30 milioni di euro per un sondaggio?

Roberto Maroni, presidente della Lombardia, è intenzionato a indire un referendum consultivo per conoscere il parere di noi Lombardi circa la possibilità di trasformare il nostro territorio in una regione a statuto speciale. Tempo perso e soldi buttati (tanti soldi). Lo Stato italiano, che ci occupa e preleva le nostre risorse (non sapendole nemmeno spendere), non può concedere lo statuto speciale perché ciò equivarrebbe a un suicidio economico (e subito dopo politico). Se dunque si vuole fare un referendum si seguano strade più serie, come nel caso di Veneto e Catalogna. Un referendum, anche se solo a livello di consultazione, dovrebbe contenere quattro quesiti, non due:

(a) mantenere lo statuto ordinario
(b) adottare lo statuto speciale
(c) costituire uno Stato indipendente
(d) richiedere la confederazione con la Svizzera

Va da sé che io sono favorevole all’opzione (c) e sopratutto a uno scontro frontale con l’Italia, nel quale si faccia appello e ricorso a tutti gli organismi e a tutte le convenzioni internazionali possibili. Ma sono certo che Maroni andrà per la sua strada, dimostrando per l’ennesima volta che la Lega Nord, nei suoi organi dirigenti, non è interessata all’indipendenza della Padania.

Un referendum con quattro quesiti sarebbe interessante anche in termini di psicologia statistica. Ci si potrebbe chiedere se l’ordine con cui vengono presentate le opzioni può avere un impatto significativo sull’esito referendario. Scoprirlo non sarebbe difficile. Dal momento che quattro quesiti possono essere presentati secondo 24 ordinamenti diversi*, si potrebbero scegliere 24 campioni casuali di individui cui sottoporre le scelte. Un’analisi statistica elementare permetterebbe di isolare facilmente, se esiste, un eventuale effetto-ordinamento.

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* 4! = 4*3*2*1 = 24: il primo quesito può essere scelto in 4 modi diversi, il secondo in tre modi diversi, il terzo in due, l’ultimo è determinato di conseguenza

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Gio Ve
    Set 30, 2014 @ 19:11:08

    Premetto che io voterei (c) costituire uno Stato indipendente, vorrei intervenire sulle varie voci:

    (a) mantenere lo statuto ordinario
    Si tratta della forma preferita da tutti i politicanti regionali, tanto quelli di maggioranza, quanto quelli di opposizione. Gli stipendi, gli appannaggi accessori ed i privilegi (anche al termine dei vari mandati) sono troppo alti per essere messi in discussione da un “salto nel buio”.

    (b) adottare lo statuto speciale
    Sarebbe la forma più conveniente, tanto per i politici, quanto per gli abitanti della Lombardia. Ma sarebbe anche la più dolorosa per l’attuale stato centrale. Non la daranno mai, a meno che non si arrivi, un giorno, al punto in cui a tutte le regioni a statuto ordinario fosse concesso, contemporaneamente, di evolversi verso l’attuale livello di “specialità” di Valle d’Aosta, Trentino-A.A., Friuli-V.G., Sicilia e Sardegna. Secondo me è la forma che un giorno potrebbe anche arrivare a concretizzarsi, ma arriverebbe dall’alto, non dall’iniziativa popolare.

    (c) costituire uno Stato indipendente
    Un’utopia. Sarebbe possibile solo dopo una guerra vera, come quelle che si combatterono (per restare ai decenni recenti) per esempio in Eritrea, in Bosnia-Erzegovina, nel Timor orientale o in Sud Sudan. Ma in Lombardia, come in Catalogna, in Corsica, in Scozia o in Quebec la gente del ventunesimo secolo in fondo pensa a tutto fuorché all’indipendenza.

    (d) richiedere la confederazione con la Svizzera
    La cosa non è ben vista dagli Svizzeri. Ho approfondito questa ipotesi in diverse occasioni nel web (articoli, sondaggi e soprattutto pagine ticinesi di chat, alle quali ho anche partecipato). Il “problema di fondo” per gli Svizzeri, che sono poco meno di 8 milioni e duecentomila, è costituito dal fatto che si troverebbero travolti dai Lombardi (quasi 10 milioni).

  2. Nautilus
    Set 30, 2014 @ 19:21:48

    @ Gio Ve

    Come spesso accade concordo su molti punti. Provo anch’io ad aggiungere qualche considerazione.

    (a) la penso allo stesso modo.

    (b) qui c’è un problema ulteriore: non tutte le regioni hanno la stessa “specialità”; la Sicilia, per esempio, trattiene il 100% di quasi tutte le tasse.

    (c) noi che siamo “mezzi baltici” (se mi passi la definizione scherzosa) abbiamo però esempi di “sogni” che si possono avverare quando meno lo si aspetta. E mi piace ricordare un famoso aforisma di Ezra Pound: “se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.

    (d) vero, gli Svizzeri avrebbero da perderci, ma sarebbe interessante conoscere la percentuale di Lombardi che sceglierebbero questa risposta. Personalmente la mia seconda scelta sarebbe l’opzione (d) dove però il riferimento è la Norvegia, non la Svizzera. Se devo sognare preferisco farlo in grande 🙂

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