Papà, devo dirti una cosa…

…Sai che ho deciso di invitarti al mio compleanno?

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La pecora framalla

Uno dei giochi preferiti che faccio con mia figlia è quello di personalizzare canzoni e filastrocche. In questi giorni stiamo lavorando a diverse versioni alternative della notissima Stella Stellina.

I primi tre versi sono i seguenti:

Stella stellina
la notte si avvicina
la fiamma traballa

Il primo è rimasto identico mentre il secondo è mutato in “la strega si avvicina”. Per il terzo verso, invece, fino a ieri mia figlia aveva optato per “il toro traballa”, ma stamattina ha insistito per cambiarlo in “la pecora framalla”.
Quando le ho chiesto cosa volesse dire il verbo framallare mi ha risposto che una pecora framalla significa che vuole sgranocchiare qualcosa ma al tempo stesso ha paura di sgranocchiare qualcosa.

Gli schifo-biscotti

Gli schifo-biscotti sono biscotti immaginari preparati da mia figlia. Il sabato e la domenica, quando potrebbe dormire (e sopratutto farci dormire), mia figlia si alza prima di tutti, si infila sotto le coperte del nostro letto e, appunto, gioca a preparare gli schifo-biscotti. Gli schifo-biscotti sono biscotti a base di un qualche ingrediente particolarmente schifido. Ci sono gli schifo-biscotti alle mosche, alla cacca, alle lucertole, all’asfalto, ai vermi, ecc.

Blu nebbia?

Mia figlia: papà, ti piace di più il blu scuro o il blu chiaro?
Nautilus: il blu a metà strada tra chiaro e scuro
Mia figlia: ah, ma allora ti piace il blu nebbia!

La festa della morte

Nautilus: sai che giorno è oggi?
Mia figlia: ma certo papà, è la festa della morte!

Ma perché la mamma ha mandato cappuccetto rosso nel bosco da sola?

Ieri sera stavo raccontando l’ennesima versione della storia di cappuccetto rosso a mia figlia, quando – arrivato al passaggio in cui la mamma fa le raccomandazioni a cappuccetto e le dice di non fermarsi a parlare con nessuno perché nel bosco c’è il lupo cattivo – lei mi fa: ma papà, ma se la mamma sa che nel bosco c’è il lupo cattivo perché lascia andare cappuccetto da sola e invece non l’accompagna? Che ha una sua logica, in effetti.

La storia che racconto a mia figlia varia ogni sera. Varia il colore del cappuccetto (oltre ai colori standard, ci sono le varianti arcobaleno, a pois, trasparente e camaleonte), varia il personaggio della nonna (che a volte non è la nonna, ma è il cugino), varia il lupo cattivo (che può essere un leone, una tigre, un coccodrillo, un anaconda e persino una mega-ruspa), varia il cacciatore (che a volte è un pescatore, un fabbro, un falegname e più o meno quel che ci viene in mente in quel momento) e varia quello che viene messo nella pancia del lupo prima che questa venga ricucita (oltre ai sassi, ceppi di legna, forbici, ferri da stiro, macchine da scrivere, ecc.).

Papino, ma io sono anche un po’ mariola?

Poco fa discutevo con mia figlia del fatto che chi vive in città è cittadino, chi vive in paese paesano e chi in campagna campagnolo. Allora mia figlia se ne è uscita con un: papino, ma allora quando andiamo al mare vuol dire che io sono anche un po’ mariola?

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