È andata a casa con il negro, la troia

Stavo riflettendo sul fatto che nessun illuminato di sinistra ha mai contestato a Vasco Rossi la frase in oggetto (tratta dal brano Colpa D’Alfredo). Bah, si saranno distratti.

Le cinque dj

dj Elfie Thames
dj Emilee Shaft
dj Felisha Teem
dj Letisha Feme
dj Melesa Feith

Chi si nasconde dietro?
Volevate un quiz superdifficile? Eccolo qua.

Suggerimento. A ispirarmi è stata la misteriosa Dasie Flem Jeth, traumatizzata dopo aver letto del primo caso al mondo di autocannibalismo (titolo di alcuni giornali: Jed ate himself).

I quadrati alfamagici (e geomagici) di Lee Sallows

Il 1986 è uno degli anni della mia giovinezza che ricordo più volentieri. Le prime esperienze nella grande metropoli (dopo le scuole medie passate in un paesello vicino a casa), i primi compagni di liceo destinati a lasciare un segno profondo nella mia vita e – musicalmente parlando – un anno straordinario*.
In quello stesso 1986 Lee Sallows, un ingegnere informatico inglese, tirava fuori dal cilindro della matematica ricreativa i suoi quadrati alfamagici**.
Se la crisi di governo in corso non vi appassiona più di tanto vi suggerisco di dare un’occhiata ai link precedenti.

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* To Hell With The Devil degli Stryper, Look What The Cat Dragged In dei Poison, The Final Countdown degli Europe, Trilogy di Yngwie J Malmsteen, Mechanical Resonance dei Tesla, Night Songs dei Cinderella, Eat ‘Em And Smile di David Lee Roth, Russian Roulette degli Accept, Slippery When Wet dei Bon Jovi, l’album omonimo dei Crimson Glory, The Dark dei Metal Church, Somewhere In Time degli Iron Maiden e ovviamente il capolavoro assoluto: Master Of Puppets (ma anche la scomparsa, sfortunata e prematura, di Cliff Burton)

** seguirà, nel 2001, l’invenzione dei quadrati geomagici

Le ninfee aliene del Bodom

Visto che il primo quiz sul Bodom è ancora irrisolto ne propongo un secondo, completamente diverso.

Due minuti prima di mezzanotte uno strano oggetto infuocato piove dallo spazio inabissandosi tra le acque, per la verità poco profonde, del Lago Bodom. Due minuti più tardi le 2.112 ninfee ospitate sulla superficie cominciano a esibire uno strano comportamento: ogni dodici ore metà degli esemplari muore e il processo prosegue sino a quando non resta un numero dispari di piante acquatiche.

Domanda 1: trovare i due riferimenti numerico-musicali presenti nel problema.

Domanda 2: scrivere la funzione matematica n(t) che rappresenta il processo di decrescita delle n(t) ninfee in funzione del tempo t, esprimendo quest’ultimo in giorni.

Domanda 3: dire dopo quanti giorni il processo si arresta.

In dieci nel letto

Che viene sùbito da pensar male con un titolo così. Questo almeno è quello che ho pensato io quando l’insegnante di Inglese conversation ha dato questo brano ai suoi alunni per fare pratica con i numeri da uno a dieci.

Andiamo a sciare a Ultima Tul

Qualche giorno fa Simona Branchetti*, una nota giornalista del TG5, nel dare la notizia dell’avvicinamento della sonda New Horizons a Ultima Thule ha pronunciato il nome di quest’ultimo Ultima Tul. Che così, su due piedi, mi ha fatto pensare a una qualche località sciistica della Valdaosta o dell’Alta Savoia.
Sostengo da sempre che ai giornalisti della TV dovrebbero scrivere tra parentesi le pronunce esatte di molti termini.

Comunque, approfitto di questo post per dirvi che gli Ultima Thule (da non confondere con un’omonima formazione svedese) sono uno dei miei gruppi preferiti di rock estone; se volete avvicinarvi allo loro musica vi consiglio il doppio antologico Kogutud Teosed 1987–2002.
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* qualche anno fa questa donna mi ispirava sesso sfrenato; ora mi capita di domandarmi piuttosto di frequente come potessi aver mai pensato una cosa del genere

The far side

Un sacco di gente pensa che, in Inglese, il lato non visibile della Luna si definisca “the dark side of the Moon”. Invece la definizione corretta è “the far side of the Moon”. Il che è logico: il lato nascosto della Luna ovviamente non è mica sempre buio.

Tuttavia mi piace pensare che ciò non sia necessariamente sintomo di ignoranza, ma probabilmente l’effetto sulla cultura popolare di quello che – a mio avviso – rappresenta l’apice creativo dei Pink Floyd. Sì, perché c’è di peggio: quelli che quel disco non lo hanno mai ascoltato o addirittura non lo conoscono nemmeno.

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