La Stampa parla delle Cascate di Venta, sbaglia nome e copia (male) da Wikipedia

Non dev’essere del tutto casuale se La Stampa di Torino è chiamata da sempre “la busiarda” (la bugiarda).
Il quotidiano piemontese oggi dedica un articolo di Noemi Penna – questo – alle cascate Venta di Kuldīga. Sorprendentemente nella prima parte del pezzo la giornalista le chiama Venta Rapid e cita alcuni dati “tecnici”. Date un’occhiata a questa pagina di Wikipedia. Mancando una pagina in lingua toscana Noemi Penna deve aver consultato la versione inglese, scordandosi però (fretta? superficialità? entrambe?) di riportare il nome lettone, che è Ventas* Rumba (nome corretto che la stessa giornalista riporta invece nella parte centrale del medesimo articolo).
Ma gli errori e le imprecisioni non finiscono qui. Si parla di “vicinanza con Kuldiga”. Innanzitutto le cascate non sono “nelle vicinanze”, ma proprio in città. In secondo luogo si scrive Kuldīga, non Kuldiga. Infine, Jacob, il duca di Curlandia citato nel pezzo, non è Jacob (che – ancora una volta – è una forma inglese), ma Jakob Kettler, che a Kuldīga ci è nato (nel 1610), ma quando la città si chiamava ancora Goldingen, oppure Jēkabs Ketlers, se si preferisce la forma lettone.

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* Ventas è il genitivo di Venta

Mangiare le caccole rafforza il sistema immunitario dei nostri bambini?

Lo sostiene questo articolo del britannico Mirror, che rimanda a quest’altro articolo dell’australiano Kidspot. Entrambi citano una ricerca scientifica di Erica Shapiro Frenkel e Katharina Ribbeck: questa. Bene, io me la sono letta per intero, ma il consiglio di mangiarsi le proprie caccole (ovviamente) non c’è.

Alimenti a calorie negative. Come è possibile?

Ho scoperto di recente che alcuni alimenti, per esempio il sedano, vengono definiti “a calorie negative”. Immagino debba trattarsi di una definizione giornalistica: da un punto di vista scientifico, infatti, parlare di calorie negative è del tutto privo di significato. Ha invece senso dire che alcuni alimenti generano un saldo metabolico negativo; circostanza che si verifica quando il processo che porta alla loro digestione consuma più calorie di quelle che gli stessi alimenti contengono.

I nomi della luna piena

In occasione dell’eclissi lunare della scorsa notte la stampa italiota e padaniota ha fatto suo il termine “luna della neve”, copiato a man bassa da alcuni articoli di quotidiani inglesi, come questo apparso sul Mirror, o quest’altro apparso sul Sun.

Qui da noi non è consuetudine dare un nome ai fenomeni lunari in connessione con il calendario, ma in altre tradizioni, come in quella britannica e sopratutto in quella nordamericana, ogni luna piena ha ancora oggi un nome caratteristico. Ecco una lista.

Gennaio: Wolf Moon, Old Moon
Febbraio: Snow Moon, Hunger Moon
Marzo: Worm Moon, Crow Moon, Sap Moon, Lenten Moon
Aprile: Seed Moon, Pink Moon, Sprouting Grass Moon, Egg Moon, Fish Moon
Maggio: Milk Moon, Flower Moon, Corn Planting Moon
Giugno: Mead Moon, Strawberry Moon, Rose Moon, Thunder Moon
Luglio: Hay Moon, Buck Moon, Elk Moon, Thunder Moon
Agosto: Corn Moon, Sturgeon Moon, Red Moon, Green Corn Moon, Grain Moon
Settembre: Harvest Moon, Full Corn Moon
Ottobre: Hunter’s Moon, Blood Moon
Novembre: Beaver Moon, Frosty Moon
Dicembre: Oak Moon, Cold Moon, Long Night’s Moon

Tutti i nomi sono chiaramente legati e ispirati al mondo contadino.

Mosùl o Mósul?

Mosul è una città dell’Iraq. In questi giorni se ne sente parlare spesso per via della battaglia cruciale che sta opponendo le forze ISIS e anti-ISIS. Fino a due giorni fa tutti i telegiornali pronunciavano Mosùl; curiosamente da ieri quasi tutti, invece, hanno spostato l’accento sulla prima vocale. Mistero.

Camera car o car camera?

Per ragioni a me sconosciute qui da noi le piccole telecamere da montare in auto vengono chiamate “camera car”, con una costruzione che – dal punto di vista della grammatica inglese – non sta in piedi. Non si dovrebbe invece dire “car camera”? In effetti è proprio così, anche se un anglofono solitamente non usa questa locuzione, ma ricorre a forme come “onboard camera”, “dashboard camera” o, più brevemente, “dashcam” (dashboard = cruscotto). Non so se la nascita di “camera car” sia da imputare ai giornalisti e ai commentatori sportivi (si pensi alla Formula 1), ma certamente costoro hanno contribuito alla diffusione dell’errore.

Ecco un modo pessimo di affrontare il tema del diritto all’autodeterminazione dei popoli e di parlare di Padania

È tutto scritto qui, firmato da Matteo Zola. Un articolo banale, frettoloso e con una conclusione talmente priva di logica che voglio trascrivere per intero:

«E i padani? Beh, quelli nemmeno esistono, non hanno una lingua comune, non hanno nessuna forma di autonomia e soprattutto, vivendo nelle regioni più ricche del paese, non soffrono certo di discriminazione o “apartheid”. Nel loro caso, più che di autodeterminazione, si tratta di egoismo».

E pensare che, in risposta a un garbato e attento lettore, il signor Zola ammette di non aver nemmeno mai sentito parlare di Gilberto Oneto.

L’autodeterminazione è un diritto naturale: è il diritto internazionale che deve adeguarsi a questo principio, non il viceversa. Come accade per gli individui anche i popoli (che sono appunto un aggregato di individui) hanno il diritto (naturale) di scegliere con chi stare e da chi separarsi. Non comprendere questo fatto sarebbe come sostenere che una donna o un uomo possono ricorrere al divorzio solo se vengono malmenati dal partner, se il partner è più ricco di loro e amenità simili.

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