La signora Gunnhildr

Gunnhildr è l’antica versione norrena del nome Gunilda, dalla cui contrazione è nata la parola inglese “gun”. Qui per approfondimenti.

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MIL-shaped dolls

I know, I don’t happen to write my posts in English that often, but on special occasions I do.
Let’s talk about mother-in-laws, then. Yes, once again.

Before addressing the subject, let me introduce my dear readers the concept of whipping boy. What or who is a whipping boy? Back in time a couple of centuries ago, or probably more, imagine you are a prince, powerful and influent. Your little son, it doesn’t matter if his blood is red or blue, is misbehaving exactly like all of your servants’ sweeties. But a prince’s son cannot be punished. So here comes the whipping boy; another boy, often an orphan or a foundling, who gets beaten in place of your young heir. A strike of genius mixed with misanthropy, isn’t it?

But what sounds cruel to innocent little boys could turn revolutionary and grand when it comes to MILs. You’ve got the point, precisley: what the whole world needs is whipping MILs.
Getting rid of our MILs: one of the best ways to love and honour mankind, but there are wicked people out there, people who see things with wrong eyes and talk about crime. Poor them!
No way, gentlemen, we will not be discouraged. We’ll give every man the chance to buy his own whipping MIL. Not a real one, but a doll in the shape of the monster.
And if the product proves successful, new features will be available soon. Models equipped with fake blood, for example, for those who want to enjoy the thrill of decapitation and dismemberment.
Join the deal, help the MIL-shaped dolls conquer the world!

By the way… this post is filed under “umorismo”.

Nota: un ringraziamento particolare a Emanuela Cardetta che ha supervisionato il testo correggendo alcuni errori.

Il caro, vecchio metro a nastro

Lo conosciamo davvero fino in fondo? Guardate qui.

La parola vino nelle lingue europee

Tutto mappato qui. OK, c’è anche un po’ di roba che non fa parte dell’Europa, ma sorvoliamo. Aggiungo il Lombardo, dove vino si dice vin (vin bjank, vin rus, vin neger). Da ultimo segnalo che non si capisce perché la Carelia russa è in grigio senza nome. Quando sono capitato nella Carelia finlandese, anche se ho bevuto birra, il vino c’era.

Il lancio della monetina

Ieri, come noto, l’agenzia europea del farmaco è stata assegnata ad Amsterdam tramite un sorteggio che ha visto la capitale dei Paesi Bassi vincente su Milano. Matteo Salvini ha scritto un tweet in cui ha parlato di decisione pazzesca presa con il lancio di una monetina. Il sorteggio c’è stato, ma il metodo non è stato quello del lancio di una moneta.

A chi dovesse scandalizzarsi perché, da indipendentista, critico Salvini, faccio notare una cosa alquanto banale: appunto, io sono un indipendentista, cosa c’entro con Salvini?

In questo caso la critica a Salvini nasce dal fatto che le notizie o le dai precise e complete, oppure non le dai. Non a caso il principale problema del giornalismo padaniota e italiota è rappresentato da superficialità, pressapochismo, mancanza di accuratezza e mancato controllo delle fonti.

Emargina l’astemio!

Frasetta distintiva scelta dal microbirrificio artigianale I Tri Bagai che ho visitato domenica.

Il giro mariano dell’omelette

Ti viene in mente una parola, non ne conosci l’origine, così fai qualche ricerca per saperne di più. A me capita spesso. Oggi, per esempio, era quasi ora di pranzo e mi sono ritrovato a pensare a una di quelle gustose omelette che mia moglie prepara con grande maestria.
Poco fa, dopo una breve consultazione delle mie abituali fonti internet, mi sono reso conto di essermi imbattuto in una delle etimologie più curiose e insospettabili di sempre; almeno per me.

Attraverso il Francese (questa è la parte facile e ovvia) il termine entra nelle principali lingue europee tra il 1600 e  il 1700; omelette è però una metatesi di “alemette”, un vocabolo del 1400 che a sua volta deriva da “alemele”, cioè lama di spada o coltello. Ma non basta; quest’ultimo nasce da un errore di scrittura: “l’alemelle” al posto di “la lemelle”; da qui all’indietro lasciamo il Francese per far spazio al latino “lamella” (piccolo piatto sottile), sviluppatosi come diminutivo di “lamina”.

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