Il corno dell’unicorno

Nella famiglia A la figlia chiede aiuto al padre per fare i compiti. “Papà, sapendo che ‘se è un unicorno ha il corno’ posso dire che ‘se non è un unicorno non ha il corno’?”. E il padre: “certo che sì, bravissima!”.

Nella famiglia B assistiamo alla stessa scena e alla stessa risposta della figlia. In questo caso, però, il padre le dice: “certo che no, salamino!”.

Quale dei due papà dovrebbe indossare un cappello con le orecchie d’asino e perché?

Nota: Mauro non può partecipare al quiz.

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26-5-18-15

Riuscite a connettere la sequenza 26-5-18-15 all’equazione riportata qui sotto?

(x3 – 1)(x3 + 1) + 13log57 + 17x4 + (ex)2e + 4π = 0

Nota: ci vuole un po’ di fantasia.

La combinazione vivente

In una classe di prima elementare ci sono dieci bambini: Axel, Erik, Iago, Omar, Uran, Ajla, Egle, Iana, Olga e Ulya. La maestra scrive i loro nomi su dieci bigliettini, mette questi ultimi in un’urna e ne estrae tre. Quindi scrive i tre nomi su un foglietto. Tutto ciò prima che i bambini arrivino a scuola. Una volta che i piccoli sono entrati in classe la maestra propone loro un piccolo gioco. Alla presenza degli alunni si estraggono cinque terne di bigliettini (nota tecnica: dopo ogni terna i tre bigliettini vengono reimmessi nell’urna, in modo da poter ripartire dalle stesse condizioni iniziali). Man mano che si procede le terne vengono scritte sulla lavagna e accanto a esse i commenti della maestra che trovate qui sotto. Si tratta ovviamente di indovinare la terna segreta, quella che la maestra aveva inizialmente scritto sul suo foglietto.

Terna 1
Nomi: Egle, Olga, Iago
Nota: un nome corretto e nella posizione corretta

Terna 2
Nomi: Egle, Uran, Ajla
Nota: un nome corretto, ma nella posizione errata

Terna 3
Nomi: Iago, Axel, Egle
Nota: due nomi corretti, ma nelle posizioni errate

Terna 4
Nomi: Jana, Omar, Olga
Nota: nulla di corretto

Terna 5
Nomi: Jana, Olga, Axel
Nota: un nome corretto, ma nella posizione errata

Possono partecipare tutti.
 

L’area della octopiz

La Octopiz (con la maiuscola) è una pizzeria che realizza ottime pizze di forma ottagonale: le octopiz (con la minuscola). È stata fondata da Ottavio Ottone, oggi ottantottenne, ottavo di otto fratelli, ex ottico e collezionista di otturatori fotografici.

Un Estone di nome Otto, cliente abituale che vive a un isolato dalla pizzeria, si fa portare a casa una octopiz al pollo, bagnacauda e taleggio (oh, è un Estone, mica si può pretendere che ordini una capricciosa o una quattro stagioni!). La octopiz è però difettosa: anziché essere formata – come di consueto – da otto fettine regolari presenta quattro fettine consecutive piccole (lato di p cm) e quattro fettine consecutive grandi (lato di g cm). A un certo punto la figlia semirussa di Otto, Volpiska, chiede: “papà, ma tu sapresti calcolare l’area di questa octopiz conoscendo solo p e g?”; “uhm, non credo”, risponde Otto; “e se faccio così?”, ribatte la figlia; “ah, così è quasi un gioco da ragazzi”, conclude il padre.

Cosa fa la piccola Volpiska per trasformare il problema da difficile a semplice?

Fantoccio laudense

Salvo eccezioni rarissime questo blog non si occupa di politica e non lo farà nemmeno in questa occasione.

Descrivo qui di seguito uno schema “classico” cui mi trovo esposto molto di frequente. Fase 1: qualcuno (in questo caso una mia cliente) mi riporta un fatto presentato in modo da suscitare grande sdegno. Fase 2: faccio un giro preliminare su internet (es. Twitter) e la cosa ricompare pari pari ma con un’amplificazione enorme. Fase 3: dopo un approfondimento minimo scopro che la realtà è totalmente diversa.

Il caso in oggetto è quello della mensa di una scuola di Lodi che escluderebbe dalla stessa i bambini extracomunitari. Leggi un paio di articoli seri e scopri che non c’è nessuna esclusione; se i genitori di questi bimbi non presentano adeguata documentazione i loro figli sono esclusi dall’esenzione del pagamento, non certo dalla mensa; basta che paghino (come quasi tutti gli altri) e hanno accesso al servizio, oppure possono non pagare e portarsi il cibo da casa.
Il provvedimento può piacere o non piacere e si può tranquillamente discutere di questo. Ma tirare fuori le solite questioni di razzismo, xenofobia, nazismo, apartheid, ecc. non ha alcun senso; è il solito modo di intorbidire le acque e di distorcere la realtà tipico di molte persone che si definiscono di sinistra; persone che hanno questo imperativo morale di dire agli altri cosa è bene e cosa è male (un vero e proprio complesso di superiorità).
Non è una malattia psichiatrica, ma quasi: è una malattia logica (e si può curare facilmente).

Quasi tutti questi casi rientrano infatti nella fallacia logica nota come “argomento fantoccio“, ed è questo il motivo per cui ne parlo qui.

Il torneo di freccette

Gino, Lino e Pino giocano un torneo di freccette che consiste in una serie di partite una-a-uno. Le regole sono le seguenti. Due giocatori si scontrano e il terzo resta fuori. Al termine di ogni partita chi vince rimane in gioco e disputa la partita successiva con chi era rimasto fuori al turno precedente, mentre il perdente riposa per un giro.
Alla fine del torneo Gino ha disputato 8 partite, Lino 11 e Pino 15.
Domanda: chi ha perso la quarta partita?

I due ex atleti

Due ex atleti, Achille e Baltazar, hanno la stessa velocità di camminata e di corsa. Lo scorso fine settimana, anche se in momenti diversi della giornata, hanno percorso lo stesso tragitto per andare dalla località A alla località B.
Achille ha percorso la prima metà del tragitto camminando e la seconda correndo. Baltazar ha camminato per la prima metà della durata del tragitto e ha corso la seconda metà.
Chi dei due è giunto a destinazione in meno tempo?
Nota: il problema può essere risolto in più modi diversi, persino con la semplice logica senza fare alcun calcolo.

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