotto (o linea di prodotto) o il nome dell’azienda che lo produce

*** segnalato da Lele

**** segnalato da Lith-1

Ma~

Mia figlia ha un’amichetta il cui nickname è Ma~. Qual è il suo nome per esteso?

La poltrona russa russa in poltrona

Doppia antanaclasi simmetrica.

Stai di nuovo battologizzando!

Uno mio cliente ha una strada abitudine: ripetere la parte terminale di un discorso (una breve frase) tre, quattro, cinque o anche sei volte. Ad esempio, se il discorso si conclude con “mi segno il punto e ne parlo con i venditori nella riunione di venerdì pomeriggio”, il brano tra virgolette viene ripetuto non meno di tre volte. Oggi ho scoperto che questo difetto ha un nome specifico: battologia (definita dal vocabolario Treccani come: ripetizione inutile e tediosa di parole, per vizio abituale o per inopportuna pedanteria); da essa derivano l’aggettivo battologico e il verbo battologizzare.

Tesoro, puoi darmi una grattatina all’acnestide?

Il termine “acnestide” è uscito dalla nostra lingua circa un secolo e mezzo fa, ma – non ho dubbi – è uno di quei vocaboli che non esiterei a recuperare.
Indicava quella zona della schiena che i quadrupedi non riescono a raggiungere, e quindi a grattarsi.
Non solo è da riportare in vita, ma va anche esteso a noi umani.

I did a mistake

Leggete il titolo. In questo post ci sono tre errori. Quali sono?

La discriminazione della viceregina

Le donne, si sa, nella nostra società sono ancora discriminate, e questo sembra valere un po’ per tutte le classi sociali. Nel passato, poi, era addirittura peggio, molto peggio. Avete mai sentito usare il termine “viceregina”? Eppure esiste; tecnicamente la viceregina è la consorte del viceré. Ecco la diversità di occorrenze dei due vocaboli in Google.

viceré: 530.000
viceregina: 25.500

Il rapporto è 1 a 21.

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